L'ORA DEL PASTO. ERA UNA LEGNANO... GALLERY

STORIA | 18/09/2026 | 08:26
di Marco Pastonesi

Erano Legnano le bici di Attilio Zavatti, da Forlì, dorsale 60, e Giulio Modesti, da Roma, dorsale 113, fra i 127 corridori al via del primo Giro d’Italia, nel 1909. Zavatti brillò nella prima tappa, la Milano-Bologna di 397 km: giunse settimo in volata all’ippodromo Zappoli. Ma già prima si era reso protagonista: “Zavatti, accaldato – scrive “La Gazzetta dello Sport” – vede una ragazza con una secchia d’acqua. Balza di sella, corre alla giovinetta, le toglie la secchia e vi tuffa la testa tra le più matte risate degli astanti”. Ed era una Legnano la bici con cui Zavatti, detto “e’ biundì”, nel 1909 partecipò e finì anche il Tour de France, quindicesimo.


Era una Legnano la bici con cui Ernesto Azzini, mantovano di Rodigo, soprannominato “el Du Meter” per la statura, nell’ultima tappa del Tour de France 1910, la Caen-Parigi di 262 km, andò in fuga a 260 km dal traguardo, cioè poco dopo il pronti-via, e in volata al Parco dei Principi conquistò la prima vittoria di un corridore italiano. La storia tramanda che i giornalisti italiani, convinti che neppure stavolta - la novantatreesima tappa nella storia della Grande Boucle - i nostri corridori avrebbero vinto, appresero della prodezza di Azzini mentre erano sul treno, alla stazione di Modane, al confine con il Piemonte, e dettarono i loro emozionatissimi pezzi affidandosi al… mestiere.


Era una Legnano la bici con cui Gino Bartali, durante la Seconda guerra mondiale, partiva da casa, Ponte a Ema, oggi un quartiere di Firenze, passava per Assisi, 200 km lungo la Chiantigiana, entrava in un convento di monache di clausura, ritirava documenti falsi, li nascondeva nei tubi della bici e del manubrio, risaliva in bici, attraversava indenne i posti di blocco (lo riconoscevano, ma è Bartali!, sì mi sto allenando), finalmente consegnava le nuove carte d’identità salvando vite agli ebrei perseguitati dai nazifascisti, poi tornava a casa.

Era una Legnano la bici con cui Imerio Massignan, da Valmarana di Altavilla Vicentina, divenne il primo corridore a pedali sul Passo del Gavia, un onore, un prestigio, una fama come se fosse stato il primo uomo a piedi sulla Luna. Ma quel giorno, Giro d’Italia 1960, la penultima tappa, 229 km, partiva da Trento e arrivava a Bormio. E il precipizio dal Gavia a Bormio fu fatale a Massignan, più scalatore che discesista: due forature, tre compresa la gomma a terra con cui giunse al traguardo, piangendo, secondo dietro a Charly Gaul e quarto nella classifica generale, ma primo nella graduatoria degli sfortunati.

Erano Legnano le bici di Brunero e Binda, Volpi e Coppi, dei due fratelli Ricci e i tre Zanazzi, e ancora di Baldini e Battistini, Fornara e Defilippis, Albani e Pambianco fino a Fondriest. Erano Legnano. E con quel nome, quel marchio, quel simbolo, quel colore si scriveva la storia. Perché Legnano sta al ciclismo come l’Alfa Romeo all’automobilismo e il Recco alla pallanuoto, Legnano sta alla bicicletta come la Nutella alla crema al cioccolato e alle nocciole, Legnano sta alla storia dello sport rotondo come Rugby alla storia dello sport ovale. E la Legnano festeggia sé stessa, ovviamente a Legnano. Due giorni, sabato 19 e domenica 20 settembre, tra mostre e incontri, pedalate per famiglie (guidate e raccontate) e pedalate d’epoca (20 km), rigorosamente non competitive. Il centro della festa sarà il Palazzo Malinverni, però la tavola rotonda finale, domenica alle 15, ospiti d’onore due corridori della Legnano negli anni Sessanta, Angelo Bugini e l’olimpionico Marino Vigna, si terrà nel Palazzo Leone da Perego, via Monsignor Girardelli.

Quella della Legnano è grandiosa storia ciclistica e geografica. Eppure, lo scrisse Gianni Brera, “la strada era degli umili, e produsse / molti campioni di cui cito i nomi / rimasti in libro d’oro. Il più importante / fu di certo Bottecchia, valoroso / reduce dalla guerra: non lo volle / Legnano per il nome (rob de matt), / si offrì gregario in Francia per il Tour”. La prima volta Bottecchia arrivò secondo, poi fu due volte primo.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo la maglia stellata, arriva un contratto nuovo di zecca per Azzurra Ballan. La figlia d'arte (il papà è Alessandro Ballan, campione del mondo di Varese 2008, con lei nella foto, ndr) dall'anno prossimo difenderà i colori della AG Insurance...


In occasione della nuova edizione del Festival dello Sport di Trento, Maurizio Fondriest ha svelato in anteprima il progetto del docu-film dedicato alla sua vita e alla sua straordinaria carriera nel ciclismo. La scintilla è partita dall’intensa esperienza vissuta alla...


C’è già profumo di prossimo Giro d’Italia 2027 nell’aria... Il 3 novembre sarà il giorno della presentazione ufficiale, le indiscrezioni si susseguono ovviamente - partenza da Trieste, prime salite in Abruzzo, Napoli come punto più a sud della corsa -...


Seconda giornata di gare al Trittico Lombardo, edizione numero 107 della Coppa Bernocchi che, come da tradizione avrà partenza e arrivo a Legnano. La corsa partirà dal cuore di della città, attraverserà il territorio dell’Alto Milanese con km zero a...


Chissà se, con una volata lanciata da più lontano, l’esito della Coppa Agostoni 2026 sarebbe stato diverso per Andrea Raccagni Noviero. È questo l’unico rimpianto che il giovane ligure della Soudal Quick-Step ha lasciato trapelare dopo la conclusione della classica...


E’ possibile sentirsi a casa anche a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia? AL Tour de Langkawi ci siamo letteralmente riusciti grazie un’adozione speciale da parte del team Bardiani Csf 7 Saber che ci ha reso automaticamente componenti onorari dello...


Si staccò. Che cos’hai?, gli domandò Eberardo Pavesi, l’Avocatt, il suo direttore sportivo dall’ammiraglia della Legnano. Ho i crampi, gli rispose. Pavesi si allontanò, sparì, poi tornò, si affacciò dal finestrino, estrasse un mazzetto di ortiche e tentò di resuscitare...


Guerciotti presenta Brera 2027, la nuova evoluzione della propria piattaforma gravel, una bicicletta progettata per chi interpreta il gravel in modo tecnico e sportivo, senza rinunciare alla versatilità necessaria per affrontare ogni tipo di percorso. Il nuovo modello nasce dall’esperienza...


Sono stati 8.245 i ciclisti che, tra ieri e oggi, hanno preso il via alla XXIX edizione de L'Eroica. Sono arrivati da 58 Paesi per ritrovarsi a Gaiole in Chianti, pedalare sulle strade bianche e condividere un'esperienza che, dopo quasi...


Tadej Pogacar questa volta non era al via  e non ha potuto difendere la maglia di Campione Europeo vinta lo scorso anno davanti a Remco Evenepoel e Paul Seixas. Nonostante questo, lo sloveno non ha voluto mancare all’appuntamento: con la...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra