GP CAPODARCO. SPINOZZI DICE ADDIO: «SENZA GAZZOLI, NON È PIÙ LA STESSA COSA...»

DILETTANTI | 11/06/2026 | 08:00
di Guido La Marca

Dopo Gaetano Gazzoli, scomparso un anno fa, il Gran Premio Capodarco perde la sua seconda colonna. Adriano Spinozzi ha infatti deciso di fare una scelta di campo precisa: «Annuncio le mie dimissioni irrevocabili da organizzatore del Gran Premio di Capodarco, senza Gaetano non è più lo stesso…». 


Non è una sorpresa, Spinozzi a questa decisione pensava già da un po’: la perdita di quello che era un fratello oltre che un amico, il feeling mai raggiunto con la famiglia Gazzoli che ha raccolto l'eredità di Gaetano... ecco i motivi di un addio annunciato a poco più di due mesi dall'edizione numero 54 di una delle corse più amate del ciclismo giovanile in Italia.


“Da oltre trent’anni collaboravo attivamente per la realizzazione del Gran Premio di Capodarco Comunità di Capodarco, occupandomi della parte tecnica della gara. Da quando è mancato Gaetano, qualcosa è cambiato. Lui era sempre pronto a condividere ogni idea, mi gratificava moralmente e si fidava ciecamente di me che ero il suo referente di tutto ciò che ruotava attorno alla corsa. Nel concreto, contattavo ogni squadra italiana e straniera, curavo i rapporti con le federazioni e gli enti locali, questura, prefettura, vigili urbani di Porto San Giorgio e Fermo, uffici comunali, mi occupavo di sponsor e gestivo tutti i volontari. Ma ora preferisco lasciare. Non sento più quell’entusiasmo che anche Gaetano alimentava. E’ una decisione sofferta che non avrei mai voluto prendere, ma che considero inevitabile vista la mancanza di trasparenza nella gestione societaria e nell’organizzazione finanziaria della gara». 

E ancora: «Il mio è un atto d’amore verso chi ha sempre creduto in me, in primis lo stesso Gaetano Gazzoli. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno supportato, la mia famiglia che di sacrifici ne ha fatti più di me, gli amici che continuano a starmi vicino. Continuerò a svolgere le mie attività nel mondo del ciclismo e ringrazio infine la Comunità di Capodarco e Don Vinicio Albanesi. La corsa è stata sempre legata alla Comunità per valorizzare quei valori umani e di solidarietà. Ed io da quasi trent’anni continuo a svolgere le mie mansioni dedicandomi all’accoglienza delle persone più fragili».


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COMMENTI
Un po di riflessione.
11 giugno 2026 10:54 Farnese
Sarebbe bello che tutti riflettessero su quello che sarebbe oggi il pensiero del fondatore.
Per costruire occorrono decenni ma, per distruggere, basta pochissimo!

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