MAGRINI. «L'ATTESA E' LUNGA, MA MI ASPETTO UN GRANDE GIRO»

INTERVISTA | 01/06/2020 | 08:10
di Francesca Cazzaniga

Non era mai successo, da quando ha iniziato la sua avventura come opinionista nel 2005 ad Eurosport, che Riccardo Magrini restasse tanto a lungo lontano dal microfono e dalle telecronache. Neanche lo scherzetto che il Magro ci ha fatto nell’agosto 2017, quando è stato costretto allo stop a causa del suo cuore ballerino, lo aveva fermato tanto a lungo. Ora è al palo dal 14 marzo, ultimo giorno della Parigi-Nizza, con la vittoria di tappa di Nairo Quintana a La Colmiane e il trionfo finale del tedesco Maximillian Schachmann.


Riccardo, montecatinese doc, classe 1954, corridore professionista dal 1977 al 1986, tecnico abile a lasciare il segno in tutte le categorie, è ora voce del ciclismo per Eurosport. Voce unica ed inimitabile, soprattutto per i colori con cui riesce a dipingere le corse e ad animare le sue telecronache.


A pochi giorni dalla riapertura dei confini regionali - così finalmente potrà raggiungere la sua amata Montecatini Terme e passare qualche giorno lontano dalla caotica Milano, città che ormai l’ha adottato da più di 15 anni - Riccardo ha raccontato a tuttobiciweb le sue sensazioni in vista della tanto attesa ripresa di stagione: «Non sarà facile ma bisogna ripartire. C’è molta voglia di ricominciare da parte di tutti, in primis dai corridori. Sarà una stagione diversa, tutta da scoprire ma sarà bellissimo. Se tutto dovesse essere confermato, le opportunità non mancheranno. Sarà un bel tour de force per tutti noi, ma è fondamentale riuscire a salvare la stagione. I problemi ci saranno, penso ad esempio alla logistica anche come conseguenza delle diverse norme adottate nei vari Paesi. Ma il ciclismo tornerà, e lo farà con la gente sulle strade. Sarà tutto ancora più bello ed emozionante».

Il "Magro" propone anche una riflessione sul nuovo calendario: «Lo ripeto, quest’anno l’importante è tornare a correre, per il bene di tutto il movimento. Sarebbe bello, virus permettendo, riuscire portare ad affrontare tutto il calendario così come è stato stilato. In passato ho spesso criticato l’Unione Ciclistica Internazionale per decisioni prese senza prima aver consultato corridori e squadre, ma questa volta devo sottolineare che il ciclismo ha avuto una marcia in più: ha stilato un calendario con un nuovo programma molto prima di altri sport e questo ritengo sia un segnale incoraggiante in vista della ripresa, un segnale che dà fiducia ed è senz'altro di buon auspicio».

Infine la concomitanza fra Giro d'Italia e grandi classiche: «Il Giro d’Italia sarà sicuramente una grande corsa anche quest’anno: con Vincenzo Nibali, la prima volta di Peter Sagan, e con la curiosità di vedere all’opera il giovane talento belga della Deceuninck - Quick-Step, Remco Evenepoel. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbero molti corridori intenzionati a correre sia il Tour de France che il Giro d’Italia, ragione per cui potrebbero essere più penalizzate alcune grandi classiche rispetto alla corsa rosa. Ma sappiamo che per squadre e corridori è ancora presto per fare programmi precisi, bisogna ancora vivere alla giornata. Soprattutto ci saranno programmi in divenire, perché nessuno sa davvero quali saranno le sue condizioni alla ripresa né quali le reazioni di ogni atleta nell'affrontare un calendario tanto serrato. Possiamo solo aspettare, per fortuna sempre meno...».

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