PIEDE A TERRA. QUANTI ALBERTO CI SONO LA' FUORI?

NEWS | 02/09/2019 | 07:51
di Marco Scarponi

 


Alberto è un ragazzo poco più che trentenne. Ha girato parecchio per l’Europa, ma alla fine è tornato lì, dove è sempre partito, a San Sebastiano di Civitella d’Agliano, in provincia di Viterbo, nel Lazio ma con tanta Umbria subito dietro le spalle. Dalla finestra della stanza al primo piano della casa di sua nonna, che oggi Alberto ha ereditato ed eletto a sua fissa dimora, si vede Civitella incorniciata da un cielo terso e da una luce irreale mentre tenta di scalare l’infinito. Un po’ come le Marche, anche questa è una terra di piccoli gruppi di case che sembrano immobili da sempre quando in realtà sono solo immortalate nell’attimo eterno dell’arrampicata verso la cima della collina alle pendici del cielo. Al massimo si possono definire in surplace su un’ascesa millenaria. Occorre guardarli per anni per coglierne il respiro, la tensione, l’impalpabile movimento degli occhi, la goccia di sudore che scivola giù dai muri delle case e scoprire così che si muovono! Niente è fermo.


Oltre un tavolo, una piccola libreria, un armadio, un divano-letto e quadri alle pareti (le foto scattate da Alberto), la stanza ospita altre due presenze tutt’altro che inanimate sistemate con amore tra il tavolo e la parete. Con il muso che punta l’uscita, pronte a scappare a qualsiasi ora, nella stanza al piano terra della casa di Alberto, ci sono due biciclette.  

Alberto è molto più che un ciclista, ma è attraverso la bicicletta e il suo essere ciclista che è diventato molto di più. A marzo invia un messaggio alla pagina fb della Fondazione in cui scrive di collaborare con l’organizzazione della Ciclostorica La Carrareccia di Bolsena e che vorrebbe mettere in piedi un incontro per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sicurezza stradale degli utenti deboli. Ha perso due amici in bicicletta sulla strada, ciclisti come lui. “Dalle mie parti è una battaglia ogni volta che si esce in bici” scrive. Ci accordiamo su una data, il 25 agosto, una settimana prima della Carrareccia, e ci perdiamo di vista per qualche mese.

A giugno ritorna alla carica. Si scusa per aver fatto passare tanto tempo, poi scrive che vorrebbe sentirmi al telefono per raccontarmi le idee che gli sono venute in mente dal primo nostro scambio di conoscenza. Idee che nel frattempo sono maturate anche confrontandosi con suoi amici. Gli giro il mio numero. Chiama. La sua voce dall’altra parte del cavo invisibile è sicura, fatta di poche parole trasformabili in fatti prima ancora di aver terminato di pronunciarle. Vuole fare dei cartelli, mi dice, con su scritto il motto della Fondazione, “La strada è di tutti a partire dal più fragile” e sistemarli ai tre ingressi stradali di Bolsena. L’Amministrazione è d’accordo ed ha sposato subito la causa. Ha una voce sicura, Alberto.

Un mese dopo mi manda la bozza dei cartelli, quindi il 24 luglio ecco spuntare da Messenger una foto. E’ Alberto vestito da ciclista. E’ appena rientrato da un’uscita in bici e con sua grande sorpresa ad attenderlo ha trovato i cartelli! Ne prende uno in braccio. Il cartello ha lo sfondo blu, le lettere gialle e più sotto ci sono i loghi  della Fondazione Michele Scarponi, del Comune di Bolsena, della Carrareccia e della Ciclopica (la società ciclistica di Alberto). Lo tiene sicuro, Alberto. E’ felice come il giovane scrittore che riceve le bozze del suo primo libro, anche se continua ad  avere uno sguardo da duro, in realtà è al settimo cielo. Sembra di tenere in braccio un figlio. E’ orgoglioso come un padre ed io, dall’altra parte del computer, lo sono altrettanto.

Domenica 25 agosto è il grande giorno dell’inaugurazione dei cartelli. Raggiungo Bolsena, che non ha una stazione, in treno: un giorno così non può iniziare dentro un’automobile. Scendo ad Orvieto e lì arriva Alberto a recuperarmi con una Panda a metano. Mentre ci dirigiamo verso la sua casa penso a quando deciderò di far salire con me sul treno una bici… Mi mostra la stanza con le due biciclette in cui dormirò la notte quindi via a vedere i cartelli già sistemati ai tre ingressi stradali della città di Bolsena tranne uno. Il terzo ci aspetta all’auditorium di Bolsena dove avviene la presentazione della Carrareccia e dei cartelli, dove anch’io parlo, con il cuore in mano, ringraziando Alberto, Diego, Francesco, gli organizzatori della Carrareccia, il Comune di Bolsena e i Paesi Scalatori.

Un cartello, cosa può mai fare? Di certo non potrà cambiare il mondo né il motto della Fondazione lo cambierà. Persone come Alberto invece hanno tutto per lasciare questo pianeta migliore di come l’hanno trovato. Quanti Alberto ci sono là fuori con la voce sicura e due biciclette in agguato dietro l’uscio? Uscite allo scoperto, è questo il momento.

La strada è di tutti a partire dal più fragile.

La strada è di tutti a partire dalle persone.

Marco Scarponi, fratello di Michele

www.fondazionemichelescarponi.com

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paul Seixas sarà leader della Francia nella prova iridata degli Elite che si disputerà domenica 27 settembre a Montréal, in Canada. Il talentuoso atleta nativo di Lione ha ricevuto pubblicamente i gradi di capitano della squadra “Bleu” dal Commissario Tecnico...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di Vuelta España, di classiche estive per prof e dilettanti, realtà giovanili e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini,  Emanuele Bombini e Umbertone di Giusewppe. Come...


Sembra esser destinata a proseguire la liaison tra Emilien Jacquelin e il ciclismo su strada. Alfiere dallo scorso maggio della Decathlon CGA CGM dopo essersi messo al collo due medaglie alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il trentunenne di...


«Questa sarà la mia ultima Vuelta, a fine stagione mi fermerò». Così, con poche parole, Alexey Lutsenko ha confermato che chiuderà la sua lunga carriera agonistica. Il kazako, classe 1992, appenderà la bicicletta al chiodo dopo quattordici stagioni passate a...


Il Giro del Veneto professionisti torna a Monte Berico. Dopo avere issato il traguardo a Verona nel 2025, con il via in Piazza dei Signori a Vicenza, la classica nata nel 1909 inverte la rotta e torna a Vicenza per...


Guardate quei quadricipiti. Mio padre, Gigi Mele, quando arrivava a parlare di Rik Van Looy, finiva quasi sempre lì. Non alle 37 vittorie di tappa nei grandi Giri. Non alle tre Parigi-Roubaix, ai due Mondiali, alle due Fiandre, alla Sanremo,...


Tadej Pogacar continua a dettare legge, Enric Mas prova a tenergli testa, ma alle loro spalle la Vuelta a España 2026 ha scoperto un nuovo protagonista. Si chiama Ramses Debruyne, ha 23 anni, arriva dalle Fiandre e ieri, nella sesta...


La sesta tappa della Vuelta ha avuto un protagonista inatteso alle spalle di Tadej Pogacar: Enric Mas. Il corridore della Movistar ha raggiunto e superato il campione del mondo sulla salita di El Bartolo, dimostrando che, almeno per un giorno,...


Dal 4 al 6 settembre, SIDI sarà presente all’ International Bike Festival,  il principale salone internazionale dedicato al mondo della bicicletta, con un proprio spazio espositivo dedicato alla nuova collezione SS27. Un'importante occasione per presentare i modelli della prossima stagione...


Week end lungo in arrivo per la formazione Continental del Team Biesse Carrera Premac, attesa da tre corse nell'arco di quattro giorni. L'agenda della squadra bresciana si aprirà sabato con la partecipazione al 54esimo Gran Premio Industria Commercio Artigianato Carnaghese...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra