Jean Pierre Monserè, una storia lontana e così vicina

| 07/09/2008 | 18:29
Nasceva oggi, a Rooselare, Belgio, Fiandre Orientali, 60 anni fa, Jean Pierre Monseré.Monseré, maglia Flandria per concetto, fu la meteora brillante,trafitta da un destino nemico, del ciclismo di un biennio - il '69/'70 - chenella memoria ha la dimensione epica di un secolo intero. Secondo ai Mondiali dilettanti di Brno, dietro il danese Leif Mortensen, nel '69 appunto, Monserè, un ragazzo dallo straordinario curriculum nelle categorie giovanili e dal temperamento scanzonato e guascone, passò professionista già nell' autunno di quell' anno stesso: giusto in tempo per disputare, sabato 11 ottobre, il Giro di Lombardia, e concluderlo addirittura al secondo posto, sul velodromo di Como. E vedere iscritto, qualche giorno dopo, il suo nome, così inatteso, in quell' albo d'oro glorioso: vista la squalifica per doping del vincitore, il letterario olandese Gerben Karstens. E l'anno dopo, il talento raffinato di Monserè, con un ruolo ancora da definire in un ciclismo belga che veleggiava sontuoso fra Merckx e De Vlaemick, si sarebbe consacrato con il successo clamoroso nel Mondiale professionisti di Leicester, il 16 agosto 1970: davanti a quel Mortensen che lo aveva preceduto l'anno prima, ed al nostro Felice Gimondi. Con un epilogo polemico, poi sedato dal destino. Campione del mondo tra i professionisti, Monserè, senza aver compiuto neppure 22 anni....Un record assoluto di precocità, ci sembra, tuttora in vigore. La volata felice di Monserè si sarebbe conclusa drammaticamente l'anno dopo, il 15 marzo del 1971. Con la sua fine, nel Gran Premio di Retie, sbalzato via in corsa da una Mercedes che non si era fermata al passaggio dei corridori. E l' immagine dal perenne sorriso di Monserè, mai turbata neppure dall' ombra della sua morte immatura, sarebbe rimasta indelebile nel ricordo collettivo di quel ciclismo a misura di sentimento che popolava gli anni '70. Fino alla ulteriore ed incredibile fatalità che avrebbe visto anche il suo unico figlioletto - Giovanni, 7 anni - vittima di una stessa disgrazia. Investito da un' auto, nel 1975, mentre in bici percorreva ignaro una strada di Rumbeke. 'Come papà'. Quella stella cometa, senza passato, che avrebbe fatto a meno del futuro. Gian Paolo PORRECA
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