EVENEPOEL. «SE SONO QUI, È PERCHÉ PENSO DI POTER VINCERE»

PROFESSIONISTI | 04/04/2026 | 08:10
di Francesca Monzone

Durante la conferenza stampa all'Hotel Monte Marcella di Ledegem, Remco Evenepoel ha parlato finalmente  del suo debutto al Giro delle Fiandre. Un debutto che era in programma da mesi, ma che lui e la sua squadra hanno fatto di tutto per mantenerlo segreto. «Desideravo correre la Ronde da molto tempo. Nella mia precedente squadra (Soudal Quick-Step, ndr), avevo chiesto per almeno tre anni di fila di poter partecipare, ma mi è sempre stato impedito – ha raccontato il belga - Quando sono arrivato in questa squadra, ho detto subito durante le varie riunioni, che volevo correre o il Giro d’Italia o il Giro delle Fiandre».


Il Giro d’Italia alla fine si è rivelato una non un'opzione, e così, a metà dicembre durante il ritiro della squadra a Maiorca, il Giro delle Fiandre è stato aggiunto al programma di Evenepoel. «L'accordo era di aspettare e vedere come sarebbe andata la stagione. Come mi sarei sentito dopo il Catalogna, per esempio. Ma in realtà, avevo già in testa che nessuno mi avrebbe fatto cambiare idea. Penso che avrei corso anche con un tempo pessimo, anche se la squadra probabilmente fosse stata un po' più titubante».


L'idea di mantenere il segreto per così tanto tempo e di annunciare la partecipazione con alcuni video a sorpresa, è stata un’idea del settore marketing della Red Bull-BORA-hansgrohe. «Se avessi lasciato la porta socchiusa, voi media l'avreste comunque interpretato come: 'sì, parteciperà'. Quindi sarebbe stato difficile gestirlo diversamente. Avrei preferito annunciarlo domenica al Catalogna, ma l'accordo era di aspettare fino a mercoledì. Il fatto che l’abbiamo fatto il 1° aprile è stata solo una coincidenza, e come ho detto è stata una decisione del settore marketing. Penso che abbia funzionato bene».

Evenepoel è alla sua prima partecipazione della corsa più importante per il Belgio e naturalmente, mira alla vittoria del Giro delle Fiandre. «È vero che per me è una novità correre su queste strade. Ma durante il periodo del Covid, venivo qui due volte a settimana per allenarmi. Quindi, in termini di conoscenza del percorso, non sono inferiore agli altri. E se non pensassi di poter vincere, non sarei seduto qui adesso. Se è realistico pensare di poter vincere contro Tadej Pogacar, Mathieu van der Poel e Wout van Aert? Bisogna crederci. In termini di capacità, penso di potermi avvicinare a loro, ma la mia inesperienza mi pone ancora un passo indietro. Fortunatamente, abbiamo una squadra forte e questo significa che abbiamo anche altre carte da giocare».

Evenepoel è apparso in ottima forma e anche il suo umore era veramente alto e riguardo alle abrasioni e contusioni riportate al Catalogna, ha voluto rassicurare tutti.  «Le ferite sono tutte guarite. Ho tolto i punti ieri sera, quindi per domenica dovrebbe andare tutto bene. Mi sento pronto per qualsiasi condizione di gara».

L’ex iridato è molto sicuro di se stesso, ma vuole mantenere comunque un approccio tattico piuttosto aperto. «Ci sono molti punti in cui si può fare la differenza. La seconda salita del Kwaremont sarà probabilmente un punto molto concitato; lì bisogna essere tra i primi dieci. Sarà dura, ma sappiamo che dobbiamo rimanere in testa il più possibile a partire dagli ultimi 140 chilometri. La cosa migliore da fare su quelle salite è attaccare. Se pedali a 600 watt in testa, non è che improvvisamente saranno in grado di pedalare a 700 watt dietro di te per superarti». 

La conferenza stampa, si è chiusa con un’analisi sulle salite più adatte al belga e sulla Milano-Sanremo, corsa che Remco avrebbe voluto aggiungere al suo calendario. 
«Se dovessi sceglierne una salita che mi piace molto, direi il Muur, ma non è più in programma. In ogni caso, le salite dove gli sforzi sono  più lunghi mi si addicono di più. Tipo Berg ten Houte, Kruisberg, Kwaremont. Il Paterberg è più esplosivo, ma è così avanti nel percorso che va considerato come un tipo di sforzo diverso. Quindi dovrò semplicemente essere pronto per tutte le salite che troveremo. Pe quanto riguarda la Milano-Sanremo, è stata considerata  nel programma per molto tempo, ma alla fine l'abbiamo tolta per due motivi: innanzitutto, perché il tempo a Tenerife era pessimo e non sarei riuscito ad allontanarmi facilmente. In secondo luogo, perché sapevo anche che avrei corso la Ronde. E la combinazione con Sanremo, Catalogna e Tour de France sarebbe stata forse eccessiva». 


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COMMENTI
Solito Remco
4 aprile 2026 11:56 Craven
Mi chiedo perché gli fanno ancora interviste, tanto è sempre colpa di qualcosa o qualcun'altro. I belgi tiferanno molto Wout che non fa mai certe polemiche. Quick step, ex Mapei, è un pezzo di storia belga, come fai a separarci a zero sopra.

Difficile crederci...
4 aprile 2026 15:27 VanDerPogi
...il loro (ex) gioiellino che gli chiede insistentemente di correre la corsa di casa, e la Quick Step gli dice di no?
Mah, sarei curioso di sentire la risposta di Lefevre.

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