PROFESSIONISTI | 12/09/2016 | 10:10 Dopo il secondo posto al Giro d'Italia alle spalle di Nibali, Esteban Chaves è salito anche sul podio finale della Vuelta, terzo dietro il connazionale Quintana e Chris Froome. E la sua Orica BikeExchange lascia la Spagna con un bottino che parla di quattro vittorie di tappa grazie a Yates, a Keukeleire e alla doppietta di Cort Nielsen.
Obiettivo centrato? «Il nostro desiderio era quello di arrivare il più in alto possibile nella classifica finale e direi che lo abbiamo centrato. Abbiamo lavorato molto, abbiamo dato tutti il 100 per cento e siamo soddisfatti».
Lei sabato ha entusiasmato con un attacco a 45 chilometri da Aitana: ce lo racconta? «Siamo partiti con una sola tattia: "tutto o niente". Grazie a Dio è andata bene, la squadra è stata perfetta e Howson è stato un puntio di riferimento prezioso. È andato tutto alla perfezione e devo ringraziare tutti».
Cosa significano i podi di Giro e Vuelta? «È incredibile, è un importantissimo passo in avanti. L'obiettivo dell'anno era quello di dimostrare di poter essere competitivo nelle grandi corse a tappe. Il prossimo anno voglio fare un ulteriore passo in avanti».
Le manca solo il Tour… «È una corsa diversa, è chiaro che non vedo l'ora di debuttare. Aspettiamo di conoscere i tracciati dei tre grandi giri 2017 e poi decideremo il calendario».
E la Colombia va sempre più in alto. «È straordinario quello che sta accadendo al ciclismo del nostro Paese. Anche perché ci sono tanti giovani interessanti che stanno crescendo. È un momento importante, ma altrettanto importante è lavorare per costruire il futuro»
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