La bufera agonistica che ha reso unico il Mondiale di Montreal fa il paio con l'ennesimo harakiri della Rai. Mancano 30 km al traguardo e su Raidue la linea passa ad un'edizione del telegiornale non proprio infarcita di breaking news, ma tant'e', qualcuno - i soliti ottimisti - pensa che si debba switchare sul canale 58, che invece è occupato da una succosissima partita di Calcio serie C, vuoi mai attentare al diritto di cronaca?
C'è di mezzo Pescara-Spezia, lo stesso McNulty non fosse impegnato a correre sarebbe davanti alla Tv per cotanto spettacolo pedatorio. Il refugium peccatorum di Rai Play 3 non ha funzionato per questioni tecniche, ripiego in piena regola che si trasforma in regola per l'emittente di Stato, la cui scelta penalizzante di oscurare il Mondiale fa infuriare la platea degli spettatori. Telecamere spente con Van der Poel che era ancora davanti, riaccese venti minuti più tardi con McNulty in fuga ormai a -11 dalla conclusione e il gruppetto di superstiti al suo inseguimento. Senza dimenticare che la durata del mondiale era nota da anni (non c'è stato alcun ritardo, anzi gara velocissima corsa a 43,504 di media), così come note erano le programmazioni "obbligatorie" da contratto come la partita di serie C: la domanda è retorica, ma inevitabile e cioè possibile che non si potesse prevedere una efficace soluzione alternativa?
Direbbe Nanni Moretti: facciamoci del male. In molti pero' preferiscono il classico meme di Zalone: son del mestiere questi?
TUTTO IL MONDO E' PAESE. Piccola nota a margine, che non consola certo, ma aiuta a comprendere che... non siamo soli al mondo con questi problemi. In Spagna la televisione pubblica Teledeporte ha interrotto il Mondiale di Ciclismo per trasmettere una partita di calcio Under 20.
Sabato la TV pubblica olandese ha spostato la gara del Campionato del Mondo femminile dal canale principale a uno secondario a metà corsa, trasmettendo invece cartoni animati e Zappsport sul canale principale. Il tutto mentre Demi Vollering andava a conquistare il titolo mondiale...
IL COMUNICATO USIGRAI. In mattinata il sindacatop Usigrai ha stilato un comunicato di condfanna dell'accaduto: «È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello. Non è la prima volta che accade, con il duplice risultato negativo di far imbestialire gli appassionati di sport e al tempo stesso perdere il pubblico interessato all’evento.
Quanto avvenuto ieri in occasione del Mondiale di ciclismo – una gara appassionante e incerta con un italiano nei i primi posti – è la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale. A 38 km dall’arrivo, Rai Due ha interrotto bruscamente la diretta della gara, per dare la linea al Tg2 delle 20.30, dirottando gli appassionati nemmeno su un altro canale, ma su RaiPlay, visibile solo attraverso smart tv o tramite pc e smartphone. Peraltro, su RaiPlay il canale Raisport3 è stato bloccato per diversi minuti, impedendo del tutto la visione. La diretta su Rai Due è ripresa solo alle 21 circa, negando agli appassionati la possibilità di vedere alcune delle fasi più salienti della corsa.
Esecutivo Usigrai - Cdr e fiduciario Milano Raisport».
LA VOCE DELLA RAI. Il direttore di RaiSport, Marco Lollobrigida, ha spiegato l'accaduto al Corriere della Sera: «Abbiamo spostato come previsto la diretta su RaiPlay 3 dove evidentemente c’è stato un blackout per un problema di sovraccarico di utenza. L’azienda mi ha spiegato che tutto è stato risolto in pochi minuti, forse meno di 25, mi spiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati».
MAH... In poche righe di dichiarazione, balzano agli occhi due clamorose falle nel sistema Rai: la prima riguarda i tempi dell'intevento, perché 18, 20 o 25 minuti che siano di blackout sono davvero troppi. E ben più grave è il fatto di aver previsto il passaggio della telecronaca su Raiplay3 in una fase calda della corsa, senza che prima delle 20.30 fosse mai stata annunciata la decisione. Eppure, come abbiamo detto in apertura, data, lunghezza e orario della corsa erano noti da anni, non sono stati certo una sorpresa come può accadere per i tempi supplementari di una partita dio sport di squadra o il quinto set di un match di tennis. L'errore è chiaramente a monte e le parole di Lollobrigida non lo spiegano, ma soprattutto non lo cancellano.