Non ci sono dubbi sul fatto che, mettendo la firma sul nuovo contratto triennale con la Decathlon CMA CGM, per Daan Hoole, a gennaio, si sia aperto un nuovo capitolo della carriera. Dopo quattro anni (i primi tra i grandi del pedale) trascorsi in casa Lidl-Trek, il potente corridore olandese ha infatti deciso di cambiare aria passando a difendere, a partire dal 2026, i colori della compagine di Dominique Serieys, squadra questa dove, come lui stesso ha raccontato, si troverà a svolgere un ruolo differente rispetto a quello avuto nel recente passato alla corte di Luca Guercilena.
“Non dovrò più stare al vento in testa al gruppo o posizionare qualcuno il più rapidamente possibile ma inizialmente sarò libero di fare la mia corsa. Ovviamente abbiamo Tiesj Benoot e altri corridori forti per cui, se non raggiungerò il mio livello o non sarò sufficientemente in grado di essere competitivo nel finale, naturalmente da battitore libero passerò ad aiutare i miei compagni” ha spiegato il ventiseienne di Zuidland a Cyclingflash.
“È completamente diverso dall'anno scorso. L’idea è cercare di arrivare un po' più avanti nei finali di gara e, soprattutto, di essere un po' più fresco. In gare come il GP Denain ma anche la Parigi-Roubaix avrò la mia occasione e la squadra mi sosterrà e questo per me è un grande cambiamento perché dovrò correre in maniera totalmente differente rispetto al passato. Negli ultimi anni mi sono sempre dovuto preoccupare di dove fosse il mio capitano, se fosse al riparo dal vento, se fosse dove voleva essere, quando dovevo portarlo avanti e così via. Ora dovrò decidere io quando andare in testa e come farlo con il minor dispendio di energie possibile” ha proseguito Hoole che ha già bene in testa i terreni sui quali potrebbe ottenere i risultati migliori con questo nuovo approccio.
“Penso di poter arrivare molto lontano alla Roubaix, corsa in cui, l'anno scorso, sono arrivato a sprintare nel Velodromo per il decimo posto. In gare come Giro delle Fiandre, Gand-Wevelgem e Dwars Door Vlaanderen invece dovrò aspettare e vedere di volta in volta come sarà più opportuno muovermi perché non sono molto esplosivo. In quelle corse forse potrei avere più chance di fare risultato andando in fuga”.
Per Hoole, dunque, la campagna delle classiche del Nord quest’anno sarà quantomai stimolante e ricca di nuove sfide e fornirà, a lui e agli addetti ai lavori, un’idea più chiara su quanto il due volte campione olandese contro il tempo possa essere performante in determinati contesti se sgravato dei compiti di gregariato.
In questo modo, “Daantje” (tre vittorie da pro’ in carriera finora) potrebbe veder aumentare le possibilità di togliersi nuove soddisfazioni personali e avvicinare così gli obiettivi che si è posto per poter concretamente archiviare il 2026 che ha appena iniziato come un anno soddisfacente.
“La mia stagione sarà un successo se riuscirò nuovamente a lottare per la vittoria nelle prove contro il tempo, se mi sentirò più forte rispetto a un anno fa, se riuscirò a essere protagonista nel finale della Roubaix e se, come treno, riusciremo a conquistare molti successi, soprattutto al Tour. Se tutto ciò avverrà, allora sarà stato un anno positivo. Aggiungo che, in autunno, i Campionati Europei e i Mondiali a cronometro rappresenteranno un obiettivo molto importante per me, ma in generale, tutto ruoterà attorno al vincere più gare possibili” ha dichiarato Hoole che, dopo Giro e Vuelta, quest’anno molto probabilmente completerà il trittico di partecipazioni nei Grandi Giri disputando finalmente la corsa a cui, in 4 stagioni in Lidl-Trek, non è mai riuscito a presenziare: il Tour de France.
“Ovviamente dovrò dimostrare di essere in buona forma e quindi in grado di fare il mio lavoro (cosa che un po’ mi mette sotto pressione) ma ora ho più certezze di essere della partita al Tour rispetto all'anno scorso. Quando ho firmato qui, sapevo già che la possibilità di prender parte alla Grande Boucle era molto concreta. Questo è stato anche uno dei motivi principali per cui ho cambiato squadra. Non è che non fossi più felice alla Lidl-Trek o che lì non mi sentissi a casa lì, ma qui ho un po' più di libertà e sicuramente più chance di partecipare al Tour che è la gara che tutti sognano da bambini” ha detto con grande tranquillità il possente passista nederlandese che, qualora dovesse essere effettivamente al via, c’è da credere che non si esimerà dal mettersi in evidenza quando la strada gliene darà occasione.
Difficile che ciò accada durante l’unica cronometro individuale in programma il prossimo luglio (quella di Thonon Les-Bains), prova questa, resa complicata per lui dai quasi dieci chilometri di salita iniziale, dove comunque potrebbe provare a ottenere un buon piazzamento mettendo a frutti i diversi allenamenti che sta affrontando con il suo nuovo trainer.
“Ora sto lavorando con un preparatore diverso. Con lui ho iniziato ad allenarmi in modo leggermente differente perché ha un approccio davvero molto scientifico. Il mio precedente allenatore (Matthias Reck alla Lidl-Trek, ndr) era in realtà un po' più pratico: il principio era allenarsi tanto e duramente. Ora ho più spiegazioni in merito a ciò che faccio ed esercizi più specifici, quindi vedremo come andrà” ha chiosato il vincitore della crono di Pisa all’ultimo Giro d’Italia.
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