Nardello: ultima stagione, voglio lasciare ancora un segno

| 04/12/2008 | 15:15
Sarà ancora lui il veterano dei varesini che pedalano nel plotone del grande ciclismo. Daniele Nardello, classe 1971, ha firmato pochi giorni fa un nuovo contratto annuale, passando dalla Diquigiovanni-Androni del manager Gianni Savio alla Fuji-Servetto, nuovo nome del team Saunier Duval guidato dal ticinese Mauro Gianetti. Una novità non da poco per l'ex campione d'Italia che con questo ingaggio torna nel circuito delle squadre Pro Tour, una scelta ben precisa che è lo stesso Nardello a spiegare, a margine della presentazione della "Pedala con i Campioni". «Il 2009 sarà con tutta probabilità la mia ultima stagione tra i professionisti. Per questo motivo cercavo una squadra che mi dia la possibilità di disputare le classiche del Nord. Sono le mie corse preferite e voglio provare a lasciare un segno oltre che un buon ricordo». Sulla nuova squadra di Gianetti si sentono molte voci di avvicendamento. È possibile l'arrivo di Paolo Bettini tra i dirigenti? E quanto c'è di vero nella fusione con l'Acqua&Sapone? «La fusione non è vera, sul resto ci sono movimenti in atto. Gianetti, a mio avviso ingiustamente, non è ben voluto da Aso e Rcs che organizzano il Tour, il Giro e molte delle corse più importanti. Quindi Mauro potrebbe lasciare la squadra al manager Alvaro Crespi che fa già parte della società, con il quale potrebbe arrivare anche Bettini». Crespi è un altro fattore del suo arrivo alla Fuji-Servetto. «Sì, è vero: era lui il manager della Mapei quando passai tra i professionisti. Tra noi c'è un bel rapporto, mi fa piacere correre per lui e anche per questo ho atteso a lungo per firmare con questa squadra». Lei nelle ultime stagioni ha avuto un sacco di intoppi. Una ragione in più per chiudere alla grande. «Proprio così, per un motivo o per l'altro ho corso poco e nel 2008 dopo il Giro mi sono dovuto fermare per una sfortunata infezione. Anche per questo ho deciso di proseguire a correre, sperando di poter dare il massimo lungo tutta la stagione. Non era scontato, con 15 anni sulle spalle e una proposta per fare il direttore sportivo, ma voglio finire in bellezza». Già definito il calendario di ritiro e corse? «Ci ritroveremo ai primi di gennaio e la prima gara sarà il Tour Down Under in Australia. Poi anzitutto ci sarà la campagna del Nord come ho detto, anche se al momento siamo esclusi dalla Roubaix, gara organizzata dall'Aso. Per le corse a tappe penso al Giro e in seconda battuta alla Vuelta, perché per il Tour la nostra squadra è molto giovane, escluso me purtroppo». Il 2009 segna il ritorno di Armstrong alle corse. Al di là della notizia in sé, non le pare che il can can mediatico attorno al ciclismo assuma sempre più toni da baraccone? «Il fatto che Lance torni in gruppo è certamente un fatto positivo per il nostro sport, a livello di interesse e visibilità, anche perché Armstrong correrà certamente per vincere e su questo non ho dubbi. Certo, i modi con cui certi argomenti vengono trattati possono lasciare un po' attoniti». da VareseNews a firma di Damiano Franzetti
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COMMENTI
nardello 2008
4 dicembre 2008 15:41 chris86
Speriamo lo possa davvero lasciare il segno, ma su una linea differente rispetto al 2008...quest'anno diversi piazzamenti nei dieci, ma nessuna vittoria: 7° in una tappa della Vuelta Castilla; 4° in una tappa della Vuelta Rjoia; 6° nella tappa di Peschici del Giro...dopo più nulla..speriamo per il 2009!!

Christian

IN BOCCA AL LUPO
4 dicembre 2008 16:47 mrfc
Ti auguriamo una brillante stagione 2009 con tanta salute e qualche bel risultato. Fabrizio e il Michael Rogers Fan Club

Daniele Nardello Classe 1972 non 1971
5 dicembre 2008 08:07 lorianoclubbasso
Mi associo all'amico Fabrizio,nel fare i più sinceri Auguri per un finale di carriera importante per il nostro amico Daniele Nardello,gli hanno attribuito un anno in più.E' nato il 2 agosto 1972, non nel 1971.Cordiali saluti da Loriano Gragnoli Club Ivan Basso

5 dicembre 2008 15:03 pickett
Nardelo é forse il corridore + sottovalutato del nostro ciclismo;per 3 anni di fila ha finito tra i primi 10 del Tour,ma in Italia,purtroppo,si da + importanza a una vittoria in una insignificante tappa di trasferimento,ottenuta solo grazie al benestare del gruppo,che non a un ottimo piazamento in classifica.

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