FONDRIEST.«VI RACCONTO MARTI' VIGO, LO SCIATORE CHE HA SCELTO IL CICLISMO»

PROFESSIONISTI | 28/11/2020 | 08:02
di Francesca Monzone

Una nuova sfida attende l’Androni Giocattoli – Sidermec di Gianni Savio: si tratta dell’olimpionico Martí Vigo del Arco, che ha lasciato lo sci di fondo per diventare un ciclista professionista e ha firmato un contratto con il team italiano.


A raccontare la storia di questo promettente atleta è il campione del mondo Maurizio Fondriest, l'uomo che in Spagna ha scoperto Vigo. Il ciclista di Cles non si è limitato ad essere un grande campione, ma la sua attività nel ciclismo continua come talent-scout. Oltre ad aver avviato al ciclismo corridori come Letizia Paternoster e Gianni Moscon, Fondriest si sta occupando di Martì Vigo, lo sciatore di fondo approdato al ciclismo per caso.


«Ho conosciuto Martì in un modo molto particolare – racconta a tuttobiciweb il campione di Cles – avevo un giovane corridore sudafricano che avevo proposto alla Caja Rural e la squadra spagnola mi ha messo poi in contatto con la Telcom Navarro nella quale aveva iniziato a correre Martì Vigo».

Vigo e Fondriest hanno degli strani legami e le loro vite hanno percorso le stesse strade senza mai incontrarsi. Fondriest la sua prima vittoria da professionista l’ha conquistata a Lleida, città dove vive Martì, e quando era un professionista, nei mesi invernali praticava lo sci di fondo.

«Sono stato chiamato da un dirigente della Telcom Navarra che mi ha detto di avere un ragazzo giovane che veniva dallo sci. Mi disse che aveva corso solo due gare e una l'ha vinta dominandola dall’inizio».

Martì corre da appena un anno e al ciclismo è arrivato grazie alla sua fidanzata Lydia Iglesias, ciclista professionista da un anno nella Casa Dorada. «Mi venne mandato il video della gara di Aragon e onestamente io non ho mai visto un ragazzo correre così. Era una corsa under23 e lui ha fatto subito la selezione, era veramente il più forte anche in salita».

Fondriest inizia così ad interessarsi al ragazzo e Patxi Villa preparatore della Movistar gli inviò i test fatti in Spagna. «Abbiamo analizzato i test e comunque stiamo parlando di un atleta di alto livello e così abbiamo iniziato a vedere che tipo di percorso potevamo fare con questo ragazzo. Ho parlato con Martì e mi ha raccontato la sua storia e quello che mi ha colpito è stata la sua bontà d’animo».

Vigo ha perso il padre e questo lo ha scosso molto, tanto da fargli perdere l’entusiasmo per lo sci di fondo. Insieme allo sci questo ragazzo frequenta l’università, perché tra i suoi sogni c’è quello di diventare un fisioterapista. «A Martì non c’è bisogno di dire tante cose, lui è un atleta di altissimo livello, ha fatto le Olimpiadi, è abituato ad allenamenti intensivi ed è molto equilibrato».

Fondriest ad ottobre si è messo a lavoro per cercare una squadra adatta a Vigo, ma non è stato facile perché le squadre World Tour lo avrebbero preso come stagista e, a stagione finit,  la maggior parte delle squadre era a organico completo. «Trovare una squadra è stato un po’ complicato, perché serviva un team che avesse voglia di puntare su un talento che però aveva fatto solo due gare. C’era anche il discorso Alpecin in ballo ma sono ancora troppo in evoluzione e così lo abbiamo proposto all’Androni, spiegando che era un ragazzo talentuoso ma che andava seguito, perché è poco tempo che va in bici».

Gianni Savio ha creduto alle parole di Fondriest e ha deciso di prendere l’ex sciatore con l’idea di farlo crescere, così come ha fatto con tanti altri corridori, non ultimo Egan Bernal. Il passaggio dallo sci di fondo potrebbe sembrare una sfida impossibile, ma per Vigo non è così.

«Martì sa portare molto bene la bici, ha un’ottima coordinazione ed equilibrio che vengono proprio dallo sci. Bisogna lavorare molto con lui, il suo primo anno in Androni dovrà essere una prova. Fisicamente ha ancora un po’ l’aspetto dello sciatore, infatti nella parte superiore ha una muscolatura molto sviluppata».

Martì il primo record lo ha già conquistato: difatti è il primo ciclista che, dopo aver fatto solo due gare da under23, è diventato professionista. «Bisogna aiutarlo a crescere e gli abbiamo spiegato che non dovrà cercare il risultato, anche se saranno in molti ad avere gli occhi puntati su di lui».

La storia di Vigo per alcuni aspetti ricorda quella di Primoz Roglic che, dal salto con gli sci, è diventato un ciclista, anche se per lo sloveno il passaggio è avvenuto in seguito ad un incidente in gara. «Martì e Roglic fisicamente sono abbastanza simili, però va detto che lo sloveno prima di diventare un professionista, ha corso tra gli amatori vincendo il Giro del Friuli e poi è andato all’Adria Mobil. Quindi Roglic è diventato professionista dopo diversi anni di ciclismo, mentre Martì è un anno che corre seriamente, prima praticava il ciclismo un po’ in estate. Lo scorso anno in bici aveva fatto poco più di 1000 chilometri mentre quest’anno ne ha percorsi 15000».

Insieme a Fondriest c’è anche Paolo Alberati che sarà il preparatore del giovane spagnolo. «Paolo ed io ci confrontiamo quotidianamente, lui è l’allenatore mentre io seguo di più gli aspetti organizzativi e burocratici. Siamo in contatto anche con i vari allenatori dei nostri ragazzi, vogliamo essere molto presenti, cercando di non bruciare le tappe».

Martì è forte in salita, nato e cresciuto sui Pirenei ha doti da scalatore, ma c’è ancora bisogno di tirar fuori tutto il potenziale di questo ragazzo, che il prossimo mese compirà 23 anni. «In salita è veramente forte ma bisognerà capire ad esempio come potrà andare a cronometro. Sono felice di Vigo, è un’autentica sfida e sono contento che Gianni Savio abbia deciso di accettarla».

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