INIZIATIVE | 14/03/2017 | 09:19 Sarà forse perché la sala convegni Agrintesa si trova in Via Galilei a Faenza, sta di fatto che un poco di “genialità” ce l’hanno messa pure i dirigenti del G.C. la Roda-Reda nell’organizzare una serata dal titolo “Ciclismo e Passione”, con una prima parte dedicata alla presentazione della 42ª Coppa Caduti di Reda ed una seconda parte, dal nome coinvolgente “Il Ciclismo dei sentimenti… e della brava gente”, dedicata alla rievocazione di fatti e storie del ciclismo. Una sorta di trebbo alla romagnola, capace di incuriosire ed estasiare una sala di sportivi gremita come nelle grandi occasioni.
Presente il vice sindaco di Faenza Massimo Isola, il vice presidente CRER Alberto Braghetta, i comandanti locali delle varie forze di polizia, vigili urbani, carabinieri e polizia stradale, tanti dirigenti delle società romagnole, ex corridori come Renato Laghi e Gino Cavalcanti, ed organizzatori importanti come Marco Selleri, che quest’anno riporterà in vita (grazie a Davide Cassani) il Giro d’Italia dei Dilettanti.
Hanno parlato in diversi e tutti per dire qualcosa di interessante: il vice sindaco per sottolineare come Faenza vive il ciclismo e la mobilità urbana, il padrone di casa Giovanni Calderoni detto «Picio», per ringraziare partecipanti, sponsor e collaboratori, il direttore di corsa Silvano Antonelli (che sarà coadiuvato da Stefano Ronchi e Giuliano Collina) per riproporre il tema della sicurezza sotto il profilo del coinvolgimento dei giovani atleti attraversi incontri mirati e nuove proposte da inserire nel C.d.S. per la tutela dei ciclisti in allenamento.
Simpatico e frizzante il filmato di presentazione della prossima edizione della Coppa Caduti di Reda, rigorosamente «fatto in casa», con Franco Mancini che ha curato il montaggio, Silvano Antonelli negli inediti panni del regista, ed un Marino Amadori, il CT degli Under, generosamente prestatosi a riprese televisive in cui, con una voce soffocata dall’affanno e con una bici vintage, pedala spiegando dal vivo le difficoltà altimetriche della gara.
Una gara che per i suoi caratteri di qualità, interesse tecnico, sicurezza ed ospitalità, pur essendo di calendario regionale, è abituata a fare “il pieno” di corridori (208 gli iscritti di questa edizione) appartenenti ai maggiori Team nazionali, tra cui Colpack, Zalf Euromobil Fior, Viris Maserati, Team Idea, Gavardo, Beltrami, Overall cycling e via elencando.
Dopo la presentazione della 42ª Coppa Caduti di Reda, ecco in scena la seconda parte della serata, quella battezzata “Il Ciclismo dei sentimenti e della brava gente”, affidata all’autogestione di un trio di giornalisti di tutto valore, gusto e simpatia: Pier Augusto Stagi, Marco Pastonesi e Giuseppe Figini, venuti da Milano a raccontare di ciclismo, una sorta di Amarcord, ricordando fatti che hanno spaziato dalla tremenda tappa innevata del Gavia alla genialità di Torriani, dall’amore per quelli che non vincono mai al fascino di figure irripetibili come quella di Pantani, più tanti altri inediti di come i giornalisti vivono il ciclismo stando dentro la gara, scoprendo eroi sportivi ed umani di ogni genere.
Un mondo fatto anche di tanta gente semplice, che lavora per il bene del ciclismo senza godere di notorietà televisiva od altro. Quelli che danno funzionalità alle gare più complesse così come quelli, sperduti in piccoli borghi, che alimentano il ciclismo allestendo piccole squadre di giovani corridori oppure organizzando quelle gare “minori” senza delle quali il ciclismo non avrebbe futuro.
La parte della serata “Il Ciclismo dei sentimenti… e della brava gente”, a detta degli organizzatori, è stata ispirata da tuttobiciweb.it, che con la rubrica “Le storie del Figio”, ha compiuto l’operazione culturale di restituire il ciclismo alla sua gente autentica, attraverso la valorizzazione di quelle figure meno note ma campioni di saggezza, perseveranza, concretezza e umiltà.
L’occasione è servita quindi per svolgere la prima edizione del Premio “Il Ciclismo dei sentimenti… e della brava gente”, che già vanta il primato di essere stato pensato, e che nella circostanza non poteva che avere un unico ed indiscusso vincitore: Giuseppe Figini.
E’ stata una serata di festa, di bel ciclismo e buoni sentimenti, tra cui quello, all’apertura dei lavori, di rendere omaggio al grande faentino Vito Ortelli con un minuto di raccoglimento accompagno da immagini che lo ritraevano bambino insieme ai genitori, poi grande campione, ed infine ad insegnare ai Giovanissimi della S.C. Faentina.
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