LO STESSO FILM

TUTTOBICI | 24/04/2019 | 07:59
di Cristiano Gatti

Via, non facciamo i finti tonti: passano epoche e generazioni, ma siamo sempre al punto di partenza. C’è sempre un medico guru, c’è sempre la coda di fuori, c’è sempre un clima da malavita, c’è sempre qualcuno che dice ma quale doping, ormai il doping è finito.

E invece: passano i de­cen­ni e siamo di nuovo pun­to e a capo. Adesso la geografia degli alchimisti sa­tanici tocca l’Austria, terra che nella nostra iconografia personale figura con tanti pa­scoli, tante vacche, tante Hei­di, tanti funghi, ma che mai e poi avremmo collocato sul mappamondo dei loschi traffici. Mai dire mai, confermato. Anche lì, persino lì, sportivi di varia estrazione andavano alla mangiatoia del doping. I ciclisti, sempre presenti. Tra i più fedeli. Una storia che sem­bra di avere già letto e ri­letto mille volte, talmente stereotipata da diventare noiosa e stomachevole ai soli accenni iniziali. Persino quelli che io ci sono andato per curiosità, ho consegnato le sacche, ma non le ho mai usate: persino loro, banali e ripetitivi, nella versione infantile e nella convinzione che tutti noi fuori dal giro siamo dei babbei rimbambiti.

Ammettiamolo: ne ab­bia­mo talmente sentite, che soltanto dire di nuovo operazione doping ci fa sentire sazi e satolli, come quando ci propongono il dattero alla fine del baccanale natalizio. È nausea, nient’altro che nausea. Piacerebbe tanto che ormai si risparmiassero le chiacchiere e si passasse in automatico alla punizione: senti ciccio, hai provato la furbata, ti è andata male, ti abbiamo beccato, saluta la bi­cicletta e dille addio per sempre. Sei radiato, sparisci dalla circolazione.

Personalmente è quello che sogno da almeno un ventennio, da quan­do è venuto giù tutto, in un fragore di choc e di incredulità. Gli anni dello scandalo Festina, gli anni di Cam­pi­glio, gli anni dell’Operacion Puerto, gli anni di Arm­strong. Ogni volta a dire la stessa cosa, almeno da parte mia: in piena emergenza servono rimedi d’emergenza, le squalifiche non servono più, bisogna radiare. Con la precisazione determinante: è da veri idioti illudersi di eliminare il doping, è come pensare di eliminare il male dalla vi­ta. Tutto quello che si può fa­re è perseguire il malfattore, in qualunque sede e in qualunque modo, rendendogli l’esistenza difficile con una prospettiva per niente carina: se ti becco, hai chiuso.

Ma guardiamoci allo specchio, senza sviare lo sguardo: qui sia­mo attorniati da gente che allegramente ha scontato la sua ridicola squalifica e che - se non torna a correre - prima o poi torna nel giro come di­rettore sportivo, team manager, talent-scout, mental coach, motivatore, personal trainer, magazziniere, massaggiatore, perché un ruolo co­munque glielo inventiamo. Il ruolo più terribile: quando certe lenze vivono la seconda vita tra i ragazzini alle prime armi. Non oso pensare che co­sa insegnino.

L’unica storia che in tutti questi anni mi ha convinto, non so perché, è quella di Leonardo Piepoli. Lui sì ha svoltato, lui sì non si è risparmiato niente, lui sì ha espiato, lui sì è l’esempio alla rovescia che può servire tantissimo al riscatto di una certa cultura. Pur­trop­po, non ne conosco tanti altri. Ne conosco tantissimi che in­vece si sono riciclati alla svelta con travestimenti vari. Con un opportunismo da fuoriclasse. Li avessimo radiati, una vol­ta per tutte, una volta per sempre, almeno non ce li ri­tro­veremmo tra i piedi di nuo­vo. E almeno non sarebbero qui a dimostrare che co­munque il doping non è poi un pessimo affare: per male che vada, un domani lo concede sempre.

Lo so. Una seconda possibilità non va negata a nessuno. La radiazione si porta dietro il pessimo sa­pore della crudeltà. E Nostro Signore alla fine ha perdonato persino il peggiore dei ladroni. So tutto quello che le ani­me belle accatastano sulla bar­ricata per fermare la tentazione della squalifica draconiana. Ma ormai sono sazio anche di questo. A forza di non prendere in considerazione regole d’emergenza per un clima d’emergenza, a forza di non voler apparire disumani, guardiamoci attorno e contempliamo il panorama: nelle verdi vallate d’Austria risuonano sirene e tintinnio di manette. In attesa della prossima tappa, nell’interminabile Giro del doping a emissioni zero. Zero problemi.

da tuttobICI di aprile

Copyright © TBW
COMMENTI
dop
24 aprile 2019 10:40 Anbronte
È arrivato il nuovo integralista, lapidiamo chi solo pensa a doparsi, chi si è dopato e chi si dopera'. Ma dai......

Vero
24 aprile 2019 10:44 Ruggero
Caro Cristiano, sa cosa c'è di peggio dei "riciclati" ? quelli che tutti sanno le porcate che hanno fatto ma per cavilli vari non sono mai stati squalificati e vergognosamente continuiamo a vedere nei salotti buoni del ciclismo che conta. E noi Italiani in questo siamo maestri, vero ???

basta parlare di doping
24 aprile 2019 11:11 wilciclismo1
Si sa che si dopano tutti,in tutti gli sport e persino nelle gare amatoriali(forse di più),in ogni caso vince sempre il migliore o quasi(chi ha il fisico e la testa per sopportarlo)

Boah
24 aprile 2019 12:45 Frank46
Il ciclismo paga lo scotto maggiore perchè è l'unico sport dove si cerca di fare qualcosa. Se non cerchi non trovi. Nonostante ciò è quasi impossibile beccarli perchè con le microdosi e altri trucchetti riescono a farla franca. Non è un caso che quellepoche volte che viene beccato qualcuno quasi sempre viene beccato con delle intercettazioni.

Quello che mi fa specie è che in realtà vengono beccati sportivi di qualsiasi sport, ma appena c'è di mezzo un ciclista si dice che loro ci stanno sempre in mezzo.

Io proporrei a tutti gli sportivi di tutti gli sport di essere reperibili h24 tutto l'anno, di dover dire persino quando vanno al supermercato e di subire controlli a sorpresa nelle ore più impensabili e persino quando il giorno dopo devono correre e si devono alzare presto.

Te che scrivi quest'articolo ci hai fatto caso che nelle ultime olimpiadi hanno beccato atleti che facevano slittino e curling? Ti sembrano sport di resistenza.

La realtà è che in tutti gli altri sport possono beatamente distruggersi di macrodosi come si faceva nel ciclismo sino agli anni 90 e non verranno mai beccati.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.

È in lotta per la maglia rosa e continuerà a dare il massimo fino a Verona: Vincenzo Nibali trova comunqe il tempo per un pensiero sociale e non ha esitato a offrire la sua collaborazione ed il suo sostegno a...


Il casco salva la vita, sempre. Anche sulle strade del Giro d'Italia. Ecco il casco di Joe Dombrowski dopo la caduta di cui lo statunitense della EF Education First è stato protagonista ieri in discesa. Il casco ha fato il...


È impossibile non essere notati quando si indossa un capo Alé, così come è impossibile non notare l’altissima qualità delle finiture, i dettagli di pregio e le scelte avanguardiste del brand.  La nuova collezione ALE’ di abbigliamento PE 2019 è ormai...


Soffia un vento nuovo sull’elite del fuoristrada mondiale. La UCI MTB World Cup oggi ha celebrato il primo successo nella Coppa del mondo cross country di quel fenomeno di Mathieu Van der Poel e ha confermato che Kate Courtney sarà la donna da battere in questa...


L’UAE Team Emirates rimane in Norvegia e, dopo l’Hammer Series di Stavanger, parteciperà dal 28 maggio al 2 giugno al Tour of Norway, gara di categoria 2.HC. Saranno sei i corridori che vestiranno i colori della formazione emiratina:– Sven Erik Bystrøm...


La città di Belluno si sta preparando per celebrare la festa rosa post Giro d’Italia. L’edizione numero 102 della Corsa Rosa si concluderà domenica 2 giugno a Verona. Il giorno seguente, lunedì 3 giugno, i Top Rider del Giro si...


È stata la piazza coperta più grande d’Europa a fare da cornice alla prima tappa di EICMA FOR KIDS, il progetto promosso dall’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo in collaborazione con Regione Lombardia e con il sostegno della Federazione Motociclistica Italiana...


Lo storico Velodromo di Brno (Rep. Ceca) si tinge di bianco-nero: merito degli alfieri del Cycling Team Friuli che hanno conquistato la 500+1 di Brno, storica competizione su pista che vedeva in gara i migliori pistard del panorama internazionale.Ad alzare...


Manovre di mercato in pieno svolgimento nella carovana del Giro d'Italia. Manovre che non riguardano soltanto i corridori ma anche le case costruttrici di biciclette. E in particolare la Wilieer Triestina. L'azienda veneta che fa capo alla famiglia Gastaldello sta...


Dario CATALDO. 10 e lode. È considerato il Picasso del gruppo, perché sa disegnare e dipingere, schizzare profili e paesaggi. È uno che ha ispirazione e talento, e nella sua testa si prefigura sempre scenari immensi. Lui generalmente tratteggia, abbozza,...


VIDEO





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy