ZEROSBATTI. PRESUNZIONE DI COLPA PER GLI AUTOMOBILISTI: BASTA CICLISTI INVESTITI E POI ACCUSATI

SOCIETA' | 10/03/2026 | 08:10
di Federico Balconi, avvocato

Automobilista investe ciclista e il primo dichiara “il ciclista davanti a me ha deviato improvvisamente la traiettoria e non ho potuto evitarlo”.


Pedone investito sulle strisce: la Cassazione civile, sez. III, con la sentenza 23 luglio 2025, n. 20792, ha stabilito che nel caso di investimento di pedone operi una presunzione di colpa al cento per cento sull’automobilista, che avrebbe come unica chance la prova, a suo carico, di aver fatto il possibile per evitare l’investimento tenuto e che al contrario il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile, tale da costituire essa stessa causa esclusiva dell’incidente.


La nostra proposta di legge prevede che venga introdotta una responsabilità presunta anche nel caso di investimento tra automobilista e ciclista, per pochi semplici motivi.

I motivi:
1) Un ciclista che viaggia in linea retta è soggetto a sbandamenti naturali, dati dal vento, dalle condizioni della strada, da normali oscillazioni del corpo

2) Gli sbandamenti di un ciclista non possono, fisicamente e dal punto di vista cinematico, superare i venti/trenta centimetri, oltre i quali si verificherebbe una caduta

3) In caso di sorpasso di ciclista l’automobilista deve effettuare la manovra in sicurezza, vale a dire con distanza e velocità adeguata (almeno un metro e mezzo e a velocità moderatissima)

4) In caso di urto tra i due si può quindi presumere, con pochi dubbi, che l’automobilista abbia errato a calcolare distanza e velocità, che sia entrato, per fare un paragone con il basket, nel cilindro del ciclista!

5) Stesso discorso per le svolte che provocano caduta del ciclista per vie laterali, parcheggi, ingresso rotonde.

Quando si verifica uno scontro tra veicoli c’è sempre un tempo, ben prima dell’urto, che determina la scelta del conducente e quella scelta può cambiare radicalmente i fatti ed evitare l’incidente.

Per fare un esempio: camionista vede un ciclista dinanzi a se a distanza di centro metri, si avvicina, lo sorpassa prima di una svolta e lo investe. Quando era a cento metri avrebbe dovuto pensare al pericolo di avvicinarlo e scegliere di attendere di effettuare il sorpasso dopo la svolta, con strada rettilinea e spazi sufficienti per garantire sicurezza.

La colpa quindi emerge nella scelta fatta a cento metri, perché una volta a ridosso il camionista non vede più il ciclista, ma è troppo tardi.

Cosa esclude la colpa presunta?

Una condotta imprevedibile: La responsabilità del conducente viene esclusa solo se il ciclista avesse una condotta del tutto inaspettata e non prevedibile. Ad esempio compisse un’inversione a U senza senso, ma emergerebbe dai rilievi cinematici, a carico dell’automobilista.

La prova rigorosa: non basta sostenere la poca prudenza del ciclista per sollevarsi da responsabilità, perché talune condotte possono essere ben prevedibili e l’autista deve comportarsi con la massima diligenza e prudenza, considerando l’estrema vulnerabilità del ciclista.

La sentenza 20792/2025 della Cassazione citata, si rivolge all’attraversamento del pedone ma i medesimi principi possono essere applicati a tutte le dinamiche coinvolgenti auto o camion contro ciclisti.

Abbiamo introdotto questa norma nella nostra proposta di riforma, condivisa con Federciclismo, sulla base delle casistiche riscontrate negli oltre 2000 incidenti seguiti con vittime ciclisti e siamo convinti che con questa disposizione si potrebbe ottenere maggiore rispetto e nello stesso tempo evitare di accollare ai ciclisti, dopo il danno dell’incidente, una prova spesso troppo gravosa per dimostrare la colpa dell’investitore automobilista.

Gli effetti:

1) No vittima due volte: sollevare in questo il ciclista da un onere probatorio spesso impossibile (se ciclista solitario la sua parola contro quella dell’automobilista) cosi da non farlo rimanere senza nemmeno il risarcimento.

2) Sensibilizzare e responsabilizzare gli automobilisti sui rischi che fanno correre ai ciclisti quando compiono certe manovre quali sorpasso, svolte, incroci.

www.zerosbatti.it

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COMMENTI
Caso 4
10 marzo 2026 09:20 Àaaaaaa
Non è vero, in senso assoluto. Proprio questa domenica ho assistito ad un caso che fa pensare. In città, ad un incrocio semaforico a 4 vie, un ciclista che 'sembrava' andasse dritto ( segnalazione semaforica verde), di colpo ha svoltato a sx senza nemmeno guardare dietro e senza segnalare il cambio di direzione.
Fortunatamente per lui, l'auto viaggiava a bassissima velocità ed ha frenato, evitando di investirlo.
Questo soggetto, ha preso i rimproveri sia da noi ciclisti, sia dall'automobilista.
Va valutato caso per caso

La guerra dei poveri...
10 marzo 2026 09:59 VanDerPogi
...finchè non ci sono piste ciclabili, educazione stradale adattata al traffico moderno, e applicazione della legge anche per ciclisti maldestri, diventa tutto una lotta tra poveretti che incappano in un incidente.
Ho in famiglia il caso di un "automobilista modello" che ha urtato un ciclista che attraversava la strada da marciapiede a marciapiede all'improvviso, fuori da strisce di attraversamento di qualsiasi tipo... nonostante la palese colpa del ciclista ha avuto il ritiro della patente per 6 mesi. Nel dubbio danno sempre ragione al ciclista, anche se maldestro...
C'è poi la classica legge che l'80% dei cicloamatori non rispetta:
Art. 182, comma 2, Codice Della Strada: "Fuori dai centri abitati la fila singola è sempre obbligatoria..."

VanDerPogi
10 marzo 2026 10:19 Àaaaaaa
Esattamente così. Come vedi anche nella tua famiglia, una persona ha subito un torto grave. 6 mesi senza patente sono un disagio incredibile, specie se si è 100% incolpevoli.
Ciò che ho visto io, poteva far succedere anche un incidente tra noi ciclisti, visto che lo seguivamo a pochi metri di distanza. Uno che sterza a 90 gradi, cambiando direzione senza preavviso, è una scheggia impazzita. Il mio gruppo era di circa 15 persone. Potevamo finire tutti per terra, con logiche imprevedibili, visto che dietro vi erano altre automobili.

Domanda tecnica
10 marzo 2026 12:54 lupin3
Eventuali filmati di Dash cam per bici hanno valore legale?

fila singola
10 marzo 2026 13:11 VERGOGNA
peccato che quella legge è stupida ed esiste solo in Italia, basta fare un disegnino facile facile per capire (se uno vuole) che 4 o 6 ciclisti in fila indiana occupano molto più posto ed il sorpasso è molto più difficile e pericoloso rispetto a 4 o 6 che vadano a coppie. Gente, qui non si tratta di regole, si tratta di portare a casa la pelle e di buon senso. Se ci diamo tutti una calmata (tutti, non dico che i ciclisti sono tutti santi... anzi....) forse, ma forse ne usciamo. Se pensiamo di risolverla con una legge o un comma possiamo darci su anche subito.

@ vergogna
10 marzo 2026 14:39 Carbonio67
Sono d'accordissimo con la tua ultima frase, relativa al calmarsi tutti.
Episodi citati da Vanderpogi e Aaaaaaa non sono per nulla casi isolati, anzi !
Ora con l'aggiunta di monopattini e e-bikes spesso si assistono gare simili F1 tra tagli di corsia, accelerazioni brucianti degne di una Ferrari.
Poi, quando ci si fa male, si piange.
Gruppi a file di 4 a raccontarsi la settimana, automobilisti indisciplinati, gente esaurita e chi più ne ha più ne metta.
Siamo ben lontani da una società civile, figuriamoci su strada, che poi è uno spaccato , appunto,della società.

Inapplicabile
10 marzo 2026 14:49 Craven
La norma del metro e mezzo, che si vuole mettere come obbligatoria su tutte le strade, è inapplicabile sul 70% delle strade italiane e sulla quasi totalità di strade di campagna e di montagna. Quindi crolla tutto il discorso.

Craven
10 marzo 2026 17:32 Greg1981
Fai anche una percentuale più alta, che non sbagli di sicuro

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