GIRO DELLA CAMPANIA. NAPOLI CASERTA AGEROLA, EMOZIONI AD OGNI SCATTO

PROFESSIONISTI | 07/08/2026 | 12:40
di Gian Paolo Porreca

Ed allora, a conferma delle speranze sospese di due mesi fa, il Giro di Campania non è più un ricordo. No, è un ritorno, con la ratifica definitiva della Regione Campania stipulata ieri pomeriggio, grazie all’impegno concreto del presidente Roberto Fico e dell’ Assessore allo Sport Fiorella Zabatta. Un ritorno, allora. e che ritorno eclatante, per questa corsa a noi e a voi cara, creata da Il Mattino nel 1911: già, a ben riflettere, quindici anni prima che nascesse il nobile Calcio Napoli.


Il Giro della Campania 2026, in calendario vidimato dall’UCI come prova internazionale di categoria 1.1, che meno aridamente identifica la qualità della nostra - la sentiremo sempre tale - corsa: giusto un gradino al di sotto delle classiche della World Cup, Sanremo, Lombardia, Fiandre, Roubaix, per intenderci.


Il Giro della Campania 2026 sarà in calendario domenica 20 settembre, organizzato dalla Terenzi sport, e sarà giro straordinario in nome e per la Campania tutta. ‘La Petite Boucle’, il piccolo ricciolo, come ci è piaciuto rinominarla in corsivo - in parallelo modesto della ‘Grande Boucle’, che è il Tour de France -, sarà per il suo ritorno, 64. edizione, quanto di meglio e più aulico si potesse immaginare. Sarà la comunione virtuosa di una straordinaria geografia - la nostra, una Francia, appunto, in sedicesimi -, che esalterà come è giusto la Caserta della Reggia vanvitelliana e la Napoli di Piazza Plebiscito, sedi di partenza e arrivo confermate, ma saprà tingere di una sfumatura unica tutte le nostre province.

Sarà emblematico di tutto il nostro mondo, che ha capitali e Duomi sentimentali ovunque, e che solo uno sport a misura di uomo eletto come il ciclismo sa fare rifulgere. E credeteci, dovunque ci sia ciclismo c’è storia, su un percorso affascinante, dove ad ogni angolo - la modernità non rimuove l’antico, può invece cesellarlo - si riconosce la pietra angolare di un ciclista che vi è passato, e futuro. Già, da Caserta stessa dove sul vialone dinanzi la Reggia nel 2001, noi c’eravamo, Dimitri Konychev vinse l’ ultima edizione, passando per Maddaloni, ombelico del ciclismo di Terra di Lavoro, ad Arpaia e Montesarchio, ascese oggi dall’asfalto morbido, dove correvano su pietra Pasquale Carbone e Arcangelo Bove, lucido a quasi 100 anni, al Gran Premio della Montagna di Montefusco, Sannio e Prata di Principato Ultra, dove negli anni ‘40 sgretolava il gruppo - noi non c’eravamo, lo riconosciamo - Gino Bartali…

E poi il passaggio per Avellino e Montoro, Montoro inferiore o superiore che sia, ed è lo stesso amore per il Campania testimoniato da Vittorio De Martino, fino a riveder le stelle a Vietri, sul Golfo di Salerno. E da lì, vi racconteremmo a voce tutto quanto è successo in 63 anni di ‘Campania’, lo sguardo dei corridori - li vorremmo tutti italiani, ma li troveremo sempre tutti nostri - sul mare della Costiera amalfitana, bel suol di amore, e quella svolta a destra che timbra di immenso la storia, non c’è memoria che incanti di più, se non al ‘Campania’ il confronto mare-salita, che si vive o si sogna affrontando l’ Agerola. Ed è stata una scelta di campo, no di canto, geniale, da parte di chi ha tracciato questo percorso, inserire giusto l’Agerola, nella edizione del buon ritorno.

L’Agerola, e l’inno alla gloria di Fausto Coppi nel 1955, il volo estremo dell’ airone, quasi 36 anni di età, i particolari nella cronaca che vi dedicheremo, che toglie di ruota il mondo a pedali e la modestia infinita che gli struggeva il cuore. L’Agerola e Fausto Coppi, lo scriveremo tutto attaccato ben prima di ‘giggiriva’, che a Furore ha già lasciato indietro il resto della vita, una sfida personale, un amore clandestino, la fine carriera scacciata in un giorno di aprile che Magni e Monti, Astrua e chi volete voi videro come noi troppo da remoto. Coppi e l’ Agerola e il belvedere di Bomerano da dove negli anni successivi - raccontava Gino Palumbo - ad ogni fuggitivo che appariva chiedevano infelicemente ‘ma isso è Coppi ?’, ed era al massimo invece Sabbadin, 1958. Coppi passato per sempre.

Il Giro della Campania 2026 sarà la corsa poi a planare sulla pianura, - un anno Livio Trape’ vinse attaccando in discesa, era il 1961 - e nell’avvicinarsi a Napoli prediletta dal ciclismo. I pensieri come vele sopra al mare quel giorno, domenica 20 Napoli onorerà un arrivo senza eguali, mai in passato a Piazza del Plebiscito, il Campania che amava l’Albricci, per conoscere il vincitore di una corsa che non sarà mai per noi e per voi - neanche nel 2026 che sentiamo alla nostra età fuggitivo - una emozione da poco.

da Il Mattino, 7 agosto 2026


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COMMENTI
Il mattino
7 agosto 2026 16:30 gianni
Che sorpresa piacevole trovare sulla prima pagina del "Mattino", e in fascia alta, l'annuncio del Giro di Campania: avrò letto bene? (mi sono detto).
Complimenti al dottor Porreca, il "poeta".
Gianni Cometti

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