I VOTI DI STAGI. ARU VOLA CON I PIEDI A TERRA

I VOTI DEL DIRETTORE | 05/07/2017 | 20:22
di Pier Augusto Stagi        -
 
Fabio ARU. 10 e lode. Cosa gli si può dire? Uno scatto e via. Cose che fanno solo i grandi. Cose che fa chi sa di avere gambe buone e cervello fino, perché il ragazzo di Villacidro scatta nel punto giusto al momento giusto. In ammiraglia ha gente che ne capisce (altroché), ma in bicicletta c’è chi capisce, metabolizza e trasforma in fatti e sogni. Vince in maglia tricolore. Veste la maglia a pois. Per quella gialla non diciamo nulla. Lui è qui per far bene, altri discorsi è meglio non farli, altrimenti non ci rivolge più la parola.
 
Daniel MARTIN. 8. Lemme lemme, quatto quatto è lì. Quando si scatena la bagarre lui si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Non può far nulla sullo scatto di Aru, ma questo è merito di Fabio.
 
Chris FROOME. 6,5. Alla fine ha di che essere soddisfatto, perché porta in albergo (non a casa) la maglia gialla. Chiude una giornata complicata e difficile, dove mostra qualche piccola indecisione. Qualche piccola speranza: per noi.
 
Richie PORTE. 5. Lui alla fine arriva con Froome, ma non capisco assolutamente per quale ragione abbia sfiancato la sua squadra in quel modo. C’è una squadra forte, che è assolutamente una spanna sopra alle altre, il team Sky. Lasci che le castagne dal fuoco le tolgano loro.
 
Romain BARDET. 6. Una tappa di contenimento e anche di grande sofferenza, ma è tra quelli che alla fine può dirsi soddisfatto.
 
Simon YATES. 6,5. Il giovane britannico resiste su un traguardo estremamente esigente. Cresce, e crescerà.
 
Rigoberto URAN. 6. Lui è un uomo di resistenza, di tappe più lunghe e logoranti, oggi gioca a difendersi e lo fa piuttosto bene.
 
Alberto CONTADOR. 5,5. Il fuoriclasse spagnolo è il manifesto della sofferenza. È sempre al limite: sarà il suo limite?
 
Nairo QUINTANA. 5. Accusa, accusa troppo. È vero che il bello deve ancora venire, ma lui appare brutto. Troppo.
 
Geraint THOMAS. 6. Si difende, anche se non riesce a difendere la maglia. O meglio, adesso dovrà farlo per Froome: come da copione.
 
Louis MEINTJES. 5,5. Il giovane sudafricano paga qualcosa di troppo. Anche per lui giornata estremamente difficile.
 
Jakob FUGLSANG. 4. Il danese si chiama fuori, sul primo vero traguardo di montagna di questo Tour. Con Aru avrebbe dovuto essere una poltrona per due: spodestato.
 
Rafal MAJKA. 5. È qui per fare classifica, e la sta facendo, ma per ora è un po’ troppo lontano. Più del previsto.
 
BORA. 2. Non posso essere accusato di essere contro Peter Sagan, anzi. La mia posizione l’ho immediatamente esplicitata pochi minuti dopo l’arrivo: il campione del mondo andava punito con una penalizzazione e un richiamo formale, non certo mandato a casa. Detto questo, resto basito davanti alla lentezza del Team Bora Hansgrohe, che a notte fonda diffonde una nota ufficiale con la quale manifesta la propria contrarietà. Però, che bravi. Che solerzia. Vista l’ora potevano anche proseguire nel loro sonno profondo tra le braccia di Morfeo (non è un velocista della Fdj, quello è Demare). E pensare che il silenzio della Bora l’avevo letto e inteso come un segno di grande rispetto ed educazione. Un silenzio come a dire: accettiamo il verdetto, qualunque esso sia. Invece il silenzio era dato solo dal fatto che stavano dormendo. Poi Ralph Denk si è svegliato. Buonanotte.
Copyright © TBW
COMMENTI
5 luglio 2017 20:44 BARRUSCOTTO
ARU CI A FATTO PASSARE UN GRAN BEL POMERIGGIO MA DICA GRAZIE ALLA BMC CHE A TENUTO SOTTO CONTROLLO LA FUGA SE NI ARRIVAVANO CON 2O MINUTI ASTANA CON UN ARU COSI PERCHE NON DAVANO UNA MANO ALLA BMC

Che spettacolo sto ragazzo..
5 luglio 2017 22:15 teos
Era da tempo che non mi divertivo a vedere uno scalatore che parte testa bassa e arriva dritto come un treno sino al traguardo senza mai calare di ritmo e voltarsi dietro a vedere quel che fanno gli altri. Già solo da questo si potrebbero capire due cose: Aru ha gamba, Aru ha testa e Aru ha carattere, ciò che serve per vincere un GG. Speriamo bene, io ho buone sensazioni e il ragazzo mi sembra davvero un predestinato.

caro Pier,
5 luglio 2017 22:48 canepari
sto vedendo in questi giorni un giovane bel corridore da corse a tappe: Pierre-Roger Latour. Nomen omen.... Sarà interessante capire fino a dove saprà arrivare in questo Tour, ma anche in prospettiva futura. Mi piacerebbe fosse italiano e si chiamasse Pier Ruggero Lagiro.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il corridore belga Robin Orins, attualmente in forza alla Lotto-Intermarché, ha ufficializzato il ritiro a soli 24 anni. Dopo una trafila giovanile promettente e con numerosi piazzamenti importanti, il classe 2002 era atteso al varco l'anno scorso come uno dei...


Un australiano che va veloce per una squadra che vuol continuare a crescere e a scalare le classifiche. Il velocista australiano Sam Welsford correrà con i colori del Team Jayco AlUla dopo aver firmato un contratto biennale. Il trentenne di...


La Netcompany Ineos guarda al futuro e annuncia l'arrivo del giovane talento spagnolo Markel Beloki, figlio d'arten, proveniente dalla Ef Education Easypost. Il giovane spagnolo porta in squadra doti da scalatore, una solida attitudine alle cronometro e una crescente esperienza...


È la caccia ad uyn primato assoluto e si nasconde dietro ad una domanda: è possibile vincere la Parigi-Tours quattro volte? Gustave Danneels (1934, 1936, 1937), Guido Reybrouck (1964, 1966, 1968) ed Erik Zabel (1994, 2003, 2005) non ci sono riusciti,...


Rimandato l’appuntamento con la storia, non potendo l’acciaccato Pogacar superare il primato di vittorie di Coppi già eguagliato, il Lombardia cerca il successore dello sloveno, vincitore delle ultime cinque edizioni in fila. Di sicuro la corsa si consegnerà a un...


Lorena Wiebes vince a tutte le latitudini. La velocista della SD Worx Protime ha aggiunto una nuova perla alla sua collezione imponendosi nello sprint che ha deciso la prima frazione del Tour of Chongming Island, breve corsa a tappe cinese...


Giro (G maiuscola) di Lombardia, il primo, il 12 novembre 1905. Pronti, via, alle 6.50. La prima selezione la fece la pioggia: dei 74 iscritti si presentarono in 55. Poi 230 chilometri, la maggior parte nel fango. Trionfò il Diavolo...


Con i Mondiali e gli Europei alle spalle e le ultime gare di stagione all’orizzonte, diversi team hanno annunciato novità nei loro roster per le prossime stagioni. Una delle protagoniste dei recenti movimenti di ciclomercato è la 28enne neozelandese...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di europei, di Giulio Ciccone, di corse italiane e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini,  Danilo Di Luca,  Stefano Masciarelli e Nicolò Pizzi. Come sempre...


C’è un luogo in cui la storia industriale del territorio padovano incontra la cultura contemporanea della bicicletta. Sono le Fornaci dei Serciari di Fontaniva, importante testimonianza di archeologia industriale lungo il Brenta e oggi sede di Elite, azienda italiana conosciuta...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra