| 17/09/2008 | 12:16 Conclusi i Giochi Olimpici e Paralimpici cinesi, i riflettori del grande sport si spostano in Italia, a Varese, dove dal 22 al 28 settembre sono in programma i Campionati del mondo di ciclismo su strada, l’appuntamento più atteso del calendario internazionale al quale ogni anno partecipano i ciclisti più rappresentativi.
I Mondiali varesini (la 75esima edizione della corsa su strada) si preannunciano come un evento di eccezionale rilevanza anzitutto sportiva, visto che Paolo Bettini insegue un primato mai raggiunto, quello di conquistare per la terza volta consecutiva la maglia iridata. In un momento di delicata transizione per il ciclismo, la rassegna della strada fornirà agli atleti un’ulteriore occasione per dimostrare che “correre pulito” – come recita il claim dell’evento iridato “Race clean” – si può e si deve.
Significativo anche il fatto che il ritorno dei campionati mondiali a Varese, dopo la storica edizione del 1951, coincida con il cinquantenario del trionfo di Ercole Baldini a Reims ’58. Di buon auspicio per i nostri corridori, il numero otto: Vittorio Adorni nel 1968 si impose a Imola mentre nel 1988, a Renaix, Pedale Azzurro celebrò l’inattesa ma meritata vittoria di Maurizio Fondriest. Per restare in ambito statistico, è giusto ricordare che la prima edizione dei mondiali si disputò nel 1927 in Germania ad Adenau e ad imporsi fu un varesino doc Alfredo Binda, il primo campionissimo della storia del ciclismo.
Eccezionali sono le forze che la città lombarda mette in campo per affrontare l’evento. A cominciare dalla trasformazione dell’Ippodromo varesino “Le Bettole” in “Mapei Cycling Stadium” dove sono posti partenza ed arrivo delle sei gare in programma, le tre cronometro e le tre prove in linea e da cui i corridori transiteranno ad ogni giro del circuito. Potenziata la ricettività della città con la costruzione di nuove strutture alberghiere per far fronte all’afflusso degli addetti ai lavori e dei semplici appassionati e migliorata anche la viabilità con la messa in opera, tra l’altro, della tangenzialina di Varese.
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