TOUR DOWN UNDER 2026, DOMANI RIPARTE IL GRANDE CICLISMO: PERCORSO E FAVORITI

APPROFONDIMENTI | 19/01/2026 | 13:27
di Carlo Malvestio

Archiviata la gara femminile, in Australia cominciano le danze anche per gli uomini con il Tour Down Under 2026. Dal 2008 non solo apre la stagione professionistica (se si escludono i campionati australiani), ma anche il circuito del WorldTour. Appuntamento irrinunciabile per tutti i corridori oceanici, gli italiani non sono mai riusciti a vincerlo, anche se Diego Ulissi è salito due volte sul podio finale (3° nel 2014, 2° nel 2020) e Fabio Sacchi si piazzò 3° nel lontano 2001.


L’anno scorso Jhonatan Narvaez aprì la magica stagione della UAE Team Emirates-XRG vincendo a Willunga Hill e la classifica generale. Anche quest’anno, in nottata, la corsa sarà visibile sui canali di Discovery+.


IL PERCORSO

Il “Down Under” non è nessuna regione particolare dell’Australia, ma semplicemente un termine colloquiale tipicamente britannico per indicare il Paese. La corsa si corre comunque tradizionalmente attorno alla città di Adelaide e il 2026 non farà eccezione. Si partirà quindi con un prologo totalmente pianeggiante di 3,6 km per le vie della metropoli australiana, che conta un milione e mezzo di abitanti, e in particolare al Victoria Park.

La prima tappa in linea avrà partenza e arrivo a Tanuda per 120,6 km complessivi e tre giri di circuito che presentano la semplice salita di Mengler Hill (2,1 km al 3,4%), utile soprattutto ad assegnare la prima maglia di miglior scalatore. Sul traguardo dovrebbe essere volata a ranghi compatti. Più insidiosa la Tappa 2, che porterà i corridori da Norwood a Uraidla per 148,1 km: dopo la salita iniziale di Ashton (9,9 km al 4,3%), si entra in un circuito da 60 km da ripetere due volte, con la salita di Corkscrew (3,6 km al 6,7%) come punto chiave che taglierà sicuramente fuori i velocisti, essendo posto a 13 km dall’arrivo nel suo secondo passaggio. Da questa tappa usciranno i corridori interessati alla classifica generale. 

I velocisti dovrebbero tornare protagonisti il giorno dopo, con la Herney Beach - Nairne di 140,8 km, ma i saliscendi non mancano quindi ci sarà da tener duro. L’opzione più probabile è una volata di un gruppone, ma non a ranghi completamente compatti. La tappa regina si conclude, neanche a dirlo, in cima all’ormai celebre salita di Willunga Hill: la Tappa 4 partirà da Brighton e vedrà tre scalate di Willunga Hill (3,2 km al 7,5%), una all’inizio e due, classiche, nel finale, per un totale di 176 km di tappa. 

Per quanto l’esplosiva ascesa a Willunga Hill risultati quasi sempre determinante ai fini della classifica generale, non è da sottovalutare anche la tappa di chiusura, con partenza e arrivo a Stirling per un totale di 169,8 km. La frazione prevede 8 giri del circuito di Stirling, lungo 21 km, con la salita che porta al traguardo spezzata in due, una prima parte di 3,7 km al 3,6% e una seconda, dopo una breve contropendenza, di 2 km al 3,7%. Pendenze dolci, ma che ripetute 8 volte e dopo i primi 5 giorni di gara della stagione potrebbero comunque regalare qualche sorpresa.

(Altimetrie in copertina)

I FAVORITI

La UAE Team Emirates-XRG vorrà chiudere da dove aveva lasciato, sia il 2025 che il Tour Down Under, e punterà quindi al bis con Jhonatan Narvaez, coadiuvato da Adam Yates e soprattutto Jay Vine, che questa corsa l’ha già vinta nel 2023 e davanti al pubblico di casa vorrà farsi un regalo. Le gare di gennaio, però, fanno storia a sé e spesso le gerarchie sono diverse da quelle che poi si avranno durante l’anno. Per questo i corridori oceanici, nel Continente già da diverse settimane, di solito sono super performanti e a questo proposito sono tra i favoritissimi Ben O’Connor e Luke Plapp (Jayco AlUla), Jack Haig (Ineos Grenadiers) e i neozelandesi Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-hansgrohe), 3° lo scorso anno, George Bennett (NSN) e Aaron Gate (XDS Astana). 

Sono comunque diversi i corridori potenzialmente andati agli up and down dell’Australia Meridionale, a partire da Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), ma anche Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Mauro Schmid (Jayco AlUla), Guillaume Martin (Groupama FDJ United), Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM) e Javier Romo (Movistar), secondo lo scorso anno.

Si preannuncia una bella sfida anche tra i velocisti, con Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike) che comincia una stagione che potrebbe consacrarlo tra i top al mondo, e dovrà vedersela con Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), Sam Welsford (Ineos Grenadiers), 6 volte vincitore di tappa al Down Under e all’esordio con la nuova maglia, e poi Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech), Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates-XRG), Corbin Strong e Ethan Vernon (NSN), Tim Torn Teutenberg (Lidl Trek), Danny Van Poppel (Red Bull-Bora-hansgrohe), Erlend Blikra (Uno-X Mobility) e Casper Van Uden (Picnic PostNL).

Anche il capitolo sugli italiani è piuttosto ampio, perché al via ce ne saranno ben 15. La condizione fisica è tutta da verificare, ma per le tappe più dure potrebbero dire la loro Andrea Bagioli (Lidl Trek), Filippo Zana (Soudal-QuickStep), all’esordio col Wolfpack, Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) e Simone Velasco (XDS Astana), mentre in volata vuole farsi trovare subito pronto Alberto Dainese, a sua volta all’esordio con la Soudal-QuickStep. A proposito di cambi casacca, al debutto con la nuova maglia ci saranno anche Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), Matteo Sobrero (Lidl Trek) e Filippo Fiorelli (Visma | Lease a Bike), verosimilmente ultimo uomo di Brennan.


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