MONTREAL 2026. SEIXAS: «NESSUNA SCUSA, E' STATO UN MIO FALLIMENTO»

MONDIALI | 27/09/2026 | 21:37
di Francesca Monzone

C’era grande attesa attorno a Paul Seixas, il ventenne francese considerato uno dei nomi più promettenti per la prova in linea dei Campionati del Mondo. La corsa, però, non ha riservato la soddisfazione sperata: Seixas ha chiuso al 15° posto e, scuro in volto, ha parlato di un’occasione mancata. I crampi, ha ammesso, hanno improvvisamente bloccato la sua corsa proprio quando la gara si stava decidendo.


Per lunghi tratti della giornata il giovane transalpino era rimasto con i migliori; la prova, “per corridori di potenza”, sembrava cucita su di lui. Nel finale, però, è apparso chiaro che qualcosa non andava: più volte Seixas si è toccato la gamba sinistra, segno di un dolore crescente che l’ha costretto a ridurre il ritmo. All’arrivo, visibilmente provato, ha rilasciato poche frasi e si è allontanato senza voler parlare più a lungo.


«È stata una gara per corridori di potenza, per me era perfetta. È un'enorme delusione: i miei compagni hanno dato tutto affinché ottenessi il miglior risultato possibile, e invece è un fallimento - ha detto Seixas - Andava tutto benissimo, avevo gambe incredibili. Ma onestamente, ora non ho voglia di parlarne».

I Blues la nazionale francese, avevano elaborato un piano perfetto che avrebbe permesso a Seixas di vincere il mondiale e di diventare il più giovane corridore di sempre a conquistare la maglia iridata nella massima categoria. Purtroppo le cose non sono andate nel verso giusto e ora, al giovane francese è rimasto l’amaro in bocca per un successo mancato. «Quando ho iniziato ad avere i crampi sapevo che sarebbe stata dura, ma ho pensato ai miei compagni e a tutto quello che avevano fatto, così ho tenuto duro fino allo stremo. È un vero peccato dopo aver lottato così tanto. È colpa mia, sono estremamente deluso dalla mia prestazione. Si può dire che manchi poco, ma oggi a me è mancato molto».

La delusione del leader francese fotografa anche il valore della squadra: un lavoro corale che, fino a pochi chilometri dal traguardo, aveva alimentato la speranza di un piazzamento di prestigio. I compagni hanno protetto e spinto Seixas, costruendo l’occasione; il finale, però, ha ribaltato ogni previsione. Per il giovane di Lione resta l’amarezza di non aver potuto ripagare gli sforzi della squadra e la consapevolezza che, in una corsa così tirata, anche un dettaglio fisico può trasformare una giornata perfetta in un rimpianto.

Di qui in avanti il bilancio sarà soprattutto mentale: capire le cause dei crampi, rimettere a punto l’approccio alla preparazione e tornare più forte. Per un talento di vent’anni, la strada resta lunga ma la corsa, più che una tappa, è stata una lezione severa da cui ripartire.


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COMMENTI
Tattica della squadra suicidada
27 settembre 2026 23:26 Leonk80
Quindi il piano della squadra era quella di portare il capitano ai -100 e poi di lasciarlo da solo contro 30? Chapeau!

Se si tornasse ai chilometraggi di una volta...
27 settembre 2026 23:35 pickett
Ne vedremmo di sorprese, anche al Tour...Oggi ne abbiamo avuto la riprova.

Seixas
28 settembre 2026 09:17 fransoli
Trovo eccessiva la sua autocritica, lui stesso nell'intervista dice si aver commesso un errore da ragazzino salvo poi dire di non sapere di preciso quale fosse questo errore (parla anche di posizione in bici)... Per me chi ha sbagliato di sicuro è stato il ct francese che i lo ha isolato prima ancora che iniziassero le grandi manovre dei big ... Poi con del toro ha provato salvare la situazione e forse il chilometraggio e la giovane età hanno fatto il resto

Equipe
28 settembre 2026 10:31 velocista_fuoritempomassimo
Ho sfogliato rapidamente stamani e parla di problemi con la strategia di idratazione. Alla fine comunque non ha fatto una brutta corsa, magari meno stare a ruota di del Toro... Ma prossimo mondiale per quello che si è visto può togliersi grandi soddisfazioni in casa.

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