Il Mondiale? Non vale niente, a dirlo sono i «geni» dell'Uci

| 18/01/2009 | 13:19
L’UCI (Unione ciclistica inter­nazionale) ha creato un calen­dario che dovrebbe mettere d’accordo tutti. Ponendo fine alle lotte fratricide fra organiz­zatori, gruppi sportivi e diri­genti, all’insegna del famigera­to Pro Tour. Vengono raggrup­pate corse storiche e nuove ga­re emergenti, stilando una classifica individuale, una sor­ta di Ranking come accade nel tennis. Un’iniziativa piacevole ed interessante che dovrebbe premiare il campione dell’an­no. UNA FOLLIA UCI, organiz­zatori, squadre e corridori han­no stilato una graduatoria che lascia tutti perplessi. Una vera e propria follia. Il Mondiale su strada non consente di ottene­re punti. E neppure la corsa olimpica su strada ogni quat­tro anni. E dire che il Mondia­le, su strada ed a cronometro, appartiene all’UCI. Ma atten­zione, fa discutere anche l’as­segnazione dei punteggi. San­remo e Roubaix, Liegi e Lom­bardia valgono quanto l’Eneco Tour e il Giro di Polonia. E non basta: se vinci l’Eneco Tour e il Giro di Polonia, realizzi com­plessivamente 200 punti. Se vinci il Giro d’Italia ne raggra­nelli 170. Vincere il Tour de France vale 200 punti, quanto un successo al Giro di Sochi in Russia ed all’Eneco Tour. CLASSIFICA Abbiamo pro­vato a stilare la classifica del 2008, assegnando a tutti i pro­tagonisti i punteggi acquisiti. Il 2008, si sa, è stata la stagio­ne di Alberto Contador, che ha realizzato un’accoppiata storica, Giro d’Italia e Vuelta. Nel 2008 Fabian Cancellara ha vinto l’oro olimpico della crono, il bronzo su strada, ha vinto la Sanremo e la Tirreno­Adriatico. Bene, secondo la classifica mondiale che verrà applicata nel 2009, il migliore di tutti sarebbe Alejandro Val­verde, che ha colto 566 punti, più di Contador a quota 518. E Cancellara è soltanto settimo al mondo mentre Ballan, pro­tagonista del fantastico mon­diale di Varese, terzo alla Rou­baix, è undicesimo. Alejandro Valverde è primo al mondo perchè ha vinto la Liegi, il Del­finato, San Sebastian. Sì, una follia. OPINIONI Ne abbiamo par­lato con due personaggi del no­stro ciclismo, Paolo Bettini ed Alessandro Ballan. «Dal giorno in cui ho smesso di correre - ha detto Bettini - non ho mai rim­pianto quella decisione. E nes­suno mi ha fatto rimpiangere d’aver smesso. Non riesco a ca­pire perché prendano simili de­cisioni. Il Mondiale e l’Olimpia­de sono gare che cambiano la vita di un corridore, sfide che affascinano la gente. Non rie­sco a capire». Ballan non vole­va crederci, lui che vestirà per tutto l’anno la maglia color ar­cobaleno. «E’ una gara così straordinaria che la gente se­gue sempre con grande entu­siasmo. Non capisco. Ma allo­ra, piuttosto, perché non si ri­lancia la Coppa del Mondo? E’ sempre stata una challenge ricca di fascino, che premiava i vincitori delle grandi classiche, mentre c’era chi invece punta­va sulle grandi gare a tappe. Sinceramente non riesco a ca­pire perché prendano certe de­cisioni. Non so proprio che di­re ». UNA PROPOSTA Speriamo che ci si renda conto degli erro­ri che in tanti hanno commes­so. Salvaguardando almeno il Mondiale, la gara che a fine settembre farà discutere gli appassionati e consentirà a tutti di vivere una giornata di grande ciclismo. Con buona pace dell’UCI, degli organizza­tori, dei gruppi sportivi, dei team manager, che non tengo­no mai conto degli interessi de­gli appassionati. su «Tuttosport» del 17 gennaio 2009, a firma Beppe Conti
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COMMENTI
E INCREDIBILE.....
18 gennaio 2009 13:40 ilpostino
QUESTI SIGNORI CONTINUANO A VIVERE IN UN'ALTRA REALTA che si differenzia totalmente da corridori e appassionati di questo bellissimo sport, su che base ragionano per accomunare gare che anno fatto la storia del ciclismo a gare che sono nate domani? E con quale criterio si accomuna un mondiale ad una qualsiasi gara? Sarei veramente grato a chi di dovere spiegasse per filo e per segno la strategia di questi giochi che mortificano la storia del ciclismo. A voi tutti la risposta.

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