Doping e radiazione: dall'Accpi una lettera aperta a Contador

| 29/10/2008 | 14:45
Alberto Contador ha giudicato eccessiva la richiesta di radiazione per i corridori trovati positivi proposta dall’Assocorridori attraverso una lettera indirizzata qualche giorno fa al presidente dell’Uci Pat McQuaid. Il presidente dell’Accpi risponde. Di seguito il testo integrale della lettera inviata a Contador in cui Amedeo Colombo sottolinea l’intenzione di favorire tramite questa proposta la collaborazione dei corridori dopati con l’autorità sportiva e gli organi di giustizia, al solo fine di smascherare chi induce i corridori a doparsi e ridare così credibilità al ciclismo. Caro Alberto, abbiamo letto le Tue dichiarazioni circa la proposta da noi avanzata di radiare i corridori trovati positivi. Crediamo sia utile chiarire a Te e a tutti i corridori spagnoli che, come scritto nella missiva inviata a McQuaid, la radiazione noi la proponiamo solo ed esclusivamente per i casi gravi e chiaramente intenzionali di doping (ad esempio, l'utilizzo di EPO di ultima generazione). Non solo. Abbiamo altresì scritto che la radiazione deve invece commutarsi in una sospensione breve per quei corridori che, una volta trovati positivi a tali sostanze, decidano di collaborare attivamente con l'autorità sportiva, fornendo i nominativi di chi gliele ha procurate. Siamo convinti che solo così facendo si può incentivare la collaborazione e arrivare finalmente a sanzionare non più soltanto i corridori, ma anche e soprattutto coloro che spingono e aiutano quest'ultimi a farlo. Certe sostanze come la CERA non si trovano al supermarket o in farmacia! Le si possono avere solo con il contributo di spacciatori specializzati. E' dunque a quest’ultimi che dobbiamo mirare se si vuole davvero combattere alla radice il problema. Sia chiaro, la nostra è una proposta che nasce dal fatto che siamo purtroppo in presenza di un problema evidente e grave (i casi del Tour ne sono una triste conferma) a cui occorre porre riparo in tempi brevi, se non vogliamo aggravare ulteriormente la crisi di immagine e, soprattutto, economica che sta attraversando il nostro sport e che ricade inevitabilmente sulle tasche dei corridori. Peraltro, ci preme altresì dire che se, da un lato, siamo convinti che questa sia attualmente (può sembrare un paradosso, ma è così!) la soluzione più efficace per tutelare la nostra categoria e il futuro dei corridori, dall’altro, saremo ben lieti di sostenere ogni altra proposta che avrà per obiettivo quello di smascherare gli spacciatori e gli scienziati del doping. Con profonda stima. Il Presidente ACCPI – Amedeo COLOMBO Il segretario ACCPI - Gianni BUGNO
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COMMENTI
GENTILISSIMI IN INDIRIZZO:
29 ottobre 2008 15:36 ilpostino
Conosco personalmente sia il Cav Colombo cosi come Gianni Bugno con cui ho avuto parecchie occasioni di incontrarmi, ed è per questo che vi chiedo anche perche faccio parte del grande mondo del ciclismo, perchè non si arriva ad un laboratorio unico e un ente unico che legiferano e comminano le punizioni? Questo a mio avviso sarebbe già un passo avanti per avere dapertutto e dico nel mondo! gli stessi comportamenti e le stesse garanzie! Il ciclismo ormai è mondiale e quindi ha bisogno di organismi mondiali! Non di organi nazionali che per motivi vari ritardano o (nascondono?) positività, questo è il sospetto della grande maggioranza dei sportivi appasionati di ciclismo. Spero che mi diate una risposta con grande rispetto per tutti voi. Un semplice meccanico

che eresie
30 ottobre 2008 01:59 bursu
1-se per quello farmaci si trovano anche on line, chi volete che venga smascherato?? 2- ci sono corridori (grandi nomi)che da anni sono con medici-preparatori discussi i quali sono nell orbita da decine di anni senza ancora essere sfiorati e pretendete la radiazione al primo errore??
3- con piu responsabilita ai t. manager e d.s ,a riguardo di casi positivita,
cambierebbe sicuramente la musica.. altro che cadere tutte le volte dalle nuvole quando ci sono magagne, ma prendersi meriti per i risultati.. fuurrbi

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