MALAGO', LE LEGHE DEL CALCIO E LA LEGA CICLISMO

DIBATTITO | 03/07/2026 | 08:45
di Angelo Francini

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Angelo Francini rivolto al direttore Stagi doppo la pubblicazione dell'articolo "Se la Lega Calcio arriva ad aiutare la Federcalcio" pubblicato ieri.


Caro Pier


ancora una volta fai una lettura che, da uno che ha la tua esperienza, non mi sarei aspettato: francamente, te lo dico con l’amicizia e la franchezza che vi è fra di noi da oltre quarant’anni, faccio fatica a capire le posizioni quando scrivi di Cordiano Dagnoni. Malagò è vero che ha chiesto aiuto finanziario alla Lega di serie A per la Nazionale maggiore: ma questa richiesta è indirizzata direttamente ai club di A, attraverso la Lega che li rappresenta, e l’intervento richiesto non è rivolto alle casse della Lega A. Quindi una situazione, quella del calcio, istituzionalmente diversa da quella della FCI: nel calcio le Leghe sono organismi autonomi, formati da TUTTE le società che partecipano ai campionati che ogni Lega gestisce, con funzioni ampiamente stabilite nello Statuto e nelle NOIF FIGC e con dirigenti tesserati come dirigenti federali alla FIGC.

La Lega ciclismo non è un Organo della FCI, ma è una associazione privata che deve affiliarsi alla FCI, e le sue funzioni non sono contemplate nello Statuto FCI, ma sono rimandate ad una convenzione firmata tra FCI e Lega Ciclismo. Ora tutte le funzioni che la Lega Ciclismo attua, sono contenute nel suo Statuto, approvato dalla FCI, e nella convenzione firmata con la FCI: quindi, caro Pier, come fai a difendere e sostenere le posizioni del presidente federale nella constatazione che nessuno lo abbia obbligato a firmare con la Lega i due documenti sopra indicati: con tutte le “assurde concessioni” che contengono, contrarie allo Statuto FCI. Senza dimenticare che la Lega Ciclismo non è un Organo FCI, non è affiliata alla FCI, non ha i propri dirigenti tesserati alla FCI: ossia la FCI ha approvato lo Statuto e firmato la convenzione con chi ed in base a quali poteri: NESSUNO e l’errore sarebbe della Lega Ciclismo?

Una piccola info: nell’ultima Assemblea nazionale elettiva era intenzione del Segretario generale candidarsi alla Presidenza: non avvenne a causa del non possesso di un requisito statutario, che ora sta tentando di far sparire nella proposta federale per il nuovo Statuto, e spostò su Dagnoni il “suo pacchetto elettorale” raccolto dal suo proconsole: come lo stesso sovente riconosce pubblicamente al Segretario ringraziandolo per la sua rielezione. Da quel momento la FCI ha un presidente eletto controfigura del presidente reale.

Angelo Francini

Ed ecco la replica del direttore

Caro Angelo,

grazie per il tuo intervento, sempre preciso e puntuale, che però va nella direzione rigorosa dei regolamenti, che è tuo territorio naturale. Scusami se sono molto spiccio, ma non voglio tediare i tanti appassionati di ciclismo che da anni ci seguono e non sono assolutamente appassionati di codici, codicilli, disposizioni e convenzioni. Mi limito solo a dire che nel mio intervento di ieri auspicavo in un intervento politico, che nulla ha a che fare con questioni statutarie. La chiosa del mio pezzo è esplicativa: «Non è necessario aprire i cordoni della borsa, ma è sufficiente farsi aprire qualche porta: magari di Sport & Salute». Quindi, la Lega ciclismo non deve toccare un solo euro di quello che ha in cassa, se vuole il presidente Pella ha gli strumenti, le conoscenze e le amicizie necessarie per tirare una volata alla Federazione e questo non è contemplato dallo Statuto, ma dalla politica.

Con amicizia, Pier


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COMMENTI
Caro Pier Augusto
3 luglio 2026 11:36 angelofrancini
Ti ringrazio per lo spazio.
Come ben scrivi quando parlo di regolamenti, codici e codicilli, mi trovo a mio agio perché la convivenza in qualsiasi aspetto del nostro “fare” quotidiano si basa, meglio dovrebbe basarsi sul rispetto da parte di tutti di quelle regole: sarà tedioso per i tanti appassionati, ma dovrebbe essere il binario che chi ha responsabilità gestionali di una associazione quale è la FCI dovrebbe percorrere, anziché entrare in una gestione del binario morto.
Come ben sai, a proposito di tediose regole, Sport&Salute basa i contributi pubblici alle Federazioni Nazionali, che eroga per conto del MEF Ministero Economia e Finanza, su precisi parametri: affiliati, tesserati, gare, risultati di ogni singolo movimento sportivo.
Che dovrebbe fare l’on. Pella, forse andare a chiedere a Sport&Salute di dare più fondi alla FCI poiché la stessa non è capace di trovarli da sola?
Ma non era stato sbandierato che era arrivato un grande manager e imprenditore a capo della Federazione?
Forse invece è arrivato un piccolo Trump, prodotto dell’hinterland milanese.
Caro Pier, concludendo, a me poco importa se i miei commenti, che non definisco articoli poiché non sono un giornalista, sono tediosi per la massa: non li scrivo per la massa, ma con il fine di ricordare a coloro che ricoprono nella casta federale ruoli dirigenziali, dai provinciali al vertice, che SONO LORO i primi ad AVERE IL DOVERE di rispettare le regole scritte nello Statuto e nei Regolamenti sportivi della FCI.

Bravo Francini
3 luglio 2026 12:51 faustino
Sono un assiduo lettore del sito e appassionato di ciclismo. Francamente apprezzo interventi come quelli del Sig. Francini (che non ho il piacere di conoscere), le norme statutarie rappresentano l’architrave di ogni organizzazione, mi sembra di capire che le federazioni tutte, la ciclistica probabilmente più di altre, queste norme le interpreta a proprio uso e consumo ed il fatto, ai miei occhi, è gravissimo. Ancor più grave che nessuno intervenga. Personalmente su questo sito che molti ritengono di riferimento per gli appassionati, auspico più interventi di questo genere, essere informati correttamente è la prima regola per poter avere un’opinione. Più paladini dell’informazione e meno tifosi della disinformazione.

faustino
4 luglio 2026 16:55 Nuovofans
Anche io sono un assiduo lettore del sito ed appassionato di ciclismo come lei e proprio per questo mi pongo una semplice domanda, ma semplice davvero: "Ma qualcuna delle nefandezze regolamentari denunciate negli anni a tutti i massimi livelli dei governi sportivi e non (basta leggere gli hashtag o i tag in ogni suo post) dal sig. Francini è mai stata condannata da un tribunale sportivo o non??" Ecco forse mi viene da pensare che non sia davvero l'unico depositario del verbo... Anzi !

Francini ma cosa dici?
4 luglio 2026 17:33 Libertas
Francini, basta davvero. Il dissenso è legittimo, ma continuare a riproporre insinuazioni e polemiche personali non aiuta il ciclismo italiano. Cordiano Dagnoni è stato eletto democraticamente dagli aventi diritto e il suo mandato va giudicato sui risultati, non su continue illazioni o ricostruzioni prive di riscontri oggettivi.

In questi anni la Federazione ha dimostrato di saper lavorare, di creare rapporti istituzionali e di cercare nuove opportunità per tutto il movimento. È giusto confrontarsi, ma trasformare ogni iniziativa in un pretesto per attaccare il Presidente finisce solo per alimentare divisioni. Se qualcuno ha proposte concrete le presenti nelle sedi opportune; se invece l’obiettivo è soltanto cercare visibilità mettendo costantemente Dagnoni in cattiva luce, allora è davvero ora di dire basta. Il ciclismo italiano ha bisogno di unità, non di polemiche infinite.

Francini Basta!!
4 luglio 2026 21:14 umbertomaserati
Credo che il solito polemico strillone Angelo Francini,
“alzatore violento di toni”, argomentatore del nulla sul nulla, autoproclamatore di fantomatiche competenze giuridiche, portavoce a
corrente alternata di tutti coloro che sono stati “trombati” a vario titolo nel e dal mondo del ciclismo per non aver mai lasciato traccia del proprio operato e ancor peggio essere stati incapaci di portare risultati nei compiti che gli erano stati assegnati e……tanto altro, abbia ormai davvero stufato!!! Da anni ci inonda di stupidaggini di ogni sorta mai riscontrati da fatti e
nei fatti, da anni ogni Istituzione a cui si rivolge per segnalare le proprie strampalate tesi e insultare il malcapitato di turno, lo sconfessano respingendo al mittente ogni fandonia
proposta (peraltro si rivolge sempre ai rappresentati delle Istituzioni come se fossero suoi vecchi amici). C'è un sostanzioso curriculum che lo riguarda di profilo disciplinare, di querele e altro che lo testimoniano. La verità è una sola: Il signor Francini cerca solo disperatamente di
farsi notare e di far sapere al mondo che esiste. Il nostro Paese si fonda in ogni sua espressione, sempre e comunque, su solidi principi di democrazia. Se ne deve fare una ragione. Il popolo del ciclismo ha scelto il Presidente Dagnoni per ciò che ha fatto e per ciò che la gente si aspetta che farà, affidando a lui e all’attuale Consiglio Federale questo delicato compito. Rispetti per una volta la volontà espressa democraticamente e la smetta di riempirci le orecchie di fesserie
nel vano tentativo di attuare anche il vecchio “dividi et impera”. Troppo puerili i suoi sforzi, come lo sono quelli di coloro che a turno lo utilizzano cinicamente. Ti preghiamo di smetterla Angelo, basta!

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