LINEA VERDE. CHRISTIAN BAGATIN E IL SOGNO DI UNA TAPPA, GIRO O TOUR NON IMPORTA

JUNIORES | 15/01/2020 | 07:10
di Danilo Viganò

Christian Bagatin, varesino di Orino, classe 2002, è un portacolori del Club Ciclistico Canturino 1902, società comasca ultracentenaria presieduta da Paolo Frigerio. Quando papà Loris, oggi camionista e direttore sportivo della squadra Orinese della categoria Giovanissimi, gli propone di andare in bici Christian finalmente fa i salti di gioia. Il ciclismo come divertimento, poi strada facendo sia fa più serio e impegnativo.


Bagatin si è lasciato alle spalle un 2019 sfortunato, che però riesce a rimettere in piedi da giugno in poi. Mese di marzo, Gran Premio del Ticino, Svizzera: cade e riporta la frattura della clavicola sinistra e delle cresta del bacino. Stop di quaranta giorni, torna in gruppo a maggio, primo risultato a giugno nella gara di Paesana, Cuneo, settimo. La forma cresce, e anche la voglia di soffrire e lottare.


Sfiora il successo (secondo) nella crono di Olgiate Molgora, la Nazionale lo convoca alla "Due Giorni di Offida" che è il preludio al trionfo nel "Lombardia Baby" di Costamasnaga una bella corsa che presenta anche tratti di strade bianche. Sale sul podio in altre tre occasioni: terzo nella Lentate sul Seveso-Albese con Cassano, nella Zanica-Monte Pora e nella Firenze-Faenza. Chiude la stagione con un brillante quinto posto al Trofeo Buffoni, e il quarto rango nel tricolore cronosquadre di Treviglio.

Bagatin è seguito con passione, oltre che dal padre Loris, anche dalla mamma Luciana, casalinga, e dalla sorella maggiore Giorgia (21 anni) che fa la parrucchiera a Luino. E a Luino, il paese del comico Massimo Boldi, Christian ci va per studiare Elettronica all'Istituto Statale d'Istruzione Superiore "Carlo Volontè". Fisico da passista scalatore, 182 centimetri per 69 chili, correrà anche quest'anno per il Club Ciclistico Canturino 1902 diretto da Andrea Arnaboldi e Alvin Mazza.

Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Siamo in ripresa anche se ci manca (Nibali escluso) il corridore per le grandi corse tappe».

A quale età hai cominciato a correre?
«Ho iniziato a 6 anni nella categoria G1 per la SC Orinese. La prima bici non aveva scritte, ma era gialla».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Marco Pantani per le sue irripetibili imprese».

Segui altri sport con la stessa passione del ciclismo?
«No».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono superficiale».

Il tuo modello di corridore?
«Alberto Contador».

Cosa leggi preferibilmente?
«Non leggo».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il sorriso e gli occhi».

Sei social?
«Sono un frequentatore assiduo».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Una maggiore tutela e sicurezza per i corridori sulle strade».

Piatto preferito?
«Pizza».

Hobby?
«Le moto».

La gara che vorresti vincere?
«Una tappa del Giro d'Italia o del Tour de France».

Televisione, cinema o teatro?
«Cinema in generale».
I ragazzi di oggi con quelli di ieri: le differenze?
«Oggi troppo influenzati dalla tecnologia, e seguono meno le sensazioni».

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