FISCO, COSÌ PER SPORT. DECRETO FISCALE E COMPLICAZIONI PER ASD/SSD

SOCIETA' | 15/01/2019 | 07:42
di Umberto Ceriani

Dopo la pausa per le festività natalizie, tornano gli appuntamenti quindicinali con il nostro fiscalista Umberto Ceriani, dedicati alla realtà delle Associazioni Sportive. Buona lettura.

Il Decreto Fiscale approvato a dicembre prevede grosse complicazioni per tutte le associazioni (di qualsiasi natura) o SSD titolari di P.IVA con opzione per la Legge 398 che nel corso del 2018 hanno emesso fatture per un importo pari o superiore a 65.000€:

Articolo 10, comma 1, DL 119/2018 
Sono esonerati all’obbligo di emissione della fattura elettronica i soggetti passivi (quindi tutte le associazioni, sportive e non sportive, che hanno optato per la Legge 398) che nel periodo di imposta precedente (ossia il 2018) hanno conseguito ricavi da attività commerciale per un importo non superiore a 65.000€, se invece hanno percepito compensi commerciali superiori a questa soglia sono soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica ma la fattura deve essere emessa dal cessionario o committente (ossia dal cliente) e non dall’associazione.


Le associazioni sono comunque tenute all’obbligo di ricezione delle fatture elettroniche passive ed alla loro conservazione sostitutiva decennale.


Quindi se nel corso del 2018 avete emesso fatture ed incassato da attività commerciale meno di 65.000€ siete esentati dall’obbligo di emissione di Fattura Elettronica. Il problema sorge se nel 2018 avete superato tale soglia in quanto la norma prevede che la Fattura Elettronica non sia emessa da voi, ma dal vostro cliente facendo un Autofattura o una fattura per conto dell’associazione, la norma non chiarisce bene il comportamento da attuare.

Ribaltare l’onere dell’emissione della fattura sul cliente non è di certo agevole, inoltre prevedere che il cliente emetta autofattura implica l’applicazione della normativa relativa al Reverse Charge (inversione Contabile) che significa che il cessionario che farà la fattura non vi dovrebbe versare l’intero importo della fattura, ma solo l’imponibile mentre sarebbe tenuto a versare l’IVA integralmente in base all’Inversione Contabile.

Ma quindi le associazioni come potrebbero tenere per sé il 50% dell’IVA forfettariamente abbattuta?
Inoltre la norma non precisa cosa accada nel caso di fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, continuano ad essere elettroniche oppure no? E se invece il cliente fosse un privato o un’altra ASD in 398 come potrebbe emettere autofattura?

La norma è lacunosa e si attendono chiarimenti urgenti in merito, alcuni commercialisti suggeriscono di emettere fattura elettronica per aggirare il problema, ma la norma se non esclude questa possibilità in realtà neppure lo prevede. Di conseguenza al momento non esistono soluzioni certe da applicare o da consigliare.

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COMMENTI
Reverse Charge abrogato
15 gennaio 2019 19:26 mrfc
Segnalo che reverse charge previsto dal decreto di ottobre convertito in legge il 18/12 è abrogato in finanziaria. Lo sponsor emette fattura per associazione sopra i 65.000 euro e aggiunge iva come sempre. La Asd versa la metà dell’iva che Incassa. Cordiali saluti F.Sansottera

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