Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Angelo Francini rivolto al direttore Stagi doppo la pubblicazione dell'articolo "Se la Lega Calcio arriva ad aiutare la Federcalcio" pubblicato ieri.
Caro Pier
ancora una volta fai una lettura che, da uno che ha la tua esperienza, non mi sarei aspettato: francamente, te lo dico con l’amicizia e la franchezza che vi è fra di noi da oltre quarant’anni, faccio fatica a capire le posizioni quando scrivi di Cordiano Dagnoni. Malagò è vero che ha chiesto aiuto finanziario alla Lega di serie A per la Nazionale maggiore: ma questa richiesta è indirizzata direttamente ai club di A, attraverso la Lega che li rappresenta, e l’intervento richiesto non è rivolto alle casse della Lega A. Quindi una situazione, quella del calcio, istituzionalmente diversa da quella della FCI: nel calcio le Leghe sono organismi autonomi, formati da TUTTE le società che partecipano ai campionati che ogni Lega gestisce, con funzioni ampiamente stabilite nello Statuto e nelle NOIF FIGC e con dirigenti tesserati come dirigenti federali alla FIGC.
La Lega ciclismo non è un Organo della FCI, ma è una associazione privata che deve affiliarsi alla FCI, e le sue funzioni non sono contemplate nello Statuto FCI, ma sono rimandate ad una convenzione firmata tra FCI e Lega Ciclismo. Ora tutte le funzioni che la Lega Ciclismo attua, sono contenute nel suo Statuto, approvato dalla FCI, e nella convenzione firmata con la FCI: quindi, caro Pier, come fai a difendere e sostenere le posizioni del presidente federale nella constatazione che nessuno lo abbia obbligato a firmare con la Lega i due documenti sopra indicati: con tutte le “assurde concessioni” che contengono, contrarie allo Statuto FCI. Senza dimenticare che la Lega Ciclismo non è un Organo FCI, non è affiliata alla FCI, non ha i propri dirigenti tesserati alla FCI: ossia la FCI ha approvato lo Statuto e firmato la convenzione con chi ed in base a quali poteri: NESSUNO e l’errore sarebbe della Lega Ciclismo?
Una piccola info: nell’ultima Assemblea nazionale elettiva era intenzione del Segretario generale candidarsi alla Presidenza: non avvenne a causa del non possesso di un requisito statutario, che ora sta tentando di far sparire nella proposta federale per il nuovo Statuto, e spostò su Dagnoni il “suo pacchetto elettorale” raccolto dal suo proconsole: come lo stesso sovente riconosce pubblicamente al Segretario ringraziandolo per la sua rielezione. Da quel momento la FCI ha un presidente eletto controfigura del presidente reale.
Angelo Francini
Ed ecco la replica del direttore
Caro Angelo,
grazie per il tuo intervento, sempre preciso e puntuale, che però va nella direzione rigorosa dei regolamenti, che è tuo territorio naturale. Scusami se sono molto spiccio, ma non voglio tediare i tanti appassionati di ciclismo che da anni ci seguono e non sono assolutamente appassionati di codici, codicilli, disposizioni e convenzioni. Mi limito solo a dire che nel mio intervento di ieri auspicavo in un intervento politico, che nulla ha a che fare con questioni statutarie. La chiosa del mio pezzo è esplicativa: «Non è necessario aprire i cordoni della borsa, ma è sufficiente farsi aprire qualche porta: magari di Sport & Salute». Quindi, la Lega ciclismo non deve toccare un solo euro di quello che ha in cassa, se vuole il presidente Pella ha gli strumenti, le conoscenze e le amicizie necessarie per tirare una volata alla Federazione e questo non è contemplato dallo Statuto, ma dalla politica.
Con amicizia, Pier