LEFEVERE: «SE SALTA IL TOUR COLLASSA IL SISTEMA CICLISMO»

PROFESSIONISTI | 22/03/2020 | 17:10
di Pietro Illarietti

Sono essenzialmente due le preoccupazioni che il Coronavirus sta portando a Patrick Lefevere, general manager di Deceuninck-QuickStep. La prima è legata alla salute del suo staff e al fatto che qualcuno dei suoi possa risultare positivo al virus. La seconda è relativa agli effetti delle sponsorizzazioni in caso di annullamento del Tour de France. Questo il sunto di quanto espresso nella sua rubrica sul quotidiano belga Het Nieuwsblad.


Lefevere è un team manager da diversi decenni e ha vissuto praticamente tutti gli scenari che lo sport della due ruote ha attraversato. La pandemia globale ha creato scenari senza precedenti e ha reso il ciclismo professionistico debole poiché i governi, impegnati nella lotta al coronavirus, hanno bloccato interi Paesi.


«Ciò che leggo mi preoccupa. Ogni giorno temo che un ciclista o qualcuno dello staff mi chiami per dire che si è ammalato. Con Davide Bramati e Davide Ballerini, per esempio, abbiamo due persone che vivono vicino all'area di Bergamo», ha scritto Lefevere nel suo pezzo.

Il manager è preoccupato anche degli effetti economici che il virus avrà sullo sport.

«Le gare sono state annullate per i mesi di marzo, aprile e maggio, con piccole speranze che le competizioni possano riprendere a giugno. Tuttavia, i campionati europei UEFA - che erano in programma per giugno - sono stati posticipati e c'è una crescente preoccupazione che l'evento principale del ciclismo - il Tour de France - possa essere cancellato o spostato in una data alternativa più avanti nel corso dell'anno. Il fatto è che, mentre non mancano le illazioni, nessuno ha davvero risposte. Non è inconcepibile immaginare uno scenario che non preveda gare per il resto dell'anno, purtroppo...».

«Mi rendo conto che in questa storia, il ciclismo sia solo una nota a piè di pagina, ma sono un team manager di una squadra professionistica, quindi sono anche preoccupato. Tutte le aziende che esportano vedono calare il proprio fatturato. La prima voce di risparmio è sul marketing. Sarebbe ingenuo pensare che l'impatto economico della crisi del coronaviru non si riversi sull ciclismo».

Tuttavia è la potenziale incertezza del Tour che preoccupa maggiormente Lefevere. L'evento clou di luglio può valorizzare o rovinare la stagione di una squadra. I team investono milioni nella consapevolezza di essere ricompensati con un'esposizione mediatica durante l'estate. Diverse squadre sono già sotto pressione per trovare fondi di sponsorizzazione per il 2021. L'attività diventa ora più difficile.

«Quindi stiamo parlando di un disastro totale» aggiunge Lefevere.

«La mia massima è di partire sempre dal caso migliore e poi dal caso peggiore. Nel primo caso corriamo di nuovo a giugno, nel peggiore dei casi, la stagione è finita. Potrei essere un pessimista, ma chi avrebbe osato predire tre settimane fa che metà dell'Europa si sarebbe improvvisamente trovata agli arresti domiciliari?».

Infine, la conclusione: «L'ASO può incassare il colpo, le squadre no. Senza Tour de France, l'intero modello ciclismo può crollare».

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COMMENTI
Condivide il pensiero di Fanini
23 marzo 2020 10:52 roger
Ho letto l’intervista ad Ivano Fanini e adesso questa di Lefevre, e noto molte similitudini nella visione di pensiero di entrambi. Conosco personalmente e stimo molto sia Fanini che Lefevre. Lavoro ormai da una vita in squadre ciclistiche, quindi leggendo questi articoli (che dimostrano che in buona sostanza la pensano uguale) rifletto e condivido con entrambi sul fatto che questa stagione sia purtroppo inevitabilmente compromessa. Mi spiace perché ne va dimezzo anche il mio lavoro ma credo proprio che non sarà affatto facile recuperare. Soprattutto per i danni che subiranno le squadre, se non interverranno le istituzioni e l’UCI, facendo ripartire tutti con un concreto aiuto, viste le loro ricche casse.

Non solo...
23 marzo 2020 19:25 FrancoPersico
Pensate anche ai ragazzi. A chi ad esempio è U23 all'ultimo anno e sperava di disputare una bella stagione. FCI e UCI dovrebbero annullare l'anno e concedere un anno extra ai ragazzi. Insomma aiutiamo tutti non solo i Team Manager e le squadre. Vero senza squadre non ci sarà trippa per gatti, ma in un mondo che deve ripartire ricordatevi uno spiraglio anche ai meno fortunati.
Saluti
Franco Persico

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