UN GIRO DI TWEET. I SEGRETI DI VINGO, LE MAGLIE DI MAGNIER E QUEL COTONE SUL LASTRICATO

GIRO D'ITALIA | 31/05/2026 | 16:04
di Angelo Costa

Altri segnali di confusione fra il Giro maschile e quello femminile: alcuni corridori a Roma si sono trovati nel sacchetto del rifornimento cipria e rossetto


«Per scalare la Maiella serve il nostro olio» (Alessandro ‘Spillo’ Altobelli, ex calciatore dell’Inter e della Nazionale, come sportivo fornisce preziosi consigli sull’alimentazione).


Smentito dai rispettivi team che Gall e Leknessund, otto volte secondi in due, siano stati contattati da un grande ristorante italiano per occuparsi di arrosti e bolliti.

Non sorprende che Alessandro Fabretti, conduttore del Processo, sia definito team leader anziché caposquadra: è noto che in Rai sia frequente parlare un’altra lingua.

Trovata soltanto all’ultimo giorno sul grande raccordo anulare la strategia per bloccare Vingegaard: non potendo attaccarlo, bastava organizzare un megaingorgo prima del via.

Scoperto il motivo per cui ci sono team che cenano e fanno colazione sui loro van attrezzati a cucina: è il modo migliore per studiare come cucinare i rivali ed evitare le cotte.

Problemi per gli stranieri al debutto in Italia: nel vedersi servire al ristorante un piatto di spaghetti, hanno pensato che fosse una versione impegnativa dello Shangai.

«Lopez in discesa non è un drago sputafuoco» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, per accontentare l’eterno bambino che c’è in ognuno di noi ricorre ai cartoni animati).

Ciccone tiene a precisare che il Babbo Natale notato a bordo strada nelle tappe di montagna non ha nulla a che vedere con quel tizio che ha vinto su cinque arrivi in salita.

«Quando perdi le ruote, poi fai una gran fatica a ritrovarle» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, segnala che anche nel ciclismo è importante tenere le cose in ordine).

Vingegaard smentisce che la frase «Il Giro è sempre imprevedibile» sia dovuta al fatto che per tre settimane ha sentito Garzelli in tv.

Preoccupazione nei corridori in occasione della partenza dal Paper District di Porcari: non hanno capito cosa intendessero i tecnici dicendo che davano loro carta bianca.

Nuova prova a sostegno della tesi che il Giro non è poi così distante dal Tour: nelle giornate di grande calura, anche il seguito ufficiale suda come in Francia.

«Il giudice fischia, suona, sbraita, forse un po’ esagera» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, dà una spiegazione di cosa si intenda per corsa animata).

Nuovi problemi sindacali nella tappa di Roma: prima del via i corridori hanno chiesto all’organizzazione di riempire gli spazi nel lastricato con cotone idrofilo.

«Oggi cercheremo Magnier con la maglia della sua squadra» (Stefano Garzelli, commentatore Rai, rivela che a volte i corridori si camuffano indossando maglie di altri team).

Rivelato da un meccanico della Visma un retroscena su Vingegaard: l’unica pressione che ha preoccupato il danese in queste tre settimane è stata quella delle gomme.

Precisazione dei tifosi del Torino: lo striscione ‘Cairo vattene’ si riferisce al club granata e non va considerato come un invito a organizzare altre partenze del Giro all’estero.  

Spiegato il motivo del taglio alla mohicana esibito al Giro da molti corridori: curiosamente sono gli stessi che per tre settimane sono riusciti a fare gli indiani.

«Si è fermato urlando silenziosamente» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, rivela che durante il suo lavoro ricorre a esercizi di yoga).

 


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COMMENTI
Telecronisti
1 giugno 2026 07:26 andy48
Ci sarebbe da dire molto sui telecronisti. A quelli della RAI ci ha pensato Costa. Su Eurosport/Discovery aggiungo qualcosa io: in due parole, Magrini mi ha stufato con i suoi continui bisticci e attacchi contro Belli, per lo piu' insulsi e anche cattivi. Solo che poi passi alla RAI e trovi quello che trovi. Unica soluzione: usare il silenziatore....

Circo
1 giugno 2026 12:57 Craven
Quella di babbo Natale un tocco di classe, eh sì la maglia azzurra è stata un cadeau, anche se tutti hanno cercato di non dirlo. Sui telecronisti, opinionisti, motocronachisti, stendiamo un velo pietoso, sono in 5 a intervenire ma è come se non ci fossero. Su Magrini è la dimostrazione di quanto si preferiscano i cabaret a parlare di ciclismo, non serve aggiungere altro.

Craven
1 giugno 2026 13:37 Eli2001
grazie per averci dato anche oggi pillole della tua saggezza

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