GARE CICLISTICHE, SICUREZZA E CODICE DELLA STRADA: ALLA FORMAZIONE IL COMPITO DI TRADURRE LE NORME IN REALTÀ

APPROFONDIMENTI | 08/03/2026 | 08:25
di Silvano Antonelli

Il 24 febbraio la Lega Ciclismo ha fatto una cosa molto interessante. Ha organizzato, insieme all’ANCI, un webinar per aggiornare i comandi di polizia locale sulle novità, di contenuto e di applicazione, del nuovo art. 9 del CdS. Frutto della Legge 58 del 9.4.25, ottenuta per  iniziativa dell’On. Roberto Pella, che nel frattempo ha depositato una seconda legge di modifica per aggiungere, dopo la semplificazione delle autorizzazione e delle ordinanze, innovative misure per la sicurezza  dei ciclisti e particolarmente di quelli sportivi, sia in gara che in allenamento. E per la quale Pella ha più volte dichiarato la disponibilità ad esaminare eventuali proposte integrative che nel frattempo fossero avanzate.


Una occasione di alto profilo con la presenza del Direttore del Servizio Polizia Stradale Santo Puccia, Alessandro Abruzzini funzionario dello stesso servizio, Roberto Sgalla presidente della CDCS della Lega insieme ai componenti Eugenio Amorosa (ex dirigente della Stradale) e Roberto Corradini (Direttore di corsa), il comandante della Polizia Locale di Verona Luigi Altamura, autore di numerosi testi sul CdS, e Antonio Ragonesi capo Area Sicurezza e legalità dell’Anci.


Un vero “parterre de roi” per un incontro dal carattere volutamente formativo, a cui hanno partecipato 400 comuni, coi loro funzionari amministrativi o di polizia, interessati a capire il nuovo art. 9 così come a rappresentare le difficoltà localmente vissute per la sua applicazione,  a volte per mancanza di esperienza a volte per carenza di organico.

Un interessante fotografia delle diverse realtà territoriali, di cui gli organizzatori di gare ciclistiche, insieme ai loro direttori di corsa, dovrebbero averne consapevolezza per stabilire con gli enti  e le autorità pubbliche più solidi rapporti di collaborazione attraverso criteri di maggiore conoscenza delle norme e professionalità nell’approntamento e nella gestione degli eventi.

I temi trattati dai relatori sono stati diversi e tutti interessanti. Dalla modifica dell’art. 33 della Costituzione per il riconoscimento della promozione sportiva, al nuovo art. 9 del CdS con la relativa soppressione dei nulla osta e quindi delle possibili “Conferenze dei servizi” a carattere istruttorio, per raccogliere i pareri degli enti proprietari delle strade e di quanti hanno il compito di garantire il trasporto pubblico, il traffico ordinario e la sicurezza pubblica. Pareri, è stato sottolineato, squisitamente tecnici e non vincolanti.

Ed insieme a questi, tanti altri importanti argomenti quali: la responsabilità degli organizzatori nel scegliere percorsi compatibili con il carattere della gara; il ruolo e la funzione cardine del direttore di corsa nella relazione con enti e comandi di polizia; le questioni di safety e security nel caso solo di grande pubblico e comunque di competenza esclusiva dei questori e mai precondizione per il rilascio delle autorizzazioni; la sufficienza e l’efficacia dell’apparato di scorta tecnica ed il congiunto presidio a terra, sempre auspicabile ma obbligatorio con gli ASA solo in particolari casi e comunque pure loro non pregiudizievoli al rilascio dell’autorizzazione; le ordinanze divenute facoltà dei prefetti per l’intero percorso tranne quando la corsa si svolga interamente nel territorio di un solo Comune, in questo caso di competenza del sindaco.

Il tutto per conseguire la giusta applicazione del nuovo art.9, dopo il cambio di paradigma che prevede le gare “permesse” e non più “proibite” seppure nel rispetto dei termini di legge, e quindi la necessità che le istruttorie di autorizzazione siano ora gestite nella consapevolezza che è stata tolta la discrezionalità agli enti proprietari delle strade e che l’intento principale è divenuto quello della “condizione per consentire” e non già per impedire lo svolgimento della gara.

Uno spaccato autorevole e significativo quindi di quella “formazione congiunta” più volte auspicata e sostenuta dallo stesso Ministero dell’Interno, affinché il personale dei vari attori: amministrazioni locali, prefetture, questure, polizia stradale ed organizzatori, agisca  tramite una condivisa conoscenza delle norme di riferimento, sia del CdS che sportive, per la migliore collaborazione pur nel rispetto delle diverse prerogative dei ruoli. Materiale che gli addetti ai lavori potranno meglio apprezzare guardandosi la registrazione video dell’incontro presente su YouTube.

Una strada avviata che porterà soltanto bene, e che, va detto, è diventata possibile per la determinazione, l’autorevolezza, la competenza e la sinergia coi relativi Ministeri, messa in campo dagli uomini dalla Lega. Alla loro seconda esperienza dopo avere il 9 dicembre organizzato un webinar del tutto simile, ancora con l’ANCI, dedicato ai comandi di polizia locale delle 14 Città Metropolitane le quali, come noto, hanno assorbito le competenze delle province in precedenza presenti sui loro territori.

È auspicabile che anche la Federazione voglia fare altrettanto, o comunque la sua parte su questo terreno. Ne ricaveranno grande vantaggio le centinaia di organizzatori che sul territorio, nei confronti degli enti e delle autorità, sono rappresentati dalle sue strutture regionali e provinciali. Federazione che negli anni 2023 e 2024 si è spesa nella interessante campagna di formazione congiunta concordata col Servizio Polizia Stradale, che ha interessato tutte le regioni, anche se poi non ripetuta nel 2025 e non ancora riproposta per il 2026, per il quale il Ministero dell’Interno ha comunque confermato la sua disponibilità.

Non mancheranno certo le occasioni per farlo. Tra qualche mese al massimo, forse settimane, il nostro ciclismo nazionale conoscerà un art. 9 ulteriormente rivisto, sia per l’approvazione della seconda Legge Pella, sia per il completamento delle riforma del codice della strada il cui testo verrà presto presentato dal Governo sotto forma di decreto quale ultimo atto del percorso avviato con la Legge 177/2024. Di cui si annunciano novità significative che riguarderanno l’equipaggiamento delle bici, l’obbligo del casco, la doppia fila sulle strade extraurbane, l’ampliamento dei poteri delle scorte tecniche, misure di protezione per gli atleti in allenamento, l’inserimento delle norme ciclistiche nei quiz per le patenti, ed altro ancora.

Che potrà diventare un tutt’uno con la pubblicazione da parte delle FCI delle misure approvate da oltre due mesi dal Consiglio Federale, su elaborazione dello specifico “Gruppo di lavoro sicurezza”, e che riguarderanno modifiche al Regolamento Tecnico studiate per una più oggettiva definizione delle responsabilità di chi organizza e dirige  le gare, insieme a norme di comportamento, anche sperimentali, che i corridori dovranno osservare per una condotta più accorta durante la gara. Più attenta alla presenza degli ostacoli, alle insidie delle discese, alle segnalazioni impartite, fino ad una probabile ed innovativa ridefinizione degli spazi in cui è concesso gareggiare seppure dentro lo spazio inizio e fine gara. Così almeno è stato accennato in alcuni aggiornamenti regionali dei direttori di corsa. 

Ci sono pertanto sufficienti elementi per ritenere che il nostro ciclismo possa presto vivere una nuova stagione per la sua sicurezza e la sua promozione. Compito della formazione, tradurre le norme in realtà.

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