L'ORA DEL PASTO. «SE MORO ME SARVO» E LA STORIA DI SANDRO SCACCIA. GALLERY

LIBRI | 25/04/2026 | 08:12
di Marco Pastonesi

Una bufera di neve, una tempesta di ghiaccio. Le montagne invisibili, la strada impraticabile. Le gambe avorio, le mani insensibili. E la discesa. Manca una quindicina di chilometri all’arrivo: quella discesa è una tortura, un martirio. Ed ecco un pensiero, come una disperata speranza: se moro – si rivolge a sé stesso – me sarvo. Se muoio, mi salvo.


E’ il 5 giugno 1988, il Giro d’Italia, la tappa da Chiesa Valmalenco a Bormio, la tappa del Gavia. Quel corridore che, se muore, si salva, è Pino Petito, viene da Civitavecchia, ha 28 anni, è al suo ottavo anno da professionista, gareggia per la Gis Gelati ed è l’allievo prediletto di Sandro Scaccia. Il pensiero di quel “folle ma soave momento”, “tale è la sofferenza in quel momento che il pensiero della morte diviene dolce e consolatorio”, sono sue, ma probabilmente anche del suo maestro, quello che lo ha “cresciuto” nella sua “bottega”. Non dovrà morire, Petito, per sopravvivere. Ma fare come sempre: stringere i denti. E pedalare.


“Se moro me sarvo” è il titolo di un libriccino voluto da Francesco Scaccia, figlio di Sandro, scritto da Marco Milano e pubblicato nel 2015 (84 pagine, nessuna indicazione di prezzo). La storia di Sandro Scaccia, o come da sottotitolo “Storia e storie di Sandro Scaccia, di ciclismo, di vita, e di grandi uomini e grandi imprese”. Una storia novecentesca e rotonda, ricomposta con affetto e rispetto, da leggere e ascoltare, da immaginare e anche da inspirare, l’odore dell’olio e del grasso, delle gomme e delle catene, a suo modo una camera d’aria che sa di biciclette e passioni.

Gli Scaccia che dalle Marche erano emigrati nel Lazio e che ad Allumiere si occupavano di bestiame. Lui, Sandro, che aveva nove anni quando il padre, Francesco, gli affidò il compito di portare una cavallina da Allumiere a Orbetello, partì all’alba, arrivò nel pomeriggio, missione compiuta. Gli Scaccia che da Allumiere si trasferirono a Civitavecchia e gestivano una macelleria, prima che la Seconda guerra mondiale radesse al suolo la città e le esistenze. Lui, Sandro, che aveva già cominciato ad andare in bicicletta, prima a spasso, poi in gara. Lui, Sandro, che dopo la guerra ricominciò a vivere sognando e aprendo una bottega di meccanico per bici, con l’aiuto di un amico e il sostegno del padre, e che ricominciò a correre, stavolta con una maglietta della Mater, usata e rattoppata. Lui, Sandro, che quando aveva bisogno di un pezzo di ricambio saltava sulla bici e andava a Roma, da Lazzaretti o da Chiappini, 80 chilometri ad andare e 80 a tornare. Lui, Sandro, che nei primi anni Cinquanta traslocò la bottega in via Baccelli al civico 18, la stessa – riveduta e corretta – dove ancora adesso Francesco, figlio di Sandro, conduce un negozio in cui si vendono e si riparano biciclette. E dove si tramandano storie di corse e corridori.

Quella volta che Sandro convinse il suo compagno di scuola Antonio Pizzabiocca a diventare socio, poi lo mandò alla Torpado di Torino per specializzarsi nella tornitura. Quella volta che Sandro si recò a Milano, al Vigorelli, da Faliero Masi, per chiedergli di costruirgli un telaio per il nipote, e Masi replicò: “Di dove siete? Di Civitavecchia? E venite da me per un telaio, quando laggiù avete Pizzabiocca, il miglior telaista di Roma?”. Quelle volte che Bartali e Coppi, Magni e Bobet andavano dalle parti di Civitavecchia e si affidavano a Scaccia. Quella volta che proprio Louison Bobet volle Scaccia con sé come meccanico al Giro di Sardegna nel 1958 e 1959, e Sandro gli mise a disposizione anche la propria auto come ammiraglia. “Quando si imbarcarono al porto di Civitavecchia i corridori francesi scoppiarono tutti a ridere perché nel caricare la macchina a bordo il fondo dell’auto si era palesato e si era scoperto che erano stati usati dei pannelli pubblicitari di alluminio per sigillare il fondo”. Quella volta che Sandro preparò la bici per Fausto Coppi, era il novembre 1954, e il Campionissimo gareggiava in una riunione a Civitavecchia su una pista in terra battuta. Quella volta che Sandro, attività prevalentemente in pista, si laureò campione regionale negli stayer e fu terzo ai campionati italiani, Quella volta che Sandro disputò un omnium al velodromo di Roma e nella prova dietro motori batté tutti, anche professionisti (ma non specialisti) come Livio Trapè e Vito Taccone. E Marcello Mealli, l’organizzatore, un po’ scherzando e un po’ no, gli disse che non lo avrebbe più invitato. E nessuno sapeva che, per partecipare a quella prova, Sandro si era svegliato alle sei di mattina e a Roma era andato in bici.


Copyright © TBW
COMMENTI
Ma il complimento
25 aprile 2026 12:55 canepari
più bello a Sandro Scaccia lo fa il “vecchio gregario ” Sivano Ciampi (arrivato quinto in classifica finale) che più volte raccontò di averlo avuto per sorteggio come guidatore della moto / allenatore nella ROMA NAPOLI ROMA del 1961. “Dopo un primo momento di apprensione perché non conoscevo il mio “allenatore”, mi resi ben presto conto di essermi agganciato alla lambretta guidata magistralmente da un uomo che SAPEVA COSA VOLEVA DIRE PEDALARE” e se lo dice Ciampi…

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tour de France Femmes 2026 inizia nel segno di Lorena Wiebes. La fuoriclasse olandese della SD Worx-Protime ha conquistato la prima tappa della Grande Boucle con un'altra dimostrazione di forza, imponendosi sul traguardo di Losanna e indossando così la...


Lorena Wiebes voleva la gialla a tutti i costi e la fuoriclasse olandese ha rispettato in pieno tutti i pronostici bruciando le avversarie sulla salita che portava al traguardo della prima tappa del Tour de France Femmes. Su un arrivo...


I Campionati Italiani a cronometro a squadre di Codroipo si chiudono con il successo della General Store Essegibi F.lli Curia, che conquista il titolo Under 23 al termine di una prova solida e ben orchestrata. Il quartetto veneto composto da...


Al quarto giorno di gara al PostNord Tour of Denmark arriva la prima vittoria non griffata da Wout van Aert e dalla Visma Lease a Bike. A conquistare infatti la quarta frazione della breve corsa a tappe scandinava, la Rudkøbing-Faaborg di...


La Vangi Tommasini Il Pirata firma il secondo titolo di giornata ai tricolori cronosquadre di Codroipo, completando un doppio successo che conferma la solidità del progetto tecnico del team. Dopo la vittoria delle donne allieve, tocca agli juniores salire sul...


Dopo il Giro del Medio Brenta e il Gp città di Empoli, Davide De Cassan mette in bacheca anche la 44sima Zanè-Monte cengio per dilettanti. Il veronese della General Store Essegibi F.lli Curia vince per distacco la prova anticipando di...


Uno, due, tre e quattro. Nemmeno una foratura ha impedito la naturale conclusione, ovvero il favorito a braccia alzate sul traguardo: Remco Evenepoel trionfa nella Classica di San Sebastian 2026 ed entra nella storia, mai nessuno aveva trionfato per quattro...


Finale emozionate nella Calanhel / Gourin, seconda tappa della Kreiz Breizh Elites disputata sulla distanza complessiva di 200 chilometri e caratterizzata da un circuito conclusivo pieno di strappi. A vincere è stato il Marius Innhaug Dahl, norvegese classe 2006 della...


La Vini Fantini BePink conquista il campionato italiano cronosquadre donne élite/under 23, firmando una prova solida e ben costruita sul tracciato di Codroipo. Il quartetto lombardo composto da Elena De Laurentiis, Elisa Valtulini, Gaia Segato e Andrea Casagrande chiude i...


La BFT Burzoni VO2 Team Pink ha conquistato il titolo tricolore a cronometro a squadre della categoria juniores. In quel di Codroipo (Udine) la formazione emiliana ha ottenuto il miglior tempo in 18'39" anticipando la Biesse Carrera Zambelli di 10"...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra