MARCO SCARPONI: IL PREMIO BRERA? ALLE VITTIME DELLA STRADA
La premiazione del Team Sky
Riconoscimento a Mauro Vegni per Giro100
PROFESSIONISTI | 30/01/2018 | 17:09 Guardare al futuro nel ricordo di Michele: Marco e Silvia Scarponi, fratello e sorella di Michele, hanno ricevuto ieri a Milano il Premio Brera e hanno regalato un messaggio carico di significati: «Vogliamo girare questo premio all’Associazione nazionale dei familiari delle vittime sulla strada - ha detto Marco in un lungo e commosso discorso -. Gli scontri sulla strada non sono frutto del destino. Sono un massacro dettato da scelte pubbliche e private sbagliate. Per noi è diventato normale morire in strada, ma non c’è nulla di normale. Noi stiamo ancora aspettando che qualcuno ci dica che Michele è morto. Questo è un Paese che non sa dare un abbraccio ai familiari delle troppe vittime sulla strada, ecco perché il premio va a loro».
Per il mondo del ciclismo, riconoscimenti speciali a Paola Gianotti, che ha pedalato fino a Oslo per cercare di tributare alla bicicletta il Premio Nobel per la Pace, al Team Sky - “Una squadra che sta riscrivendo la storia del ciclismo. Un 2017 ricchissimo di successi che spiana la strada a un 2018 da protagonista. Il Team Sky è entrato nel mondo delle due ruote con l’intenzione di rivoluzionarlo e ci sta riuscendo grazie a un gruppo di campionissimi e a una perfetta organizzazione unica nel suo genere” - e a Mauro Vegni per l’edizione del Giro d’Italia numero 100. «Cento anni, un traguardo di prestigio. Il Giro sta cambiando, sta guardando al futuro, ma senza dimenticare le due origini e i suoi valori - ha spiegato il direttore della corsa rosa -. La partenza da Gerusalemme è un’opportunità per il Giro e per l’Italia. Con l’arrivo a Roma abbiamo voluto unire due città dall’altissimo valore culturale e spirituale». (foto Andrea Breda)
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