| 02/01/2009 | 11:55 Parla di restituzione. Niente che abbia rapinato: vuole restituire qualcosa a chi gli concede una seconda fiducia. Tra le mille cose che adesso Ivan Basso potrebbe dire, mi sembra quella umanamente più bella. La migliore. Tanti simpatici personaggi d'oggi, dopo efferatezze e misfatti vari, vorrebbero pure che il mondo chiedesse loro scusa. Basso riparte senza chiedere proprio niente: vuole solo riscattarsi, redimersi, riabilitarsi. E restituire qualcosa. Sia il benvenuto, o il bentornato, in questo 2009 che va ad incominciare. Pagato, ha pagato: più di tutti, prima di tutti. Adesso gli va concessa la possibilità di guardare avanti. Senza se e senza ma. Il tempo dirà, la strada dirà. Più che altro, spiegheranno se questo Basso Due ad alta trasparenza è campione quanto lo fu il Basso Uno. Nell'attesa della decisiva risposta, così ne abbiamo parlato.
Come si butta nel 2009?
«In un modo bellissimo. Sono molto, molto, molto felice».
Da che dipende?
«L'anno scorso, in questi giorni, intravedevo appena un barlume, in fondo al tunnel. Avevo chiesto all'Uci di sottopormi a tutti i controlli anche se non correvo, avevo cominciato il lavoro con il Centro Mapei, tutto all'insegna della massima trasparenza. Sapevo che questa era l'unica strada da seguire, per strappare alla gente una seconda chanche. Ma era solo l'inizio, non capivo bene dove sarei finito. In quei momenti mi bastava chiudere il terribile 2007».
Dodici mesi dopo?
«Mai avrei pensato di avere così tanto, così in fretta. Ho una nuova squadra, una grande squadra. E in chiusura di stagione ho avuto anche la prima risposta che cercavo: volevo capire se dopo due anni di allenamenti in solitudine sarei ancora riuscito a confrontarmi con i miei avversari. Per questo ho corso in Giappone, ad ottobre. Adesso lo so: posso competere».
Per la serie: dov'eravamo rimasti. Torna e si ritrova stranamente tra i piedi Armstrong.
«Curioso destino. Con Lance siamo amici. Quando si corre, però, l'amicizia resta alla partenza. La sua presenza al Giro sarà molto importante…».
Darà lustro a chi lo batterà.
«Ecco, sì, volevo dire questo».
Dopo Armstrong, però, si troverà davanti un altro bruttissimo cliente: Contador.
«È forte in salita e forte a cronometro. Ma soprattutto ha i piedi per terra e ha la testa da campione. Regge benissimo il ruolo. Se un tizio vince i tre grandi giri in due anni, così giovane, significa che ha una personalità enorme. Però…».
Però?
«Se il Basso nuovo è quello che dico io, anche Contador avrà il suo bell'impegno. O no?».
Dica: che Basso ritroveremo, tutti quanti?
«L'1 dicembre ho ripreso. Mi sento già bene, ho le risposte giuste. Il 19 gennaio comincerò le gare con il Giro d'Argentina. Poi, visto che per il Tour se ne riparlerà in futuro, la stagione è già scritta: al Giro contro Armstrong, alla Vuelta contro Contador. L'obiettivo massimo è vincere in entrambi i casi. Il minimo, vincere almeno una volta. E comunque, senza farne una malattia: se loro, nel frattempo, sono diventati imbattibili, va bene anche Basso secondo. Purchè sia il Basso che dico io».
E prima del Giro?
«Un passo per volta, la gente comincerà a capire. Mi piacerebbe che alla vigilia del Giro tutti dicessero: questo è di nuovo forte. Occhio a Basso».
Il Giro: la prova suprema, la prova della verità.
«So che lì dovrò restituire qualcosa».
Restituire?
«Sì, restituire. La mia vera vittoria, nel 2009, sarà questa: restituire quanto devo a tanta gente, a tanti giornalisti, a tanti amici che mi hanno concesso una nuova cambiale in bianco. Correrò per chi vanta un grande credito nei miei confronti».
Secondo lei, perché le hanno concesso ancora fiducia?
«Penso che abbiano pesato più i 28 anni a una certa maniera che i 2 in un'altra. Il pubblico ha visto che nel giugno 2006 è esplosa l'Operacion Puerto. Pensava fosse l'occasione per fare piazza pulita. Invece ha visto che in breve tempo è diventata solo l'Operacion Basso-Ullrich. La gente, in seguito, ha capito che le mele marce non erano eliminate. Io ho pagato e ho pagato giustamente. Per questo, forse, in tanti ritengono sia giusto concedermi l'ultima possibilità: vediamo cosa combina da pulito, si dicono i tifosi. Io tengo i piedi per terra: mi basta questo. È tantissimo».
È anche una responsabilità schiacciante: arrivasse sempre trentesimo, le conclusioni feroci sarebbero inevitabili.
«Sono talmente felice, che non ho paura. Dopo tutto quello che ho passato, questo peso è quasi un gioco da ragazzi. Di sicuro, è uno stimolo bellissimo. In pochi anni, ho perso mia madre e ho perso la faccia nel mio mestiere: disgrazie inevitabili e disgrazie che mi sono cercato. Sì, ho toccato il fondo, ma ho accettato tutto. E ho lottato. Ho provato a risalire. Adesso non c'è più niente che riesca a spaventarmi».
Più dei tifosi e della stampa, sono personaggi del suo ambiente a dirne di tutti i colori sul suo ritorno.
«Le prediche più pesanti arrivano da chi non ha proprio motivi per salire sul pulpito. Certa gente ha la memoria corta».
Chi le ha fatto la guerra?
«Non ne parlo volentieri… Via, lo sapete tutti: i Simoni, i Saronni. Simoni non è una novità: chi vuole scrivere un articolo terribile su di me, basta che lo intervisti. Saronni non accetta tanta attenzione sul mio ritorno. Non so che dire. A me sembra naturale, dopo tutto quello che è successo. E comunque, in questi anni, ho capito una cosa: per quanto ci si possa sforzare, non si può piacere a tutti».
I bambini ci guardano: lei cosa direbbe ai ragazzini che guardano al ciclismo in questo periodo?
«Questa cosa mi crea imbarazzo, è logico. Penso che io adesso non debba molto parlare. Servirà di più la mia storia. Se questa mia riabilitazione avrà un lieto fine, credo farà bene a tutti. A me stesso per ovvie ragioni. Ma soprattutto a chi vuole ancora credere in certe regole della vita».
Solo un'ultima domanda, neanche tanto simpatica: mai avuto il dubbio che il Basso Due sarà un flop colossale?
«Questa eventualità non mi è mai passata nemmeno per l'anticamera del cervello. È impossibile. Vogliamo riparlarne fra dodici mesi, l'ultimo giorno del 2009?».
da Il Giornale
a firma di Cristiano gatti
Per chi lo conosce bene IVAN non deluderà,sarà presente all'appuntamenti più importanti.Non può non fare GRANDI risultati..sempre sul suo terreno certo.
Loriano Gragnoli IVAN BASSO Club
pinocchio!!!!!
3 gennaio 2009 11:21pantan20
si è reo confesso..........ma credo che comunque non abbia detto tutta la verità....quindi continua a prenderci per i fondelli
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