L'ORA DEL PASTO. LA FILOSOFIA DI TRAINI: «TIRALENTO? UNA QUESTIONE D'AMORE» - 2 / GALLERY

STORIA | 09/06/2026 | 08:20
di Marco Pastonesi


Gianni Traini non era un tiralento. La prima corsa, nel 1969, ad Ascoli. La Legnano dello zio, il casco in pelle a strisce e il tesserino falso, perché aveva 12 anni, troppo pochi per gareggiare. Gianni finì in gruppo. Ad accompagnarlo, suo padre Bruno (che nelle Marche si pronuncia Vruno), il falsario.


Se tutto - la scintilla, il fuoco, il Big Bang – cominciò con Mondo, tutto avrebbe preso forma, sostanza, senso con Gianni. Perché se Mondo si limitava a restare in casa o al bar, ad ascoltare e a discutere, o a stare davanti alla tv o eccezionalmente ai bordi della strada, Gianni si avventurava sulla bicicletta e nel ciclismo, cioè romanzi e poesie, teatro e cabaret, circo e thriller, scosse di brividi e pelle d’oca, ricordi sensoriali indelebili, visivi olfattivi tattili vocali e perfino gustativi. Quell’ambiente, quell’atmosfera, quell’aria, ma anche quei colori e quei tessuti, quegli odori e quelle parole, quelle borracce e quei panini. Non se li sarebbe più dimenticati.

Mentalmente – spiega Gianni Traini – sono rimasto negli anni Settanta”. Gli anni di Felice Gimondi ed Eddy Merckx, della Scic e della Brooklyn, dei capitani e dei gregari, dei cappellini alla belga e delle banane nelle tasche. “Sono rimasto ai messaggi di fumo, ai passaparola, alle comitive. Sono rimasto anche alle corse il giorno del santo patrono, ai giornali gratis sui frigoriferi dei bar, al Giro d’Italia con i tappi. Sono rimasto al ‘Processo alla tappa’ di Sergio Zavoli, alle Tre Cime di Lavaredo con Giancarlo Polidori divorato dal Cannibale Merckx al Giro del 1968, al Carpegna scalato a piedi al Giro del 1974”.

Finché nel 2017, forse annunciato da un invisibile messaggio di fumo o da un silenzioso passaparola di desideri, il sogno divenne progetto, e subito creazione, lavoro, opera. Maglie, pantaloncini, completini, caschi, scarpe, maglioni da allenamento, tute, berretti, accessori. Quelli di una volta. Fatti come una volta. Tali e quali. Un viaggio nel tempo, in una macchina del tempo. Il nome? Facile, semplice, immediato: Tiralento.

Le maglie – spiega Traini – oggi sono irriconoscibili, indistinguibili, allora erano bandiere, simboli, icone. La più complicata? Quella della Brooklyn, composta da tre pezzi, in gabardine. La più richiesta? Quella della Molteni, ma anche quella della nazionale del Belgio. Quella cui sono più affezionato? Quelle di Francesco Moser”. E oggi, più che un catalogo delle maglie, sembra un album di famiglia. “Per i pantaloncini – continua Traini -, per avere lo stesso effetto, sono dovuto andare a reperire la lana cotta che non esiste più. Per le scarpe, per avere la stessa morbidezza, ho dovuto trovare le macchine antiche, salvandole da rottamazioni o recuperandole da svendite, e poi con il prezioso aiuto di Massimo, cugino di parentela e fratello di passione, calzolaio di antica tradizione che queste macchine conosceva e su cui aveva lavorato, scovare chi queste macchine sapesse aggiustare o ricordare come fosse fatto un pezzo mancante”.

Tanta ricerca, ma anche tanta passione, è stata capita qua e là, un po’ dovunque, Giappone, Taiwan, Stati Uniti… “Se volete risparmiare, avverto i miei clienti, non venite da me. Ma se cercate qualità, identità, rispetto della tradizione, coerenza stilistica dalla testa ai piedi, allora affidatevi a Tiralento. Qui si fa tutto a regola d’arte e mestiere, senza inseguire numeri”. Si chiama Tiralento, non Tiratanto o Tirapresto o Tiratardi (e se fosse un corridore, forse sarebbe… Tiralongo). L’agilità di oggi con i profumi di ieri. Tant’è che per consultare le collezioni, magari ci si arriva con il passaparola, ma poi si può studiare tutto sul sito Internet: www.tiralento.it.

(fine della seconda puntata – continua)

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Jacopo Vendramin si prende il titolo iridato nella Eliminazione juniores ai Mondiali su pista di Heusden Zolder, firmando una prova di grande freddezza tattica. L’azzurro di Marghera, portacolori della Industrial Forniture Moro C&G Capital, ha gestito ogni fase con controllo...


E’ arrivato l’ultimo applauso per Julian Alaphilippe. Loulou ha scelto di scendere dalla bici e con quelle parole che solo i grandi campioni sanno dire, ha deciso di salutare il mondo del ciclismo: «Mi ritiro con immensa gratitudine» Ci sono...


Quasi dieci mesi dopo l'ultima volta, Sofie van Rooijen torna ad alzare le braccia al cielo. La velocista olandese di UAE Team L'IMAD ha conquistato oggi la Konvert Kortrijk Koerse, in Belgio, imponendosi con grande forza nello sprint finale. La...


Sulle strade del Giro delle Fiandre fa festa un fiammingo: Jenno Berckmoes ha vinto la terza tappa del Renewi Tour 2026 con arrivo a Geraardsbergen. Il corridore della Lotto Intermarché aveva attaccato sul Muur assieme ad Alec Segaert (Bahrain Victorious),...


L’olandese Keije Solen ha conquistato la seconda tappa del Tour de l’Avenir, la Nogent‑le‑Rotrou – Amboise di 116 chilometri, completando la doppietta per la Lotto Group Wanty dopo il successo inaugurale di Driesen. In uno sprint molto serrato, Solen ha...


Sprint vincente di Alessio Magagnotti al termine dei 197 chilometri della Schwäbisch Hall / Offenbach an der Queich, seconda tappa del Deutschland Tour. Il 19enne trentino della Red Bull - BORA - hansgrohe ha concluso a braccia alzate una appassionante lotta...


La Decathlon CMA CGM fa ancora la voce grossa al Tour du Limousin-Périgord 2026, con Noa Isidore che ci ha preso gusto e ha centrato la seconda vittoria della sua corsa e della sua carriera sul traguardo di Limoges. Il...


Kim le Court Pienaar ha vinto la terza tappa del Tour of Britain Women, è bastato un attacco a 3 km dal traguardo per diventare imprendibile. L'atleta delle Mauritius aveva cerchiato la frazione di 104, 7 da Mold a Great...


Primoz Roglic sarà al via della Vuelta a España. Domani lo sloveno prenderà posto sulla rampa di partenza di Monaco per affrontare l'ultimo Grande Giro della stagione, ma questa volta senza l'obbligo di inseguire il quinto successo. Dopo quattro trionfi...


Per la Locomodora del Carchi questa sarà la settima Vuelta a España, e la correrà con una voglia di attaccare che non è mai venuta meno e quella capacità, quasi unica, di trasformare una giornata qualunque in un momento da...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra