TOUR DE SUISSE. POGACAR: «HO VINTO CON UN ATTACCO NON PROGRAMMATO, HO PIACEVOLI RICORDI SU QUESTE STRADE»

PROFESSIONISTI | 17/06/2026 | 18:30
di Giorgia Monguzzi

Ormai quando Tadej Pogacar è in corsa sembra non esserci spazio per nessun altro. Lo sloveno è ritornato alle corse dopo circa un mese e mezzo di stacco ed ha ricominciato nello stesso modo con cui si era interrotto ovvero vincendo. Se qualcuno poteva avere qualche dubbio sulla condizione del campione del mondo, ecco che lui ha messo subito le cose in chiaro facendo delle vere e proprie prove generali per il Tour de France.


In piazza Garibaldi a Sondrio il suo attacco è stato accolto con un vero e proprio boato, mancavano ancora 70 km al traguardo, ma in tanti erano già giunti numerosi per accaparrarsi il posto migliore. Quella che sembra una mossa perfetta in realtà non era per nulla programmata ma, come rivela il campione del mondo, perché non approfittarne per lasciare ancora una volta il segno.  « Sinceramente non era questo il piano della giornata, certo volevamo vincere, ma non farlo in questo modo. L’idea era di attaccare sull’ultima salita, ma un po’ anche senza volerlo abbiamo anticipato i tempi. L’obiettivo era guadagnare dei secondi di abbuono al traguardo volante, i miei compagni hanno alzato il ritmo per riuscire a stare davanti, ma ad un certo punto ci siamo girati e ci siamo accorti che non c’era più nessuno, a quel punto ho tirato dritto. - spiega Tadej analizzando la gara- in qualche modo abbiamo fatto un vero e proprio di squadra perché nel gruppo inseguitore alle mie spalle c’erano tre miei compagni che logicamente non davano il cambio e questo mi ha sicuramente favorito. Credo che per gli altri sia stato un po’ demoralizzante ritrovarsi con i compagni di squadra della persona che era in testa alla corsa»


C’è chi si esalta ad ogni vittoria di Tadej Pogacar, c’è chi dice che rende noioso il ciclismo, fatto sta che il campione del mondo ci prende sempre più gusto e ormai vive sull’onda di quel successo che l’ha reso il più forte del gruppo. «E’ stata una bella prima volta  al Tour de Suisse e sicuramente sarà un ricordo speciale. Sia ieri che oggi c’erano tantissime persone che urlavano il mio nome e ne sono sempre stupito, più che altri tutti si aspettano qualcosa di nuovo da me, ma io corro semplicemente in bici. Io non ho mai pensato di raggiungere questo livello, volevo solo correre in bici ed essere al via del Tour de France, e invece mi sono ritrovato ad avere una popolarità che spesso non sono in grado di gestire. E’ sicuramente bellissimo avere così tanti tifosi, ma tante volte è estremamente difficile, ci sono dei pro e dei contro, ma credo che tutto questo faccia parte del gioco. » spiega Tadej sottolineando come in realtà la fama abbia una sempre doppia faccia. Ieri alla presentazione è servito un vero e proprio cordone umano per controllare la folla che voleva avvicinarlo e oggi dopo l’arrivo l’euforia generale era alle stelle.

Tadej non sta proprio lasciando nulla al caso, nei giorni scorsi molti l’hanno visto allenarsi con la bici da crono e la stessa era presente nel defaticamento dopo il traguardo. «Sono venuto in Svizzera per testarmi in vista del Tour, non nascondo che il mio obiettivo qui era capire come stessi e posso dire di stare piuttosto bene.  Quest’anno sarà fondamentale approcciare la Gran Boucle  nel modo giusto, se negli anni scorsi si poteva raggiungere la condizione poco alla volta, questa volta la corsa si deciderà già nei primi giorni e bisogna essere pront

Questa mattina, prima della gara maschile Tadej non si è perso la corsa femminile dove la sua compagna Urska Zgart ha provato ad andare all’attacco proprio su una delle salite di giornata affrontate anche dalla prova degli uomini. Il campione del mondo l’ha seguita a distanza con molta attenzione e ha rivelato anche un particolare che lo lega a questi luoghi. «Oggi Urska è stata veramente fortissima e credo abbia fatto un’ottima prova. Sono strade che conoscevo e in particolare la penultima discesa di giornata mi ha portato alla mente dei piacevoli ricordi: credo nel 2019 al Giro donne c’era una cronometro su questa salita e io sono venuto con degli amici per supportare Urska. È stato piuttosto strano perché l’ho seguito per tutta la cronometro con la mia macchina personale, credo non mi sia mai successa una roba del genere. »


Copyright © TBW
COMMENTI
Le parole di Pogacar vanno interpretate!
18 giugno 2026 12:48 Gnikke
La prima tappa del Tour, la cronosquadre, anche in virtù di quanto successo al recente Delfinato e nonostante il fatto che i tempi verranno presi sui singoli, crea più di una preoccupazione a Pogi e alla UAE! Ecco il motivo del frequente uso della bici da crono ed ecco il motivo dell’assolo di ieri: un vero e proprio test in ottica Tour sia per la prima tappa (dove è probabile che Evenepoel e Vingegaard facciano meglio di lui), ma soprattutto per la seconda che presenta un finale molto simile a quello di Sondrio! Per questo non credo che l’azione di Sondrio sia stata fatta per caso!!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Cinque giorni di tappe spettacolari e di classifica rimasta in bilico sul filo dei secondi con quattro diverse maglie rosa: questa è stata la fotografia di un Giro Next Gen che da oggi però cambierà sicuramente passo e... volto. In...


“I quattro azzurri curvi sul manubrio, stretti in un gruppo, che spicca sul bianco del cemento, in breve sono completamente lanciati e iniziano la loro offensiva. E’ in testa Gaioni che impone una severa andatura; pedalata elastica; nessuna impressione...


La puntata di Velò andata in onda giovedì sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di grande ciclismo, di Giro Next Gen in arrivo in Abruzzo e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini. Marco cannone e Donatello Di Prinzio. Come sempre...


Sono un affezionato ciclista che da quasi 25 anni pedala su bici De Rosa. Ho avuto la fortuna di conoscere Ugo, il fondatore dell'azienda, che in ogni occasione trasmetteva a noi appassionati la gioia di possedere una sua bicicletta. I...


Ci sono frasi che, nel ciclismo, valgono più di una tabella di potenza. Sjoerd Bax, ex compagno di squadra di Tadej Pogačar alla UAE, ne ha consegnata una che merita di essere letta con attenzione: un allenatore dello sloveno può...


Ole Ritter, icona del ciclismo danese, ha organizzato una cena nella sua abitazione di Copenaghen assieme ad una quindicina di amici per celebrare il primo storico successo del ciclismo danese al Giro d' Italia ottenuto con Jonas Vingegaard. Una cena alla...


Matteo Bianchi è cresciuto e maturato sulle strade di Laives, le stesse che, tra poco più di due settimane, saranno teatro dei Campionati Italiani Esordienti e Allievi 2026 di ciclismo su strada. Il forte atleta classe 2001, punto di riferimento...


Una trentina di ex ciclisti nati negli Anni 66 e 67 che hanno militato nei professionisti, dove qualcuno è stato brillante protagonista e vittorioso, oppure si è fermato alla categoria dilettanti, si ritroveranno sabato sera al “Barco Reale” di Carmignano...


Un'altra tragedia della strada, un altro ciclista che perde la vita. E questa volta fa ancora più male perché parliamo di un ragazzino. Non ce l'ha fatta, purtroppo, il ragazzino di 11 anni che poco dopo le 14 era stato investito...


Romain Gregoire vince la seconda tappa del Tour de Suisse, la Locarno-Locarno di 157, 7 km ed è una giornata da ricordare per la Groupama FDJ United, già a segno con Gruel alla Route d'Occitanie. Il francese ha regolato allo sprint...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra