La prima tappa del 26° Tour Down Under andata in scena lo scorso 20 gennaio ha ufficialmente dato il la al calendario delle competizioni professionistiche su strada della stagione 2026 che nell’ultimo weekend, con le corse disputate tra Francia, Spagna, Portogallo, Ruanda e Emirati Arabi Uniti, ha visto andare in archivio il suo primo intenso mese di gare.
Sebbene si tratti solamente del prologo di un’annata molto lunga che vivrà più avanti i suoi momenti più significativi, in questo inaugurale scampolo dell’anno c’è stato comunque chi, in gruppo, è riuscito a mettersi in luce e a conseguire risultati più rilevanti di altri, regalando a sé stesso le luci della ribalta e instradando nella giusta maniera il cammino delle proprie formazioni.
Vediamo, dunque, sia a livello individuale che di squadra, chi è partito più forte dai blocchi di questa che, ricordiamo, è la prima stagione del nuovo triennio 2026-2028.
Punti e vittorie: i corridori più prolifici
Concentrando il discorso sui singoli, a un mese dal via del World Tour, nelle primissime posizioni del ranking individuale UCI (che tiene conto dei punti accumulati nelle ultime 52 settimane) non si segnalano scossoni particolarmente rilevanti.
A guidare la classifica infatti, anche senza essersi ancora spillato il numero sulla schiena, è sempre Tadej Pogacar che, con un vantaggio siderale, precede Isaac Del Toro (passato dalla terza alla seconda posizione grazie al trionfo all’UAE Tour), il grande rivale Jonas Vingegaard e, nell’ordine, Pedersen, Almeida, Pidcock e van der Poel. Alle loro spalle, spinto dalla vittoria in Algarve, Juan Ayuso è colui che ha fatto il salto più grande risalendo dalla quindicesima alla nona posizione, un balzo che gli ha consentito di mettersi davanti a gente come Wout van Aert (10°) e Jay Vine (11°) i quali, dopo un mese di gara, conservano entrambi circa trecento punti di margine sul primo italiano in graduatoria, quel Christian Scaroni che, pur perdendo quattro posizioni, ha confermato il suo posto nella top 15 mondiale.
Forte dei tre successi conquistati tra Tour of Oman e Classica Camp de Morvedre, il bresciano è poi attualmente terzo sia nella classifica dei plurivittoriosi del 2026 che in quella dei corridori più produttivi in termini di punti: nella prima, dove condivide la posizione con Del Toro, il primo classificato al Tour Down Under Vine e Luke Mudgway (affermatosi al Pune Grand Tour), il portacolori dell’XDS-Astana insegue solamente Remco Evenepoel (primo con sei squilli personali) e Jonathan Milan (secondo con cinque); nella seconda invece, con 740 punti, il classe ’97 ex Gazprom si colloca alle spalle di Mauro Schmid (1° con 1070 punti grazie agli acuti alla Muscat Classic e al Tour of Oman) e Del Toro (2° con 826) precedendo però sia Antonio Tiberi (4° con 734) che Evenepoel (5° con 725).
Successi e classifica annuale: le squadre World Tour più performanti
Essendo ricorrentemente emersi gli stessi nomi da questa breve analisi sui singoli, non sorprende che, spostando il focus del discorso sulle squadre, siano proprio le formazioni con al loro interno i corridori menzionati poc’anzi ad aver messo assieme i risultati migliori in questo primo mese del 2026.
L’UAE Team Emirates-XRG di Del Toro e Vine, l’XDS-Astana di Scaroni, il Team Jayco-Alula di Schmid e la Red Bull-BORA-hansgrohe di Evenepoel occupano infatti in quest’ordine, grazie alle prestazioni delle loro principali bocche da fuoco, i primi quattro posti del ranking annuale a squadre (che per questo primo anno coincide con quello del triennio) e, in aggiunta, rientrano tutte nelle prime nove posizioni nella classifica dei team plurivittoriosi dell’anno.
In questa graduatoria, dietro la squadra emiratina (prima con 13 trionfi) e quella di Ralph Denk (seconda con nove), è da segnalare la rilevante presenza nelle posizioni che contano di INEOS Grenadiers, Lidl-Trek (entrambe a quota sette successi) e Decathlon CMA CGM Team (con sei vittorie davanti a XDS-Astana, la neopromossa NSN e Jayco-AlUla), chiaro segno questo di come anche queste tre rappresentative non abbiano avuto problemi nel trovare subito il giusto feeling con la vittoria.
A tal proposito, lo stesso non si può dire di EF Education-EasyPost e Team Picnic PostNL che, a oltre un mese dalla prima corsa World Tour dell’anno, non solo non sono ancora riuscite a sbloccarsi ma, in due, hanno totalizzato appena quattro terzi posti combinati: da loro è inevitabile, prima o poi, aspettarsi qualcosa di più e il tempo, in questo senso, sicuramente è dalla loro parte.
Situazione ProTeams
Tra le squadre pro’ della seconda fascia ad essersi meglio destreggiate in queste prime settimane bisogna menzionare la Cofidis (unica, assieme alla sorprendente Flanders-Baloise, a quota due vittorie finora) e la Tudor di Fabian Cancellara: entrambe, anche sfruttando il diritto d’invito automatico alle corse World Tour per questa stagione, sono al momento la seconda e la prima formazione ProTeam nel ranking a squadre 2026.
Dietro di loro, racchiuse in una sessantina di punti e sempre tra le prime trenta posizioni della classifica per team, si notano poi Pinarello-Q36.5 (sbloccatasi nell’ultimo weekend con Tom Pidcock), Unibet Rose Rockets e Burgos Burpellet BH la quale, a differenza delle altre due, in questo anno solare 2026 è ancora alla ricerca del primo acuto vincente.
Nella stessa situazione della compagine biancoviola ci sono Caja Rural - Seguros RGA, Equipo Kern Pharma e Polti-VisitMalta che, in attesa di veder un loro corridore alzare le braccia al cielo, hanno comunque tutte assommato un numero di punti tali da risultare già tra le prime 30 della graduatoria a squadre, conditio sine qua non questa per rientrare, a fine anno, tra le formazioni elegibili per le wildcard dei Grandi Giri 2027.
Fuori dalla top 30 ma già a segno in questo primo mese sono invece sia la Solution Tech-NIPPO Rali che una MBH Bank CSB Telecom Fort attualmente più indietro, nel confronto a distanza tra squadre approdate quest’anno al secondo livello, rispetto alla Modern Adventure Pro Cycling di George Hincapie che vanta già sia un momentaneo posto tra le migliori trenta che un successo in bacheca. È ancora a caccia, infine, di entrambi questi risultati la Bardiani CSF 7 Saber che, con l’inizio del calendario italiano, avrà certamente modo di salire di colpi e replicare (se non addirittura migliorare) quanto ottenuto nel 2025.
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