DYGERT FERMATA DALLA SINDROME RED-S: «HO PERSO MOTIVAZIONE, ENTUSIASMO E 9 CHILI. UN VERO CEDIMENTO FISICO»

DONNE | 24/06/2026 | 08:15
di Luca Galimberti

Per Chloé Dygert il 2026 non è decisamente un anno fortunato. La statunitense aveva aperto la sua sesta stagione alla Canyon//Sram piazzandosi dodicesima nella tappa inaugurale del Tour Down Under a cui hanno fatto seguito – solamente – altre cinque giornate di corsa, tre delle quali finite prima del traguardo.


Il 12 aprile scorso la partecipazione alla Paris-Roubaix Femmes, finita anzitempo a causa di una caduta, che ad oggi è l’ultima gara a cui Dygert ha messo il numero sulla schiena. Il recupero, gli esami e  le visite mediche, il tentativo di riprendere gli allenamenti a maggio e poi un nuovo stop. Ma cosa sta succedendo alla due volte iridata della cronometro? La domanda ce la siamo fatti in molti.


La risposta è arrivata, nelle scorse ore, direttamente dalla 29enne nativa di Brownsburg che ha reso noto di soffrire di sindrome  RED-S (Deficit Energetico Relativo nello Sport, ndr).

Chloé ha raccontato tutto in due lunghi post sui propri profili social: «Ho perso il ciclo mestruale 8 mesi fa. Ho preso 9 kg. Ho perso la mia motivazione, il mio entusiasmo e il desiderio per le cose a cui tengo. Vado a pranzo e torno a casa con il bisogno di sdraiarmi. Faccio una passeggiata e poi passo il resto della giornata sul divano. Quando ho ripreso ad allenarmi, e ho fatto un’uscita in bici di un’ora, mi sono presa il virus Coxsackie».

Dygert, che nel suo palmares può vantare anche il titolo olimpico nell’Inseguimento a Squadre e diversi titoli mondiali su pista e due campionati statunitensi a cronometro, ha aggiunto: «Ho affrontato la fatica per anni nella mia carriera, pensando sempre che fosse dovuta al continuo dover ripartire, quindi non credevo che questa volta fosse diverso. Finché non sono comparsi segnali di un vero e proprio cedimento fisico. Più dei soliti infortuni. Segnali di problemi inspiegabili che normalmente sono controllabili. Comportamenti insoliti. Tutte cose che ho ignorato perché pensavo che, se avessi resistito, ce l’avrei fatta».

Poi qualcosa è cambiato: «Prima della Roubaix il dottore della squadra mi ha preso in disparte e mi ha detto che c’era qualcosa che non andava, bisognava indagare per capire cosa fosse. I dirigenti della squadra mi hanno detto la stessa cosa. Non ero più io, la mia personalità, la mia energia, il mio modo di pensare e di agire erano cambiati. Poi la caduta, altro tempo senza bici e finalmente il percorso che ha portato a rivelare ciò che mi stava succedendo».

L’atleta classe 1997 non ha nascosto di aver dovuto gestire incertezze e paure relativamente ai tempi di recupero e in chiusura del suo messaggio scrive: «…Com’è possibile che una sola persona abbia attraversato tutto questo e continui comunque ad andare avanti? 11 stagioni e nemmeno una senza interruzioni…. La risposta è semplice: è l’unico modo che conosco».


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COMMENTI
Anche noi "tifosi"
24 giugno 2026 09:40 noel
abbiamo la nostra parte di responsabilità, specialmente tramite i vari social, nel provocare queste situazioni 😮‍💨👎

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