SINDROME KELDERMAN

TUTTOBICI | 19/11/2020 | 07:45
di Gian Paolo Porreca

Avremmo voluto parlare qui di questo Giro concluso, il primo in tempi di pandemia, più aspra di una carestia. E scrivere della bravura immensa dei ciclisti, di quelli che lo hanno portato a termine e di quelli che in­vece no, e si sono fermati per un motivo o l’altro, per salute o meno, prima.


Avremmo voluto fare i complimenti pure a Mauro Ve­gni, anche se i nostri non con­tano troppo, e non ci ri­sponderà, e intercedere con lui in nome di Thomas De Gendt e Adam Hansen, per qualche loro esternazione im­­propria o per aver fatto da portavoce ad uno sciopero parziale, fermandosi sotto la pioggia. (Ma ce ne fossero cento altri uguali a loro in gruppo, Mauro, tu che hai co­­nosciuto con Carmine Ca­stellano le vergogne e le espulsioni dei Giri degli anni 2000, per come Hansen e De Gendt hanno sempre interpretato lo spirito nomade e l’animo libero del Ciclista).


Avremmo voluto applaudire certo il Giro dei ragazzini - Gesù, ci sembra tornare al tempo e a un titolo dedicato nel ’94 per Berzin vs Pan­ta­ni, post - Indurain, Pantani con i capelli ancora -,  ventenni iconoclasti dell’ordine costituito, come fu Arm­strong ad Oslo ’93, il nostro ex­tragiovane prediletto Arm­­­strong.

Ma che dobbiamo dir­vi, ci parliamo addosso I know, però del futuro invadente di una rigogliosa generazione di talenti, dopo Pogacar, fra Geoghe­gan Hart e Hindley, con Pid­cock in agguato, co­me fossimo ai Giochi del Com­mon­wealth, pure simpatici e con le lentiggini e non arroganti, siamo francamente diffidenti e indifferenti. Non ci iscriviamo al cult plebiscitario di questa Sca­pi­gliatura da Rol­ling Stones in bici, scanzonati, ok, e per for­tuna loro pur­e simpatici...
Niente da fare, non riusciamo a partecipare alla festa popolare, con la mascherina a schermare l’entusiasmo. Non abbiamo l’età. Non scri­viamo di vittoria, ma di una sconfitta, al Giro.

Siamo portatori sani, lo sappiamo una volta per tutte, e tutte per sempre, della sindrome di Kel­derman, già, la sindrome del Perfetto Per­dente. Mai un successo che conti dav­vero, ormai a 29 anni il ciclista olandese, il Tour de l’Ain, il Giro di Danimarca, e negli ultimi sei anni poi so­lo una cronosquadre in Olan­­da, una esistenza fa, e ci mancava pure l’arrivo del bel Dumoulin a retrocederlo contro il tempo...

E dal 2013 tante cadute, esperto in clavicole, un cabotaggio fra i primi dieci o i secondi dieci, ad ogni grande corsa a tappe che si rispetti, e sempre trovarci uno più veloce più figo più decisivo di te, che ti precede semmai pure in una esangue frazione del Giro...

Siamo affetti anche noi della sindrome di Kel­derman, al­meno per simpatia, e sembra un liceale discreto contro il sorriso de­vastante sul video di quegli enfant prodige del ginnasio, che lo hanno scavalcato me­taforicamente quattro anni di corso in uno, e già sono in carriera all’Università. Quel Wilco che non ha mai avuto il sole in faccia, anche quest’anno che corre per la Sunweb... La sindrome di Kelderman, già. E non suggeritelo a chi ne scriverà domani.

Con un sogno nel cassetto che nutriamo però noi per lui, di fronte alle accuse italiote di modestia e scarsità, lui non un campione psichedelico, lui intitolabile, lui, «ma di cosa parliamo, di Kel­­derman?».

Lui, che potrebbe sorridere in una stagione ventura, ne siamo convinti, se solo penserà a quello che fu capace di fare il suo connazionale Joop Zoetemelk, uno sempre al mozzo altrui, tanto tempo fa: vincerselo alfine un Tour de France, quello del 1980, a 33 anni scanditi, dopo uno stillicidio di secondi posti (cinque prima e uno a seguire, nel 1982).

Per guarire, senza rischio di recidive, “we Will”, in un so­lo giorno, dallo spritz dei gio­vani e dalla sindrome di Kelderman.

da tuttoBICI di novembre

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Arriva il Tour e si capisce in fretta perché è la corsa più bella del mondo: ci sono il più forte in circolazione, lo sfidante migliore, l’outsider emergente, l’alternativa più attesa e quanto di meglio offra il panorama ciclistico, non...


Tadej Pogacar è il signore assoluto della Grande Boucle degli ultimi anni ed è pronto a partire - con un nuovo look, una serenità ritrovata e le giuste armi -per dare la caccia al quinto Tour de France. C'è un...


Il Tour ancora non è iniziato ma Jonas Vingegaardha subito messo le cose in chiaro, lanciando la sfida a Pogacar: «È il migliore del mondo, ma riuscire a staccarlo mi dà la motivazione per farlo e rifarlo ancora». Calmo, sorridente...


Per il Tour de France che partirà sabato da Barcellona in Spagna, la Francia si affida ai suoi giovani: con Seixas alla guida una generazione che vuole riportare il tricolore protagonista. La Grande Boucle è la corsa di casa, il...


Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Angelo Francini rivolto al direttore Stagi doppo la pubblicazione dell'articolo "Se la Lega Calcio arriva ad aiutare la Federcalcio" pubblicato ieri. Caro Pier ancora una volta fai una lettura che, da uno che ha...


Il Giro delle Valli Aretine torna in calendario dopo un anno di pausa e coincide con il debutto in maglia Gallina Lucchini Ecotek Colosio di Giosuè Epis. La corsa aretina scatterà da Vitiano (ore 14) e si concluderà nello stesso centro nei pressi di Rigutino, per...


Remco Evenepoel si presenta al Tour de France 2026 con le idee chiarissime. Al suo terzo assalto alla Grande Boucle, il primo con la maglia della Red Bull-BORA-hansgrohe, il campione belga ha parlato nella conferenza stampa riservata ai principali protagonisti...


La Francia ha trovato il suo nuovo fenomeno e da sabato lo vedrà misurarsi con il palcoscenico più prestigioso del ciclismo mondiale. A soli 19 anni, Paul Seixas si presenta al via del suo primo Tour de France con il...


Sarà capitato a tanti, almeno una volta, di sognare di poter gestire una squadra al Tour de France. Avrete certamente immaginato, anche solo per giocare con gli amici durante una cena, di mettervi nei panni di un Team Manager che...


Sabato prenderà il via il suo primo Tour de France e lo farà con un ruolo tutt'altro che secondario. A soli 23 anni, il belga Cian Uijtdebroeks sarà infatti il leader della Movistar Team nella corsa più prestigiosa del ciclismo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra