LINEA VERDE. ALESSANDRO SANTAROMITA, UN FIGLIO D'ARTE A POIS

DILETTANTI | 10/12/2019 | 07:34
di Danilo Viganò

Varesino di Arcisate, classe 1999, Alessandro Santaromita è il figlio dell'ex professionista Mauro Antonio, vincitore del Giro del Trentino nel 1989 e oggi alla guida del team elvetico Velo Club Lugano. Grazie al padre e al nonno materno Giordano Talamona  (3 anni da prof, di cui due nella Molteni), Alessandro al ciclismo ci è arrivato già a nove anni. A tifare per lui ci sono anche la mamma Iliana maestra d'asilo, e le sorelle Camilla (23 anni) e la piccola Isabell di cinque. E' un passista scalatore, più scalatore in verità, che in questa ultima annata, con il Velo Club Mendrisio di Alfredo Maranesi e Dario Nicoletti, si è messo in luce nella classica piemontese «Dalle Mure al Muro» classificandosi al settimo posto, poi ottavo alla Pessano-Roncola e tredicesimo nella classifica generale del Giro del Veneto.


Alessandro, che ha studiato quattro anni come Tecnico dello Sport a varese, ha ancora margini per migliorare e avrà modo di dimostrarlo il prossimo anno nella nuova squadra Continental di Tony Monti e Riccardo Magrini.


Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«È un bel momento anche perchè ci stiamo facendo valere nelle gare internazionali».

A quale età hai cominciato a correre?
«Da G3 con la Polisportiva Besanese di Garzelli. La mia prima bici? Una Bianchi celeste».

Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Eddy Merckx. Ha vinto tutto quello che si poteva vincere».

Segui altri sport con la stessa passione del ciclismo?
«Il calcio, sono tifoso dell'Inter».

I tuoi peggiori difetti?
«Sono negativo».

Altruista o egoista?
«Altruista».

Cosa leggi preferibilmente?
«I libri di Stephen King».

Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il carattere».

Sei social?
«Nella media».

Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Metterei meno pressione tra gli allievi e gli juniores».

Piatto preferito?
«Pizza».

Hobby?
«Gioco alla Play Station e mi piace leggere».

La gara che vorresti vincere?
«Più che una gara, un simbolo: la maglia a Pois del Tour de France».

Televisione, cinema o teatro?
«Cinema, preferisco il genere commedie divertenti».

I ragazzi di oggi con quelli di ieri: le differenze?
«Non molte, però l'uso dei social ha favorito la conoscenza tra i giovani».

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