Pista, Fiorenzuola lancia il suo messaggio: "rieccoci"
| 06/07/2008 | 08:56 “Rieccoci”: il titolo della brochure informativa distribuita con il programma della 6 Giorni delle Rose 2008. “Rieccoci” pensa Claudio Santi (nella foto con Peteer Barcozki), creatore e ora coordinatore dell'evento.
Come è andata la preparazione dell’evento?
«Benissimo, finalmente ci siamo, una creatura l'aspetti per nove mesi e poi non vedi l'ora di vederla. Noi questa nostra 6 Giorni delle Rose Internazionale la prepariamo per altrettanto tempo e ora vogliamo vedere i nostri ragazzi correre e i nostri ospiti cantare e ballare, i
nostri amici divertirsi. Si apre la grande festa internazionale del ciclismo su pista nel velodromo più antico e più apprezzato».
Cosa si aspetta da questa 6 giorni?
«Tutto, un viavai di amici di tutto il mondo, bandiere sventolanti, una fraternità comune in una sfida leale, in un clima unico e irripetibile ovunque e da chiunque, in uno stadio pieno di gioia e di emozioni».
E Attilio Pavesi?
«Sta bene, ed è più emozionato di noi nel sapere che per la prima volta si corre con il velodromo che porta il suo nome, con il ricordo di quando corse lui e vinse Girardengo, con la sua musica italiana e con il suo tango argentino. Ha scritto il messaggio di apertura e leggerà tutti i giorni Libertà via internet. Il vecchio campione ci segue con amore e con passione».
Tutto gratis quest’anno, perché questa scelta?
«Merito della nostra volontà, dei nostri sponsor e di tutti coloro che hanno partecipato in questi 10 anni».
Una dedica particolare?
«A Peter Barkoczi (che ha perso la sensibilità agli arti inferiori a Fiorenzuola nel 2005, ndr) che mi ha aiutato a capire il valore delle cose e che l’amaro ma vero sale delle lacrime toglie l’acido sapore dell’invidia e della gelosia che non senti più. Mi ha portato dentro anche il valore di questo velodromo da lui amato a prescindere (sarà come sempre alla 6 Giorni delle Rose, ndr) e un pensiero affettuoso a tutti i volontari di tutti questi anni, semplicemente meravigliosi e protagonisti veri del successo di questa manifestazione».
E il meteo?
«Le previsioni per i primi giorni non sono buone, ma ormai non ci spaventano più. Se e quando Dio lo vorrà, il programma proseguirà, il nostro dovere è quello di essere pronti e lo siamo più che mai».
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