ABC di COSTA. ULTIMI PENSIERI ROSA

L'ABC DI COSTA | 27/05/2018 | 17:20
di Angelo Costa      -


A come addio. Nel senso di ritiro dalla corsa. In tutto 25, la maggior parte per guai fisici dovuti a malanni e cadute. Di altra natura quello di Fabio Aru, che si è fermato all’inizio della tappa in cui Froome si è inventato un’impresa da leggenda: visto che alla fine si è parlato solo dell’inglese e non di lui, almeno una scelta di tempo in questo Giro l’ha azzeccata.

B come bambole. Nel senso di distacchi. Dopo due settimane a tavoletta, l’ultima ha presentato un conto salatissimo a molti protagonisti: 39 minuti di ritardo per la maglia rosa Yates, 45 per Pinot che dal terzo posto si è ritrovato all’ospedale. Senza dimenticare i dieci che hanno spento i sogni di Pozzovivo. E già a metà Giro, i 25 di Chaves. Roba da far dire: ehi, non siamo qui a pettinare le bici.

C come coraggio. Nel senso di spirito per andare all’attacco. Non è mancato a molte squadre, a dispetto di un controllo che ha consentito soltanto a un paio di fughe di arrivare al traguardo. Più di tutte ne ha avuto l’Androni di Gianni Savio, tornata al Giro con la voglia di mostrarsi combattiva: per quanto snobbata dai giornali, averlo fatto tutti i giorni è un’impresa vera.

E come educazione. Nel senso di modo di comportarsi. Pur nell’occhio del ciclone per il caso salbutamolo, Froome è sempre stato sorridente e gentile con tutti. Idem Dumoulin, ma si era già visto un anno fa: bello che in cima al Giro ci siano due campioni anche di stile

F come frase. Nel senso di espressione indimenticabile. Nella tappa di Prato Nevoso, in diretta dalla moto Rai, a un tratto Marco Saligari dice la sua: ‘Ve la lancio lì: io presto una fucilata nel drappello di testa gliela darei’.

G come geografia. Nel senso di definizione dei luoghi. In questo Giro si è letto che Montalbano Ionico è in Calabria e non in Lucania, che la crono di Rovereto si è corsa in Franciacorta e non in Trentino e che Pozzovivo corre per il Bahrein quando sulla maglia ha scritto Bahrain: che la partenza del Giro d’Italia in Israele abbia confuso un po’ le idee?

H come Hansen. Nel senso di Adam, australiano della Lotto. Con questo, ha concluso il ventesimo grande giro consecutivo: è dalla Vuelta del 2011 che regolarmente li completa. Non andrà oltre, a meno che i suoi dirigenti non cambino idea e lo portino al Tour. Niente di sorprendente: uno così lo può fermare soltanto la sua squadra.

I come idioti. Nel senso di ultrà a bordo strada. Si annidano preferibilmente sulle salite, sono riconoscibili dalla divisa: chi si veste da Uomo Ragno, chi da Superman, chi da Coniglio Rosa, quest’anno anche chi da T-Rex. Sul colle di Finestre se ne sono visti due correre dietro Froome truccati da inalatore di Ventolin: stupidità in confezione spray.

M come Martinelli. Nel senso di Beppe, tecnico dell’Astana. Chiamato all’ultimo per svezzare il pupo Miguel Angel Lopez, al debutto sulle strade rosa, lo accompagna su un podio dove ci sono nientemeno che Froome e Dumoulin. Silenzioso e poco incline alla ribalta, Martino conferma che il giudizio più onesto su un tecnico lo danno solo i risultati.

N come numero. Nel senso di dorsale dei corridori. Sia il primo olandese (Dumoulin) che il primo inglese (Froome) ad entrare nell’albo d’oro avevano il 181: il prossimo anno, dagli australiani ai tedeschi fino ai norvegesi, tutti si picchieranno per averlo.

O come organizzazione. Nel senso di strategia per affrontare la tappa. Molto reclamizzata quella di Sky sul Colle delle Finestre, dove per dare assistenza a Froome è stato schierato personale riconoscibile da pettorine gialle acquistate al supermercato. ‘Ora ci copieranno’, ha detto uno dei ds, Cioni, che evidentemente l’aveva visto fare alla Mapei durante le Roubaix o alla Mercatone Uno di Pantani nei tapponi al Giro: forse copiando da altri.

P come pubblico. Nel senso di abbraccio della folla al Giro. In alcune partenze e su molti traguardi,  quasi soffocante: non è una novità, nel ciclismo. Né è una novità nemmeno lo spettacolo di tifosi sullo Zoncolan: per gli organizzatori erano centomila, per la questura come sempre qualcosa in meno.

R come ristoranti. Nel senso di luoghi in cui si mangia. In tempi di cuochi stellati e reality di cucina, ne segnaliamo tre che fanno sentire il cliente come a casa: l’Hostaria del Faro a Catania per il pesce, Julia’s a Sesto di Bolzano per i piatti altoatesini e la Locanda Il Giardino a Rosignano Marittimo per la squisita gentilezza del titolare Marco Neri.

S come Scarponi. Nel senso di Michele. A una anno dalla tragica scomparsa, la corsa l’ha ricordato passando da Filottrano, il suo paese. Ma i tantissimi striscioni apparsi sulle strade dal Sud al Nord confermano che era l’Italia intera ad esser casa sua.

T come trasferimenti. Nel senso di spostamenti da una sede di tappa all’altra. Da Israele alla Sicilia, dalla Calabria al Gran Sasso, dal Friuli al Trentino, da Cervinia a Roma, le squadre hanno dovuto correre anche un Giro fuori orario: Giro notte.

U come ultimi. Nel senso di piazzamento. I dieci posti in fondo alla classifica li ha subito blindati una squadra intera, la Wilier Triestina: a sentir loro è per aspettare il velocista Mareczko, ma c’è il sospetto che l’obiettivo vero fosse difendere la maglia nera di Fonzi.

W come wifi. Nel senso di tecnologia senza fili. La trovi ovunque e gratis: nei bar, nelle pizzerie, nelle gelaterie, nelle piazze dei borghi medievali, nelle aree di servizio in autostrada, sui tornanti della Val Pusteria. Nelle sale stampa del Giro, quando capita.

Z come zona paddock. Nel senso di area dei motorhome delle squadre. Territorio privato dell’ottimo Ettore Giovanelli, piovuto nel ciclismo dalla F1. E’ diventato il tormentone del Giro: da quando al Processo si sono inventati lo slogan ‘linea alla zona paddock’, purtroppo ce l’hanno inflitto tutti i giorni.
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COMMENTI
Perplesso
27 maggio 2018 18:38 Mac75
Tutto sto Wi-Fi non so dove lo trovi...c%u2019è sempre un codice da mettere...mmà..

mac75
28 maggio 2018 09:56 ERIO
confondi copertura wifi con autorizzazione. Se hai un abbonamento specifico e c'e' copertura ti colleghi, se non riesci e' perché' l eventuale modem non copre la zona interessata. Alla Gazzetta la risposta...

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