TROFEO LAIGUEGLIA, BUITRAGO SFATA IL TABÙ DELLA VITTORIA DOPO 388 GIORNI: “ALZARE LE BRACCIA AL CIELO OGGI SIGNIFICA TANTO”

PROFESSIONISTI | 04/03/2026 | 18:20
di Federico Guido


Tornando ad alzare le braccia al cielo sul traguardo del 63° Trofeo Laigueglia, Santiago Buitrago è sembrato togliersi dalla schiena un discreto fardello e, contemporaneamente, acquisire un’immediata e rinnovata serenità. È stata questa la sensazione percepita trovandoci di fronte in conferenza stampa il corridore colombiano il quale, imponendosi nella classica ligure, ha rotto un digiuno che durava dal 9 febbraio 2025 quando, a completamento di una settimana di gara perfetta, aveva trionfato nella generale della Volta a la Comunitat Valenciana.


388 giorni dopo Buitrago, rimasto lontano dalle competizioni per oltre un mese dopo aver preso parte ai campionati nazionali colombiani lo scorso 8 febbraio, ha finalmente riassaporato il dolce sapore della vittoria aggiudicandosi una corsa in un luogo a lui molto caro e davanti a persone per lui altrettanto speciali.

“Correre in Italia mi fa sempre piacere e sono contento di esser tornato a farlo quest’oggi in una zona dove sono cresciuto come ciclista e davanti a quella che è stata una seconda famiglia per me. Sul traguardo infatti erano presenti Danilo, il direttore sportivo e il presidente della Cinelli (con cui ho corso nel 2019) Roberto Portunato: avere vinto qua significa ancora di più per me. Ho voluto fare a loro, alla mia famiglia ma anche a tutta la squadra questo regalo: dopo tanto lavoro a casa, in Colombia, possiamo dire di essere sulla strada giusta” ha spiegato con grande semplicità il secondo vincitore colombiano della storia del Laigueglia, a segno dopo un 2025 che lui stesso non ha nascosto esser stato particolarmente facile.

“È stato un po' pesante non vincere per così tanto tempo. L'anno scorso è stato un anno duro con tante cadute, tanta sfortuna…quest’anno abbiamo cambiato tante cose, internamente ma anche a livello di bici e sponsor, e ottenere un risultato del genere vuol dire che ho intrapreso la via giusta e conferma che ho ancora i mezzi per vincere. Alzare le braccia oggi per questo significa tanto: sono contento di cominciare il 2026 con una bella vittoria come questa” ha proseguito il nativo di Bogotà, andato a segno oggi anche grazie all’ottimo gioco di squadra con Antonio Tiberi.

“Con Antonio c’è un bel rapporto. Con lui mi trovo bene da tempo, erano quasi due anni che non correvamo insieme, perché lui ha sempre varato il suo programma attorno al Giro e io al Tour. Quest'anno abbiamo iniziato subito a gareggiare insieme qua e poi, tra poco, faremo la Tirreno: formiamo una bella coppia, insomma, e oggi l'abbiamo dimostrato sulla strada”.

Il gioco di squadra però, per quanto si sia rivelato per l’esito della corsa odierna, non è stato però l’unico fattore a indirizzare la vittoria verso la Bahrain-Victorious: come ha puntualizzato lo stesso ventiseienne sudamericano, anche lettura tattica ed evitare gli imprevisti si è rivelato altrettanto importante.

“L’Astana oggi ha lavorato e speso tantissimo, ma è stata anche sfortunata con la caduta di Scaroni. Però alla fine questo è il ciclismo: a volte non vince quello che tira o attacca di più, ma quello che legge meglio la corsa. Noi abbiamo giocato le nostre carte al meglio, nessuno è incappato in cadute e abbiamo finito col fare primo e terzo, un risultato di cui non possiamo che essere molto contenti” ha affermato Buitrago, ragazzo che quest’anno dopo due partecipazioni (condite da altrettante vittorie di tappa nel 2023 e nel 2022) tornerà al Giro d’Italia con altre ambizioni.

“Quest'anno voglio andare al Giro con l’obiettivo di curare la classifica perché ho già vinto due tappe e nei due precedenti Giri che ho fatto e non ho mai avuto la classifica come focus principale. Quest'anno voglio cambiare obiettivo perché, ora come ora, penso valga di più arrivare sullenei primi cinque che vincere una frazione. Andremo dunque con quel pensiero in testa e speriamo di ottenere quel risultato” ha annunciato speranzoso l’autore del secondo acuto della sua squadra in questo 2026 prima di una sentita dedica conclusiva.

“La vittoria di oggi è per la mia famiglia e in particolare per papà Gustavo e mamma Alba che credono e non hai mai smesso di credere in me”.


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