Quattro tappe per totali 414 chilometri, sembrano pochi ma basta uno sguardo al dislivello positivo per capire che sarà dura: 10,816 metri e si fa sentire. È il Giro Ciclistico della Valle d’Aosta Mont Blanc giunto alla 62esima edizione. La gara internazionale riservata agli U23, è in calendario da giovedì 16 a domenica 19 luglio.
Le ultime due edizioni sono state vinte dal belga Jarno Widar che un anno fa dedicò le sue vittorie di tappa (tre su cinque) e l’intero Giro all’amico Samuele Privitera, scomparso durante la prima frazione. Sull’ultimo traguardo di Cervinia, il corridore belga puntò entrambi gli indici verso il cielo. Le storie di dolore sono difficili da dimenticare, rimangono nel cuore per sempre ed è difficile anche ricominciare. Per mesi gli organizzatori sono stati nel dubbio “se” e “come” ripartire. “
«Quattro tappe per questa edizione 2026 sono abbastanza» dice Riccardo Moret, patron del Giro. «Un anno fa, abbiamo terminato la corsa feriti. Poi, è seguita la fase giudiziaria. La famiglia di Samuele ci ha sempre sostenuti e saranno i suoi genitori a consegnare sia il trofeo che spetta al vincitore, sia il premio in nome del figlio, destinato a chi compirà la miglior impresa».
Un Valle d’Aosta Mont Blanc impegnativo con risposte sin dalla prima tappa. Chi intende fare classifica emergerà nella cronoscalata per scalatori puri da Passy a Passy Plaine-Joux, circa 700 metri di dislivello da superare in 10,5 km. Il Giro che celebra il Monte Bianco parte da Oltreconfine, in Alta Savoia, un panorama mozzafiato e una storia da raccontare. «Per tre chilometri si ripercorrerà la crono memorabile del Tour 2023 in cui Vingegaard staccò di ben 1'38" Tadej Pogačar e 2’51” Wout Van Aert» ricorda Moret (quella tappa partiva da Passy per concludersi a Combloux dopo 22,4 chilometri, ndr).
Si rientra in Italia per la seconda tappa da Hône fino al traguardo nel maestoso Forte di Bard, 147 km totali, da scalare il colle Fabiole (899 m), il Ravet (1312 m), il Col del Joux (1639) e il Col d’Arlaz (1031). La curiosità: per secoli luogo di transito per andare in Gallia, da Hône passa oggi la via Francigena.
Decisiva per la classifica finale la terza tappa con partenza e arrivo a Saint-Christophe (Bret), cittadina a 3 chilometri da Aosta, con un territorio che si estende dai 540 metri di altitudine del fondovalle fino a superare oltre 2.800 metri. Da scalare: Valpelline (924) e Doues (1171), quindi si torna ad Aosta per affrontare il monte Verrogne (1586). Dopo il passaggio da Saint-Christophe, si affronta il Jeanceyaz (1079) e il Saint-Barthélemy (1619). Totali 155 chilometri.
Quarta e ultima tappa un classico: da Valtournenche a Cervinia Breuil, poco meno di 94 chilometri con muri che superano il 14%. Tra le 24 squadre al via ci sarà anche la Hagens Berman Jayco, il team in cui correva Privitera. Tante le devo, tra cui Bahrain Victorious Development Team (Brn), Caja Rural-Alea (Esp), Development Team Picnic PostNL (Ned), Lidl-Trek Future Racing (Ger), Lotto-Groupe Wanty (Bel), Movistar Team Academy (Esp), Red Bull-Bora-Hansgrohe Rookies (Ger), Soudal Quick-Step Devo Team (Bel), UAE Team Emirates Gen-Z (Uae).
Tra gli atleti favoriti: l'ecuadoriano Ramírez (Uae), secondo un anno fa; il brasiliano Bravo (Soudal), il belga Donie (Lotto), l'irlandese O'Brien (Lidl), lo spagnolo Cubillas (Movistar), il tedesco Bock (Red Bull). Tra gli italiani: Cattani (Technipes), Proietti Gagliardoni (Movistar) e Bessega (Lidl).
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