BICI IN CARBONIO O IN TITANIO, COME REAGISCE IL CERVELLO? LA RICERCA DI PILOT E NEUROFACTOR

BICICLETTE | 19/07/2026 | 08:26
di Bibi Ajraghi

C’è un momento che ogni ciclista conosce, ma che nessuno riesce davvero a spiegare: quello in cui una bicicletta smette di essere un semplice mezzo e diventa una sensazione. Su quella sensazione si è scritto molto. Si dice che il carbonio trasmetta un feeling, il titanio un altro. Descrizioni affascinanti, ripetute all’infinito, ma mai dimostrate scientificamente. Quest’estate, però, qualcuno ha provato a misurarle.


Su un circuito chiuso immerso nei boschi olandesi, diciannove ciclisti gravel hanno percorso lo stesso anello due volte: uno in sella a una bici in carbonio e uno in sella ad una di titanio. Indossavano un particolare casco ricoperto di sensori, un elettroencefalografo mobile a 24 canali (EEG), capace di registrare l’attività elettrica del cervello durante la pedalata. Una telecamera installata sul manubrio riprendeva contemporaneamente ciò che vedeva il ciclista, sincronizzando ogni radice, curva e discesa con la corrispondente risposta cerebrale.


Lo studio è stato progettato da Neurofactor, società olandese specializzata in neuroscienze, già nota per aver registrato l’attività cerebrale di paracadutisti in caduta libera, di piloti al volante di una McLaren e persino dei visitatori del Mauritshuis mentre osservavano il capolavoro 'Ragazza con l’orecchino di perla' di Vermeer. Misurare il cervello di un ciclista durante una pedalata rappresentava però una sfida ancora più complessa: il cervello in movimento produce molti "disturbi" nei segnali e il cosiddetto ride feel è, per sua natura, un’esperienza difficile da descrivere a parole.

L’idea è nata da Pilot – Titanium Bicycles, piccolo costruttore olandese che da oltre dieci anni realizza biciclette in titanio su misura. Nel mondo di Pilot il feeling di guida è un tema quotidiano, ma sempre affrontato in termini soggettivi. L'azienda ha quindi deciso di capire se fosse possibile misurarlo in modo oggettivo, affidando però completamente protocollo sperimentale, analisi e interpretazione dei dati ai ricercatori di Neurofactor, senza alcuna influenza sui risultati.

Una precedente ricerca aveva già acceso la curiosità. Attraverso uno studio sulle associazioni inconsce, Neurofactor aveva scoperto che molti appassionati di gravel collegavano inconsciamente il carbonio a concetti come fragilità e rischio di rottura, mentre il titanio veniva percepito dal cervello come un materiale praticamente indistruttibile. La domanda era quindi inevitabile: queste aspettative inconsce si sarebbero riflesse anche durante la guida? La risposta è stata sorprendente.

Secondo il principale parametro analizzato, il cervello si è comportato esattamente allo stesso modo sia sulla bici in carbonio sia su quella in titanio. I ricercatori hanno verificato e ricalcolato i dati in diversi modi, ma il risultato è rimasto invariato. Nemmeno il celebre effetto "tappeto volante" spesso attribuito al titanio è emerso nelle registrazioni cerebrali.

«Siamo partiti alla ricerca di una differenza tra titanio e carbonio e non l'abbiamo trovata», spiega il responsabile della ricerca Martijn den Otter. «Non è un fallimento, ma una risposta onesta. Le differenze tra i singoli ciclisti erano di gran lunga superiori a quelle tra le biciclette. Il feeling di guida appartiene soprattutto al ciclista.»

Ed è forse proprio questa la conclusione più interessante dello studio. Non significa che il telaio non conti, ma che l'esperienza di guida dipende soprattutto dalla persona: dalla sua condizione fisica, dalle sensazioni del momento, dalle aspettative e dal modo in cui interpreta ciò che sta vivendo. I dati suggeriscono che ogni ciclista percepisce una bicicletta in maniera profondamente personale.

Per Pilot il risultato rappresenta quasi un regalo inatteso. «Abbiamo posto questa domanda perché volevamo conoscere la risposta, non perché cercassimo una conferma delle nostre convinzioni», racconta il fondatore Pieter van der Marel. «Un risultato che non evidenzia differenze ha per noi lo stesso valore di uno che le dimostra. E, in fondo, questa conclusione ci piace: se il feeling nasce soprattutto dal ciclista, allora costruire ogni bicicletta su misura per una persona specifica è ancora più sensato.»

Lo studio lascia comunque aperta una pista molto interessante. Nel tratto più tecnico del percorso, i ciclisti in sella alla bici in titanio hanno mostrato un'attività cerebrale compatibile con una minore tensione muscolare e una guida più rilassata, facendo registrare anche tempi leggermente migliori. Si tratta di un segnale ancora debole, limitato a quella sola sezione del circuito e non sufficiente per trarre conclusioni definitive, ma abbastanza promettente da meritare ulteriori approfondimenti. La domanda, dunque, cambia prospettiva. Non più: il titanio è più comodo? Ma piuttosto: il cervello deve lavorare meno per controllarlo?

Per rispondere, Neurofactor ha già annunciato un nuovo studio, più ampio e rigoroso, con sensori di movimento, misurazioni dell'attività muscolare, analisi in cieco, un numero maggiore di partecipanti e un campione equilibrato tra uomini e donne. Il protocollo sarà pubblicato prima ancora dell'inizio dei test.

«Il nuovo studio potrebbe smentire completamente questa nostra ipotesi oppure confermarla», conclude den Otter. «È così che dovrebbe funzionare la ricerca: il risultato appartiene ai dati, non a chi li raccoglie.»

Il dibattito sui materiali dei telai, probabilmente, non si fermerà mai. Ma da oggi può contare su un dato in più: la bicicletta conta, ma il ciclista conta ancora di più. E, a seconda di come si interpreta il ciclismo, potrebbe essere una delle conclusioni più rassicuranti possibili.


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COMMENTI
Personale classifica
19 luglio 2026 11:30 Craven
Il telaio lo senti quando vai in salita, nel silenzio e ti concentri. Il carbonio da questo punto di vista è un materiale abbastanza "sordo", forse perché è un composito che non si trova in questa forma in natura, e filtra molto le sensazioni del mezzo. Personalmente miglior telaio acciaio, poi titanio, alluminio per la rigidezza e carbonio. Anche se il carbonio è il più comodo tra tutti.

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