BUONE FESTE. IL SEGRETO DI MILAN. «HO FATTO ANCHE L'ELFO DI BABBO NATALE...»

INTERVISTA | 25/12/2024 | 09:15
di Pier Augusto Stagi
Per volare vola e pare un gabbiano. Potente ed elegante, financo regale. Eppure Jo­na­than Milan, l’uomo sul quale il ciclismo italiano prova a ricostruire il proprio futuro pensando al proprio passato, si sente un toro. Sarà per quel suo fisico massiccio da granatiere - ottantaquattro chili distribuiti su centonovantatré centimetri di forza e potenza che nel gruppo lo rendono unico -, ma an­che perché il ragazzo di Buja quando è in sella alla sua bicicletta è come se avesse davanti agli occhi un drappo ros­so, che lo sollecita e lo attira fino allo spasimo.
Jonathan è gabbiano e toro, carezza e clava, brezza e uragano. È un insieme di cose che lo fanno l’uomo dell’anno, l’Oscar tuttoBICI 2024, atleta di riferimento e della speranza per il ciclismo italiano orfano di Vincenzo Ni­ba­li, ma anche di Cipollini e Petacchi. No, non è il nuovo Ganna. Semmai è l’evoluzione, la logica conseguenza e trasformazione del ragazzone di Vi­gnone.
È il “bimbo” di famiglia, di mamma Elena e papà Flavio, anche lui ottimo dilettante. Vinceva le più belle corse in­ter­nazionali: dal Belvedere al Del Ros­so, da una tappa al Val d’Aosta a una alla Settimana Bergamasca. Anche un Mondiale, quello riservato ai militari, che gli aprì le porte del professionismo con la maglia dell’Amore & Vita di Ivano Fanini, ma la sua esperienza nel mondo dei grandi durò troppo poco: quanto la vita di una farfalla.

Jonathan è invece gabbiano e toro, il ra­gazzo che sentì il richiamo della bicicletta già a 4 anni
. «Andavo con papà a vedere le sue cor­se e mi sono appassionato subito», ri­corda oggi Jonathan. Papà preferiva qualcosa di diverso per il suo pargolo, tanto che provò con il tennis e il ba­sket, lo sci e il nuoto, anche con le arti marziali: judo e karate. Niente, Jo­na­than aveva la fissa per la bici e papà Flavio gliela diede.
Arrivò persino a creare una squadra con un suo ami­co, Marco Zontone: la chiamarono Jam’s (acronimo di Jonathan, Asia e Matteo, il loro figli) Bike Team Buja. 
«All’inizio era votata solamente al ci­clocross e alla mtb, poi si è aperta an­che alla strada», ci racconta Jonathan.

Jonathan, ma quanto c’entra il suo nome con il famoso libro di Richard Bach?
«Nasce da lì, piaceva ai miei genitori. Piace anche a me».
Come un gabbiano hai imparato a volare…
«Beh, in pista sono radente, su strada sto imparando a prendere il volo: quest’anno 11 vittorie, sono sulla buona strada».
È vero che adora collezionare le vespe vintage?
«Mi sono sempre piaciute. Non perché adoro le moto, ma perché mi piacciono le vespe».
Quindi gabbiano, toro e vespa…
«(ride), sono un bell’animale… È così, dopo l’Olimpiade di Tokio me ne sono regalata una del 1962: è bellissima. Quan­do torno a casa un giretto me lo faccio sempre. Sono anche iscritto al Club Vespa di Gemona: un giorno farò anche i raduni».
Lei è cresciuto nel Cycling Team Friuli di Roberto Bressan, una piccola fucina di talenti. 
«Un ambiente tranquillo, che ti insegna a fare il corridore senza pressioni, ma con grandi attenzioni e rigore».
Ai mondiali di Ballerup, in Danimarca, l’unico oro l’ha portato lei.
«Mi ero programmato solo per la sfida in­­dividuale dell’inseguimento. Inse­guiv­o il sogno della maglia iridata, quella che è stata per sei volte sulle spalle di Filippo (Ganna, ndr), mi sono superato, visto che ho anche realizzato il record del mondo (3’59”153, media di 60,212 km/h sui 4 km, ndr). Sia ben chiaro, il record del mondo non l’ho portato via a Pippo, ma non ho fatto altro che vendicarlo sul britannico Josh Charlton, che aveva migliorato il limite poche ore prima di me».
Si è reso conto di quanto è riuscito a fare? 
«Lo sto realizzando solo adesso, con calma, dopo il tanto fragore. È tutto velocissimo, tutto scandito al millesimo di secondo, tutto programmato e quando ti rendi conto che il sogno è realtà e che a volte la realtà è meglio dei tuoi sogni ci vuole del tempo per prendere coscienza. A metabolizzare non sono velocissimo».
Quattro chilometri sono pochi, sono uno sforzo esplosivo come pochi. Dicono che lei quando accelera fa male.
«Questo non lo so, anche se non è un gesto così indolore. In quella progressione, in quel raggiungere la velocità di crociera, mantenersi in asse, procedere a tutta è il frutto di tanto lavoro, tan­to sudore e tante ore di allenamento».
Quel giorno sembrava in stato di grazia? 
«È stato così. Ho sentito che ero proprio corpo unico in sella alla mia bicicletta. E poi non dimenticherò mai l’abbraccio dei miei compagni di squadra: quello è stato il premio più bello». 
E dire che c’erano tutti gli ingredienti per saltare di testa: in qualificazione l’inglese Josh Charlton aveva fatto davvero un ca­polavoro…
«Vero, ma io in certe situazioni ci va­do a nozze. Fare la finale con uno che ha appena realizzato il record del mondo può condizionarti, può farti tremare le gambe. Io, invece, mi sentivo fortissimo. L’ha fatto lui, lo potevo fare an­ch’io».
Come si fa a mantenere una serenità così in certi momenti? 
«Non lo so. Sono fatto così. Potrei dire ciò che ho già detto ad altri suoi colleghi: agitarsi non serve a niente».
E un pensierino al record dell’ora non lo fa?
«No, non mi sento ancora pronto (Gan­na è il detentore dal 2022 con 56,792 km; ndr): quello è uno sforzo pazzesco, va preparato per bene. Pippo ha portato il limite davvero molto in alto, se lo vuoi superare devi essere su­per preparato, super motivato: devi es­sere super».
Questo era il primo anno alla Lidl Trek di Luca Guercilena, che voto si dà?
«Ho trovato un team bellissimo, che mi ha supportato in tutto e per tutto. Undici vittorie su strada sono un bel viatico, ma è solo l’inizio. So che devo migliorare ancora molto, che devo trovare i giusti sincronismi con il mio tre­no, però mi do in ogni caso un bell’8». 
Forse l’unica giornata no è stata all’Europeo su strada, dove era dato tra i grandi favoriti.
«La Nazionale ha fatto un grandissimo lavoro, io un po’ meno. Mi sono incartato. Mi spiace soprattutto per i miei compagni di squadra che avevano dato l’anima per quell’obiettivo, ma ci rifaremo. Con il senno di poi posso anche dire che forse potevamo tirare meno, perché il gruppo si era ridotto di molto e quindi era più facile muoversi di conseguenza. Ma con il senno di poi…». 
Ma è vero che la mamma non voleva che lei corresse?
«Mi ha sempre detto: non fare quello che ha fatto papà».
Ha sempre avuto un fisico così massiccio?
«In tre anni mi sono trasformato: dai 18 anni ai 21 è stata un’esplosione. Cambiavo scarpe e vestiti alla velocità del suono. Prima ero mingherlino».
Discoteca?
«Poco, quasi niente, non è il mio habitat. Preferisco i boschi».
Come gli elfi…
«L’ho anche fatto».
In che senso?
«I miei genitori da quando sono ragazzino portano avanti la tradizione dell’arrivo di Babbo Natale. È una tradizione che vive a Ursinins Grande, frazione di Buja. Un anno ho interpretato un elfo di Babbo Natale».
A proposito di regali: ma alla maglia verde del Tour ci pensa?
«È lì tra i miei pensieri primari. È un regalo che prima o poi vorrei farmi».
Si sente velocista o qualcosa di più?
«Sento di poter recitare un ruolo im­portante anche in alcune classiche. In cima alla lista c’è la Sanremo, ma anche la Gand e la Roubaix. Il Fiandre? For­se un giorno, bisogna essere più strutturati». 
Nelle volate in cosa deve migliorare?
«Sicuramente nella posizione: devo stare meno all’aria».
Una frase che sente sua.
«Ogni tanto si vince, ogni tanto si im­para».
Le vacanze? 
«Con la mia fidanzata Samira alle Mal­dive, anche se io ho sempre amato di più la montagna».
Strano per un velocista… pardon, un gabbiano.
«Ma io sono anche vespa e soprattutto toro. Il toro di Buja come mi chiamano i tifosi e come amo essere chiamato. Un toro che vede rosso, ma ama l’azzurro del cielo e del mare, ama adora il verde della montagna. Il verde del via libera e della libertà».

Copyright © TBW
COMMENTI
Fenomeno
25 dicembre 2024 21:59 apprendista passista
Un grande 2024...per me non solo un grande pistard e un super velocista. Può sicuramente centrare Sanremo, Roubeix e Gand...alè alè Jonathan...

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
I corridori sanno perfettamente cosa significhi stare per ore al sole, affrontando salite e canicola estiva. Lo sanno perfettamente tutti i ciclisti che ricorrono da tempo a gilet refrigeranti, che possono in qualche modo dare sollievo prima o dopo una...


Anche quest'anno non ce n'è per nessuno: Filippo Ganna vince, anzi stravince, la cronometro del Campionato Italiano 2026 e centra il suo settimo titolo nazionale di specialità. Medaglia d'argento, a 2'06" (!) per un bravissimo e sorprendente Luca Giaimi (UAE...


Edoardo Affini stava andando forte nei primi chilometri della cronometro tricolore, ma è caduto in discesa tra Briaglia e Bastia Mondovì. Il mantovano della Visma Lease a Bike, campione europeo di specialità nel 2024, è finito a terra dopo soli 6...


Parte con un annuncio destinato a incidere sul futuro di Monteroni di Lecce il secondo mandato della sindaca Mariolina Pizzuto. Nel corso del Consiglio comunale di insediamento, ospitato nel gremito Salone delle Feste del Palazzo Baronale, è stata ufficializzata la...


Di seguito vi proponiamo i risultati delle prove nazionali a cronometro in campo femminile. SPAGNA. Per il quarto anno consecutivo Mireia Benito conquista il titolo nazionale spagnolo della cronometro. La 29enne della AG Insurance - Soudal Team ha pedalato i...


Oscar Onley non sarà alla partenza dell'imminente Tour de France 2026. Il britannico della Netcompany Ineos soffre infatti di un infortunio alla spalla rimediato a seguito di una caduta durante la sesta tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes. «Sono profondamente dispiaciuto di...


Nel mondo continuano le competizioni che assegnano i titoli nazionali contro il tempo. Vi proponiamo di seguito una carrellata di risultati GRAN BRETAGNA. Il primo successo stagionale del 2026 per Ethan Hayter arriva nella prova dei campionati nazionali contro il...


Come seguire in tv il lungo weekend tricolore? Ecco la guida agli appuntamenti a cominciare da quello odierno con la cronometro riservata ai professionisti RAISPORT oggi alle 18.55 Sabato 27 è in programma la prova in linea dei professionisti EUROSPORT...


Un percorso esigente, impegnativo e selettivo, al quale è da aggiungere un’altra probabile giornata da bollino rosso per il caldo che non risparmia la Toscana da diversi giorni. Sono gli aspetti che caratterizzano il Campionato Italiano Under 23 di domenica...


La folta e variopinta carovana del 5° Giro della Valdera a tappe per la categoria juniores (17 e 18 anni) è pronta ad iniziare il viaggio da domani venerdì a domenica 28 giugno, quando sul traguardo di Lajatico si concluderà...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra