VIVIANI. «MI SONO SPAVENTATO, MA UN'ABLAZIONE HA RISOLTO IL PROBLEMA»

PROFESSIONISTI | 20/01/2021 | 20:50
di Paolo Broggi

Elia Viviani torna a sorridere dopo qualche giorno di grande e comprensibile agitazione e racconta così la sua disavventura: «Domenica durante l'allenamento, ero in Italia, il mio cuore durante un lavoro in salita è balzato da un numero normale di battiti dino a 220 per 20-25 secondi: l'ho sentito e vi confesso che mi sono spaventato. Ho chiamato il mio medico italiano, Roberto Corsetti, cardiologo che mi segue da quando sono passato professionista, quindi da più di dieci anni: gli ho spiegato la situazione e lui ha subito deciso di fare degli approfondmenti, così l'ho raggiunto, ha fatto subito un elettrocardiogramma e un eco da sforzo per cercare di capire da dove venisse quell'artimia strana».


E ancora: «Grazie ai suoi rapporti con il professor Antonio Dello Russo ed il suo staff, che opera all'Ospedale Univeristario Torrette Lancisi di Ancona, già lunedì sono stato ricoverato. Sono stati fatti altri accertamenti, un nuovo elettrocardiogramma e poi un'ecografia nella giornata di martedì, quindi oggi un controllo elettrocardiologico: si è provato a stimolare questa strana aritmia per replicare quello che era accaduto, ci siamo riusciti, il cuore è partito ancora a 220 battiti come era accaduto in allenamento e in quel momento è stata effettuata una ablazione. Ora sto bene, il problema è risolto, ho un chip sotto la clavicola sinistra che registra l'attività del mio cuore: sono ottimista, voglio tornare in bici presto. Si parla di un recupero in 15 giorni, domani torno a casa a Montecarlo, nei prossimi giorni vedremo di capire quando e come ripartire con il lavoro. Confido che il mio programmia resti uguale quindi con esordio all'UAE Tour, Tirreno e poi le classiche. La mia condizione era buona prima di questo stop, quindi sono tranquillo da un apart ee deterfminato dall'altra per vivere la stagione del riscatto di cui ho bisogno. Ringrazio il team che tramite i dottori Michel Fontaine e Dario Spinelli è rimasto in contatto continuo con il dottor Corsetti: ora serve solo continuita e la voglia di ripartire che certo non mi manca».


Foto credit: @BettiniPhoto

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COMMENTI
MONTECARLO...
21 gennaio 2021 09:04 ERIO
chissà come mai abitano tutti li....

Mah
21 gennaio 2021 11:05 Anbronte
Lì e in Svizzera

Commenti...
21 gennaio 2021 11:40 LondonRider
Commentare la notizia soffermandosi sui luoghi di residenza e' irrispettoso sia per Elia che per chi ha scritto l'articolo. Cosa c'entra?? questo non e' Facebook dove dare libero sfogo alle vostre bassezze! Non riusciamo a fare un passo in piu'? Su, non e' difficile... (forse davvero TROPPO difficile..)
Forza ELIA!!!!!!!!!

Mi ripeto
21 gennaio 2021 11:43 Finisseur
Perché fanno bene, vorrei vedere voi al loro posto, già non è un mestiere redditizio per campare di rendita pensa se poi devi darne una metà al nostro stato

Notizia pubblica....di interesse pubblico...
21 gennaio 2021 18:12 Fra74
Premesso che, almeno io (per quanto mi riguarda), qui alcuno voglia “scherzare” con la salute dei vari ciclisti ULISSI e VIVIANI, ne tantomeno augurare loro chissà quale particolare augurio negativo, però, essendo dei personaggi pubblici, debbono pure sobbarcarsi delle critiche, non per quanto concerne la salute, ma almeno la metodologia utilizzata.
Ora, l’articolo in questione è interessante per il seguente “aspetto” di riflessione, per uno “spunto”: ora, non essendo medico, non posso entrare nell’ambito della ARITMIA, però ci sono dei dati obiettivi: il giorno in cui il Sig. Viviani ha riscontrato detta anomalia ed il giorno dell’effettivo ricovero in una struttura ospedaliera PUBBLICA e non privata.
Bene, a riguardo, sembrerebbe che il Sig. VIVIANI sia stato ricoverato d’urgenza, in una struttura pubblica: se così fosse, tutto regolare a livello di sistema sanità Pubblica,
Ma, ipotizziamo, senza voler polemizzare con l’atleta VIVIANI, che, invece, tale “anomalia” non fosse stata da – ricovero d’urgenza -, ebbene?! Il Sig. VIVIANI ha rispettato la procedura prevista dal Nostro Sistema sanitario?!?
Questa considerazione è interessante, visto che molti pazienti hanno l’obbligo, purtroppo, di pazientare con i tempi, lunghissimi, di attesa per certe visite o addirittura ricoveri e conseguenti operazioni.
Sarei curioso di conoscere l’effettivo ITER adottato in merito.
Personalmente non ho nulla contro il ciclista, al quale auguro una pronta guarigione, ma reputo che sia significativo conoscere il “metodo” utilizzato per detto ricovero, al fine di evitare, magari, inutili polemiche o addirittura (non da parte mia) speculazioni sul caso.
Ripeto, la mia considerazione non riguarda la persona VIVIANI, ma solo il “modo” procedurale, essendo detta notizia resa pubblica e fatta oggetto di molteplici articoli anche su testate giornalistiche nazionali, pertanto, fatto pubblico di rilievo.
Senza che il mio commento possa apparire offensivo o polemico o critico: semplice curiosità legata al SISTEMA SANITARIO PUBBLICO.
P.S.: Chissà se DRINN-DRINN (alias Sig. ROBERTO DAMIANI) avrà “piacere” di confrontarsi su questo ambito che interessa la collettività, e non riguarda la persona specifica.
Francesco Conti – Jesi (AN).

servizio ospedaliero pubblico
21 gennaio 2021 18:55 speed
Per tutti i residenti Estero Italiani e non residenti in Italia , in qualsiasi struttura pubblica viene emessa la fattura a carico dell'infermo. Gli italiani che risiedono all'estero iscrivendosi all'albo AIRE automaticamente rinunciano e vengono esclusi dal costo zero della sanità pubblica italiana. Premesso questo la maggior parte dei residenti estero specialmente sportivi hanno le convenzioni assicurative personali o del Team. Quindi presuppongo che il signor Elia Viviani e il signor Diego (assicurazione obbligatoria in Svizzera) hanno pagato di tasca loro per far valere successivamente le loro polizze assicurative.

pienamento d'accordo con Fra74
21 gennaio 2021 19:01 Franco P.
premesso che non conosciamo i dettagli della vicenda Viviani a riguardo (ma sarebbe davvero interessante conoscerli visto che sono stati resi pubblici dallo stesso atleta), l'episodio dà comunque spunto ad una riflessione su una piaga che, sappiamo bene, è largamente diffusa in Italia. Ed è ancora più aberrante il fatto che non ci si scandalizzi più. Saluti

per il sig. Speed
21 gennaio 2021 19:21 Franco P.
Non è proprio così a quanto mi risulta. L'iscrizione all'AIRE non implica automaticamente la rinuncia all'assistenza sanitaria pubblica italiana, in presenza di una convenzione tra gli Stati interessati. E mi risulta che con il Principato di Monaco sussista tale convenzione. Indipendentemente da ciò, ci si dovrebbe interrogare se sarebbe comunque etico utilizzare una struttura sanitaria dando preferenza a situazioni (non urgenti) rispetto ad altre. Paziente pagante o non pagante. Saluti

Per Franco P.
21 gennaio 2021 20:53 speed
Stiamo parlando di atleti di catetere internazionale non pipetta scarpetta ,(triste verità) per atleti di questa caratura non c’è attesa , anche perché il dottore che opera e la struttura stessa ne trae beneficio mediatico . anche per residenti monegaschi (atleti) sussiste l’obbligo di assicurazione !

per il sig. Speed
22 gennaio 2021 07:38 Franco P.
Quindi, una volta appurato (?) che uno abbia pagato di tasca sua e che il ricovero abbia dato lustro a dottore e struttura (come l'università di Perugia nel caso Suarez per intenderci) va bene tutto? in barba alle liste d'attesa e alle situazioni di normali cittadini con priorità di urgenza? È proprio questo che sostenevo : oramai il vero problema è che non ci si scandalizza più. Detto questo in bocca al lupo a Viviani, sperando che decida prima o poi di riornare in Italia non solo a curarsi (ma gli auguro che non ne abbia più bisogno) ma anche a riportare i suoi redditi in Italia. Saluti

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