GATTI & MISFATTI. L'ABOLIZIONE DELL'IO

TUTTOBICI | 27/12/2025 | 08:30
di Cristiano Gatti

Sveglia all’orario deciso da qualcun altro. Co­la­zione a base di qualcosa decisa da qualcun altro. Allenamento con tempi e chilometraggi decisi da qualcun altro. Pranzo con menu deciso da qualcun altro. Massaggi e terapie stabiliti da qualcun altro. Tempo libero - il poco che resta - seguendo le mode stabilite da qualcun altro, play­­station, social, musica techno. Infine sonno della durata stabilita da qualcun altro.


L’ho schematizzata un po’ da incubo, ma non è molto dif­­forme dal reale: benvenuti nella vita quotidiana dell’atleta moderno. Adesso che la scienza e l’organizzazione han­­no preso in mano tutto, un potente golpe sfociato nel­la dittatura, il ragazzo sa in ogni momento cosa deve fare e chi ascoltare. Ha il procuratore che cura i suoi interessi economici, ha il nutrizionista con la bilancina che stabilisce quanto e come mangiare, ha il preparatore che detta i tem­pi e le intensità degli allenamenti. Ci sono il mental coach e il motivatore che gli fanno la manutenzione psicologica. Ho il sospetto che ci sia anche uno specialista sessuologo che gli dica quanto fare e quando fare con la fi­danzata, ma questo è solo un’ipotesi personale.


Infine c’è la corsa. Nelle orecchie l’auricolare per ascoltare come e quando muoversi. Davanti agli occhi, senza distrazioni, il computer per sapere come, quanto, dove spendere le energie. È davvero tutto previsto. Non c’è neanche un minuto che sfugga al controllo del Grande fratello, un Grande fratello iperstrutturato che vuole il suo bene, soprattutto le sue vittorie. Una vita sotto dettatura.

Di fatto, il ciclista moderno consegna le chiavi di casa del suo se stesso a qualcosa o qualcun altro. E a lungo an­dare diventa sempre più dura farsele restituire. Perché dopo tutto è anche tremendamente comodo vivere (e fare sport) così: quando cresci perennemente nel passeggino, con qualcuno che lo spinge alle spalle e decide dove andare, chi te lo fa fare di scendere, ri­­schiando di cadere e sbucciarti le ginocchia (la metafora non è mia: è di Kant, “Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?”, 1784).

Naturalmente non sono per niente in discussione il valore e la qua­lità dell’apparato di esperti che tiene in piedi questo nuovo mondo. Diamo per scontato, senza il minimo dub­­bio, che i ragazzi siano nel­le mani migliori, tant’è vero che gli stessi genitori non vedono l’ora di consegnarli e affidarli. Ma. C’è un ma che ma­gari avverto solo io, eppure sussiste fastidioso come un tarlo: ma in questo nuovo mondo e in questo nuo­vo modo, resta uno spicchio di possibilità che il ragazzo possa fare qualcosa in proprio, provare in proprio, sperimentare in proprio, sbagliare in proprio? È ancora contemplata l’opzione che ha af­fascinato e impegnato allo spasimo milioni di uomini in tutti i tempi, cioè usare la propria testa? Quando questi ragazzi del giorno d’oggi usa­no la propria testa? È previsto? È permesso? L’impres­sio­ne - neanche tanto impressione - è che la libertà individuale di arrivare a un proprio equilibrio, a una propria ar­mo­nia, a una propria sapienza, ovviamente giocandosi le fiches dell’esperienza e dell’errore, non sia più contemplata.

Tutto azzerato, tutto incasellato dentro allo schema e al protocollo, 24 ore su 24. Con tanti saluti a quell’arte dell’educazione che mi affascina da sempre, definita maieutica, So­cra­te il suo profeta maggiore: quest’arte che non considera il ragazzo un contenitore in cui buttare una caterva di no­zioni e di istruzioni, ma anzi lo mette al centro e gli crea le condizioni perché arrivi da solo, prelevandole dal suo den­­tro, alle conclusioni mi­glio­ri. Tutti sappiamo bene co­me una conquista raggiunta in prima persona, da protagonista, sia ben diversa e ben più salda di una conquista acquisita a pappagallo, travasata dall’alto, meccanicamente e passivamente. Chiedo: qualcuno vede ancora in giro, nel ciclismo d’oggi, uno spazio per la crescita e per la partecipazione attiva del soggetto, per una salutare autonomia personale che allevi un protagonista consapevole, e non un soldatino, un ingranaggio, esecutore?

Dice preoccupato il presidente dell’Uci Lap­par­tient: vedo in grup­po ragazzi cupi e depressi. Ma va? Lo dico sommessamente, presidente: va bene lo stress esasperato, va bene il logorio della vita moderna, sempre più opprimenti nel ci­clismo d’oggi, ma non sarà che ai nostri giovani non forniamo più qualche strumento minimo (la sparo grossa: persino un libro) per maneggiarla meglio, questa brutta bestia dello stress? Magari è una co­sa troppo eccentrica in questa bolla di totale programmazione scientifica. Comunque io non mi arrendo. La butto lì. Volendo, se è concesso almeno un solo un libro, ai ragazzi consiglio il mai superato “1984” di Orwell. Anche soltanto per sapere come va a fi­nire, un mondo fatto così.

da tuttoBICI di Dicembre


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COMMENTI
COCORDO
27 dicembre 2025 08:39 Giant21
Per una volta sono d'accordo con Gatti, gli atleti ormai sono come dei robot.

Un attimo
27 dicembre 2025 10:04 Albertone
L’ho schematizzata un po’ da incubo, ma non è molto dif­­forme dal reale"

Centrato
27 dicembre 2025 11:47 lupin3
Questa volta grande articolo di Gatti

Strano davvero
27 dicembre 2025 12:27 Forza81
Leggo di squadre felici, di manager capaci, di training camp allegri, le serate di Padel di Pogacar e soci....mi sbaglio ??

Memoria
27 dicembre 2025 12:35 Craven
L'artigiano, come si definiva lui, non l'avete considerato in tutte queste frasi elevate.

È per questo
27 dicembre 2025 12:39 canepari
che amo gli ANARCHICI del ciclismo...!

Poi arriva la gara...
27 dicembre 2025 12:58 VanDerPogi
...senti le gambe buone, il pubblico che incita, arriva la salita ai -100km, fai un attacco pazzo che nessuno si aspetta, nemmeno il tuo commissario tecnico, capisci che quei mesi di sacrifici e sudore te li ritrovi tutti nelle gambe, e vinci il mondiale.
Non male eh?

....
27 dicembre 2025 13:17 sbunda
È il ciclismo che paradossalmente ci e vi piace. Campioni spaziali. Ciclisti robot e biciclette ipersoniche. Computerini avveniristici e insalate di cibernetica. Non è l'abolizione dell' io è la sclerosi dello sport stesso svuotato di senso dalla merce stessa che propone.

Vanderpogi
27 dicembre 2025 14:00 Greg1981
Ma ovvio. Figurati se non c'e' il ricordo spot. Sempre a seguire la linea editoriale del ripetere a sfinimento. Avanti tutta con i momenti felici Uae & management.

Non so
27 dicembre 2025 14:09 Eli2001
a me sembra di vedere corse molto spettacolari, corse che scoppiano a decine di km dal traguardo dopo anni ad aspettare un attacco che non arriva mai. Per non parlare di decenni di dopati in cui il vincitore era quello che restava in vita dopo le squalifiche.

Gatti
27 dicembre 2025 14:21 Àaaaaaa
Li faccia lavorare 1 settimana in fabbrica. Poi ne riparliamo. In Italia c'e' gente sfruttata e sottopagata

A convenienza
27 dicembre 2025 14:37 Angliru
Giorni fa Salvoldelli ha detto che chi critica questa era e' invidioso. E' un ciclismo che viaggia a ritmi assurdi e finche' vince chi va bene, è tutto apposto ? Mi faccia capire. Non r' da oggi che il livello è questo. E comunque non ho mai visto un uomo obbligato a fare questo lavoro.E' poi inutile inserire ogni tanto le interviste a gente che tesse lodi sul proprio corridori. O è un problema sempre o non lo è mai. Gli anni '90 hanno insegnato poco.

Lap­par­tient
27 dicembre 2025 15:50 Arrivo1991
Però, guardacaso, finchè la questione non l'ha sollevata il gran capo UCI, io non ho letto nessun articolo al riguardo. Nessuno. Quindi il " ma va ?" , è come dire che io faccio alla domenica 6 al Supernalotto con i numeri del sabato. E mi pare, che se ci sono 1/2 tappe in un GT, dove vanno un pochino al risparmio, subito esce il grido " che noia!!!". Quindi ? Inutile poi tirar fuor grandi discorsi. Il prodotto piace così ? E questo trend è la logica conseguenza. Punto.

Soldi
27 dicembre 2025 15:58 PACORIDER
Articolo perfetto e commenti altrettanto di livello, ma forse vi è sfuggito ancora l'ultimo particolare. I soldi. Tutto ruota intorno a quello. Sponsor, TV, immagine, etc. Tutti vogliono guadagnare in un modo o nell'altro compresi gli atleti che alla fin fine sottostanno a queste regole. Non mi riferisco solo al Ciclismo intendiamoci bene, ma a tutto il mondo dello sport in generale. Purtroppo questo è il mio modesto parere....

Correggo e aggiungo
27 dicembre 2025 16:29 Arrivo1991
Tirar fuori ( anziche' tirar fuor).
In aggiunta all'analisi corretta di Pacorider, si capisce che il finale è sempre legato ai soldi.E il carrozzone và avanti tra sponsor, spot e biciclette di alta gamma che costano all'amatore come un'utilitaria.
E nessuno fiata.

Tempi
27 dicembre 2025 17:48 Ricky69
Paragonare il Nokya 3310 con l'iphone 17 nn ha senso, è questo vale anche x il ciclismo,è normale che chi ne ha visto di molte qualche volta sia nostalgico, ma perché forse in quel tempo era più giovane e tutto sembrava migliore.Ogni tempo ha i suoi EROI ..

Considerazione
27 dicembre 2025 18:15 italia
Il buon Gatti ha dimenticato fi citare un piccolissimo minuscolo particolare: un corridore pro tour guadagna in media ....1400 euro .................. al giorno .....

Italia
27 dicembre 2025 19:43 Buzz66
Ho grossi dubbi che la MEDIA di un corridore del World Tour sia 511.000 euro annui.
Anzi ho la certezza che non lo sia…

Paco
27 dicembre 2025 19:54 Eli2001
i soldi, grazie. Uno sport professionistico per cosa deve muoversi? La carità cristiana? I bambini del terzo mondo? Sembra sempre la scoperta dell'acqua calda.

Xbuzz
27 dicembre 2025 21:54 italia
Informati: lo e'.

Xbuzz2
27 dicembre 2025 22:00 italia
Digita ciclismo guadagno corridore professionista voce world tour guadagno medio e vedrai che cifra....

Italia
27 dicembre 2025 23:16 PACORIDER
Buonasera Italia. Da regolamento un atleta WT dipendente ha 44.150 EUR all'anno lordi. Poi di prassi quasi sempre di triplica per un corridore di seconda o terza fascia. Con premi o bonus può arrivare indicativamente a 250.000 EUR. Quindi decisamente sotto alla cifra che indichi tu. È chiaro che se fai una ricerca su Google, magari ci sono delle notevoli discrepanze. Questo solo per chiarezza senza ovviamente alcuna polemica. 😉

Io invece non sono d'accordo!
28 dicembre 2025 12:04 Gnikke
Trovo nell’articolo di Cristiano Gatti molta retorica inutile e fine a se stessa!
Mi è sembrato di rileggere alcuni articoli che comparivano nei quotidiani sportivi del periodo degli anni bui della lotta al doping, quando, a seguito di una nuova vicenda, il giornalista di turno “cadeva (o faceva finta di cadere!) dalle nuvole” sull’argomento, e farciva il suo pezzo di sterile moralismo e falso perbenismo!
Secondo me, ma è opinione strettamente personale, ben vengano i nutrizionisti, gli psicologi e i preparatori atletici nel ciclismo se poi ci consentono di vedere uno spettacolo come quello cui stiamo assistendo negli ultimi anni, con corridori che le corse le interpretano e le costruiscono fin dalle prime fasi di gara, come succedeva con i grandi campioni del passato!
Oppure vogliamo tornare ad un ciclismo come quello di pochi lustri fa, quando un gregge in bicicletta si spostava dalla partenza fino in prossimità dell’arrivo per poi fare lo scattino negli ultimi 2 chilometri e mezzo! O assistere alla presenza, nelle varie sedi di tappa, delle auto della polizia che sequestravano quintali di medicinali dalle ammiraglie!
A me piace questo ciclismo! Ma, come ho detto, questo è solo il mio pensiero! Aggiungo che, se, per assurdo, si tornasse indietro con gli studi scientifici e con la tecnologia, e si tornasse a correre facendo delle medie di 25 km orari, invece che di 45, a me il ciclismo piacerebbe lo stesso, perché comunque credo che i valori in campo non cambierebbero!
Ah, dimenticavo: “1984” di Orwell, libro straordinario, nella “hall of fame” della letteratura di ogni tempo, ma non vedo tutta questa attinenza con quanto succede oggi nel ciclismo! Il paragone mi pare un pò esagerato!

E poi ti ritrovi in fuga...
28 dicembre 2025 12:37 VanDerPogi
...in una giornata pazza, con 8 minuti sul gruppo, davanti a te impenna il Colle delle Finestre, dietro di te il tuo capitano. Sai che per aiutarlo dovrai arrivare in cima prima del gruppo. Pesi 80kg, non sei di certo uno scalatore, ma ti senti nelle gambe la forza di tutti gli inverni passati a pedalare nel fango, delle colazioni con i grammi di pane pesati col bilancino, delle feste a cui non hai potuto participare, delle notti in ritiro passate lontano da casa.
Dai tutto quello che hai, e ti ritrovi ad essere il faro di una delle azioni di squadra più iconiche della storia centenaria del Giro d'Italia.
Mica male questo ciclismo, eh?
(Visto che mi accusano di UAEismo, cito qualche impresa calabrona, perchè il mio punto era tutt'altro, in netto disaccordo con questo articolo osceno)

VanDerPogi
28 dicembre 2025 15:48 Gnikke
👍 WVA e’ così grande che va oltre lo UAEismo…!!!

XPACORIDER
28 dicembre 2025 17:44 italia
La matematica non è una opinione: la cifra è quella perché si parla della somma percepita divisa tra i corridori e non quanto percepisce il 500esimo su mille. Come diceva Trilussa se un uomo mangia due polli a settimana e un altro niente la media e' ...... che mangiano un pollo alla settimana a testa .......

Italia
28 dicembre 2025 18:47 PACORIDER
Caro Italia, il tuo discorso non fa' una piega e ovviamente lo so anch'io benissimo, ma in questo caso, bisogna considerare invece quanto realmente si portano a casa ogni mese l'ottanta per cento dei corridori. Ai tempi di Ronaldo alla Juventus, lui guadagnava 30 Mil. il bravo Perin 400K. Una bella differenza da tenere in conto....

Considerazione
28 dicembre 2025 19:23 italia
Forse sarebbe il caso per i statistici di considerare due valutazioni per evitare ... trilussa...; la prima si prende il monte ingaggi complessivo e lo si divide per il numero dei professionisti per ottenere un valore medio che potrebbe essere non realistico; altra valutazione e quella di stilare un classifica di ingaggi dal primo prof al 1000 e vedere il valore del 500.... Opinione personale

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