OSCAR TUTTOBICI. IL MIGLIOR ALLIEVO LORENZO CAMPAGNOLO SOGNA DI SEGUIRE LE ORME DELL'IRIDATO FINN

INTERVISTA | 18/11/2024 | 08:15
di Giulia De Maio

Parla veneto la classifica finale dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio System Cars riservato alla categoria Allievi grazie a Lorenzo Campagnolo, portacolori della Borgo Molino Vigna Fiorita, che alla fine di una lunga stagione ha avuto la meglio sul trentino Brendon Fedrizzi (CC Forti e Veloci), autentico mietitore di vittorie, e sul toscano figlio d'arte Luciano Gaggioli (Team Valdinievole). Il miglior Allievo del 2024 ha 16 anni, vive a Tezze sul Brenta e studia Logistica all'Istituto Remondini di Bassano del Grappa. Ci racconta di più lui stesso.


Chi ti ha trasmesso la passione per il ciclismo?


«Papà Maurizio, che con mamma Stefania vende frutta e verdura, ha instillato l'amore per le due ruote ai miei fratelli maggiori, vale a dire Jessica che oggi insegna ai bambini dell'asilo, Evelin che fa le pulizie in una scuola e mio fratello Giovanni, operaio in fabbrica. Io l'ho ereditato da loro. Ora corro solo io ma tutti mi seguono ogni domenica con trasporto».

Saranno orgogliosi del primo Oscar tuttoBICI del “piccolo di casa”.

«Sì, è un riconoscimento importante perché valuta le prestazioni nelle gare più rilevanti in ambito nazionale e internazionale. Sono onorato di riceverlo e orgoglioso di essermelo meritato, nonostante nel finale di stagione non sia stato in forma. Oltre alla mia famiglia devo ringraziare la squadra, che mi ha sempre sostenuto. Non a caso a ritirare il premio verrò accompagnato dal direttore sportivo Andrea Toffoli».

Pedali da...?

«Da sempre. A dirla tutta non ho mai preso in considerazione altri sport. La prima gara l'ho corsa da G1 a Tezze sul Brenta, mi piazzai 4° o 5°, ma mi diverto in sella da molto prima. Guerino Polo, padrino di mio fratello e presidente della squadra di Giovanissimi in cui siamo cresciuti, ci ha tirato su insieme a tanti altri bambine e bambini della zona».

Che corridore ti immagini da grande?

«È presto per dirlo, devo capire come crescerò. Per ora me la cavo bene sia in pianura che in salita. Quest'anno ho vinto 10 corse, tra le più importanti ricordo quella di Piatto, in provincia di Biella, con la rappresentativa veneta, il Trofeo Feralpi a Lonato (BS) e la classica di fine stagione Albese con Cassano-Ghisallo».

In cima al Ghisallo ha vinto anche Lorenzo Mark Finn, vorresti seguire le sue orme?

«Ci metterei la firma, quest'anno ha vinto il titolo mondiale tra gli juniores con una prova di forza da applausi. È una grande promessa, il ciclismo italiano di questi tempi ne ha bisogno. Per quanto mi riguarda spero di continuare a lungo in sella e un giorno di diventare professionista. Nella vita però nulla è scontato, quindi un piano B ce l'ho già in mente. Se non riuscissi a passare pro', da grande mi piacerebbe lavorare come fisioterapista, restando nell'ambito sportivo».

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