GATTI & MISFATTI. MONDO ZIO

LIBRI | 03/10/2024 | 08:20
di Cristiano Gatti

«La serietà, a qualsiasi livello, è una moneta che compra tutto»: se dicessi che l’ho rubata dai Dia­lo­ghi Morali di Seneca, pochi oserebbero dubitare. Invece l’ho presa da un altro libro, titolo I miei primi 80 anni, che nessuno (dico purtroppo) troverà nelle mi­gliori librerie, tanto meno nel­le peggiori, perché gli anni sono quelli dello Zio di tutti noi, Bru­no Reverberi, e a modo suo ha vo­luto metterli nero su bianco so­lo per gli amici, in un numero limitato di copie, affidandosi a una penna scelta, come i nobili del Rinascimento si facevano im­biancare i salotti e le chiese dai Michelangeli e dai Raffaelli, in questo caso Angelo Costa, e mi pare basti il nome.


Lo dico subito: mi spiace, davvero mi spiace una cifra, l’abbia scritto An­ge­lo Costa, cioè uno dei miei amici più amati, perché tutti penseranno subito che dica così bene perché parlo di un ami­co, come succede quasi sempre in Italia or­mai, amici geniali e integerrimi a prescindere, nemici idioti e fa­rabutti a prescindere. Invece no, la­scio fuori l’amicizia da questo articolo, non c’entra nulla, parlo del libro e ne dico ciò che penso: è una piccola opera d'arte, confezionata con amore artigianale da bottega, ma con tanto talento e tanta cura. Nel panorama non esal­tante della cicloeditoria, questa diventa una vera gemma, che sul serio ha la sola colpa d’essere a tiratura limitata, fossi un editore mi metterei davanti al cancello di Bruno finché non accetta di metterlo in vendita su larga sca­la.


Consiglio spassionato: bi­sogna riuscire a farselo prestare da chi ce l’ha, è un’occasione unica e divertentissima per pedalare negli 80 anni di una vita vera, genuina, ru­spante, ma anche nei 60 anni del nostro ciclismo, del nostro sport, del nostro costume, in un certo modo nella nostra storia italiana.

Certo, ad Angelo lo voglio dire chiaro e tondo: operazione con bassissimo coefficiente di difficoltà, perché quando maneggi un materiale che porta il nome di Bruno Reverberi è anche difficile venirne fuori con un’opera noiosa, banale, scontata. Se mai, la vera difficoltà, avendo a che fare con un materiale altamente esplosivo, è selezionare, calibrare, riordinare, insomma capirci qualcosa in quel fungo atomico salito dal piccolo mondo di Bib­biano, il borgo dove Reverberi è nato qualche secolo dopo il Par­migiano Reggiano (così assicura lui, così voglio credere, anche se in giro per l’Emilia ho già conosciuto almeno duecento borghi in cui è garantito assicurato sia nato l’impareggiabile formaggio gra­na).

Mi sembra di vederli, i due reggiani migliori del ciclismo mondiale: lo Zio che racconta, buttandoci dentro tutto, attualità e ricordi, retroscena e confidenze, commen­ti e anatemi, saltando di qua e di là, a getto continuo, come fa ai raduni di partenza o nei dopogara del Giro d’Italia, e sull’altra sedia Angelo, che come spugna cerca di assorbire l’esondazione, magari tentando timidamente, con il suo garbo da Monsignor Della Casa che in trentacinque Gi­ri d’Italia ha cercato inutilmen­te di insegnare anche a me, di metterci un ordine, segnandosi tutto con il suo scrupolo e la sua precisione, con il metodo usato sempre e ovunque per ogni sua riga scritta. Ma in mezzo a loro, sono sicuro, non me la raccontano, un salame: sì, perché le due canaglie, quando fanno comunella, per scrivere un libro o per i semplici auguri di Natale, comunque ta­gliano fette in continuazione, Bru­­no col coltello in mano diventa una Berkel umana, l’altro recita modi da vegano inappetente eppure magna con le frequenze di Pogy&Vinge al Tour, va su col suo passo e non denuncia un solo segno di fatica, se gli dici ma co­me fai ti guarda con due occhioni da cocker, con naturalezza, come tutti i fuoriclasse, e ti dice perché, sono due fettine...

Il risultato di questa Srl è comunque lì da gustare: non il salame, dico del li­bro. Se­gnato davvero dall’aforisma citato all’inizio, in realtà la stella po­lare di una vita, con i suoi alti e i suoi bassi, i suoi successi e le sue umiliazioni, le sue felicità e le sue tristezze, sempre comunque tentando di applicare quel mantra, “la serietà a qualsiasi livello è una moneta che compra tutto”. Angelo Costa riesce a trasmetterci davvero il fenomeno Bruno Re­verberi, lui e il suo Ca­sato, con le figure centrali della moglie Giuliana, santa e martire nelle vesti della più prossima sopportatrice di un marito eufemisticamente detto vulcanico, poi il fi­glio Roberto, il genero Maurizio, giù giù fino alla terza generazione dei nipoti, già reclutati in squadra, là dove è sempre difficilissimo capire quanto il branco Reverberi sia famiglia e quanto azienda sportiva.

Poche cronache, dati e date l’essenziale, tantissimo racconto, infinità di aneddoti quasi sempre sketch comici, anche se trattano questioni serie e pesanti, quante Re­ver­beri ne ha affrontate a partire da quel ’64, quando decise che nella vita, oltre a trafficare in case e prosciutti, gli sarebbe piaciuto fare il ciclismo. In ogni ca­so, una grande assente in tutto il libro: la noia. Impossibile con lo Zio, impossibile con Angelo Co­sta. Poi certo, c’è tutto il resto: i corridori lanciati, da Cassani (sua la prefazione che trasuda ri­conoscenza) a Fontanelli, da Pe­tacchi a Podenzana, da Ciccone a Col­brelli. Non mancano, come po­trebbero, le grandi battaglie con le grandi squadre, gli anni cupi del doping, i memorabili vaffa ai potenti, dalla Melandri ministra a Petrucci presidente Co­ni, fino ai giudici boriosi e ottusi, ma an­che e soprattutto ai suoi giovani meno ispirati, naturalmente il tutto condito dagli storici motti contadini, “meglio un uovo in mano che una gallina per aria”, “oggi si dividono i ma­schi dalle femmine”. E però, do­po averci riso sopra, prima dei sa­luti, imperdibile l’ultimo capitolo, analisi lucidissima e per niente comica di questa stagione del ciclismo, un vero saggio che dovrebbe girare sui tavoli dei vertici Uci. Dove difatti, puntualmente, immancabilmente, non girerà.

Ps: attenzione, a pagina 217 una foto di Bruno Re­verberi che secondo me non è vera, se la sono fatta con l'Intelligenza Artificiale, uno smaccato falso storico: lo Zio ha i capelli e la cravatta.

da tuttoBICI di ottobre

ORA IL LIBRO E' DISPONIBILE SULLE PIATTAFORME ONLINE E NELLE LIBRERIE

Titolo completo: I miei primi 80 anni - La mia vita, il mio ciclismo

Autore: Bruno Reverberi con Angelo Costa

La storia di Bruno Reverberi, dall'avventura della Termolan a quella della VF Group Bardiani Csf Faizané - Una storia di aneddoti ciclistici lunga cinquant'anni.

Pagine: 224 -  Euro 15,00

www.krisseditore.it

Copyright © TBW
COMMENTI
Gatti
3 ottobre 2024 11:43 Hal3Al
grazie.

Il titolo è ridicolo
4 ottobre 2024 01:02 Miguelon
I miei primi 80 anni? Perché, qualcuno è mai arrivato a 160?😂

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Le immagini dell’incidente riprese da un telefonino lasciano senza fiato ma fortunatamente sembra che Paul Vriesman, 17enne olandese, la spettatrice e gli altri atleti coinvolti non abbiano riportato conseguenze serie. Tutto è successo domenica nell’ultima delle quattro tappe del...


Riboli Team Autozai Contri e Soudal Quick-Step - una delle formazioni più vincenti e storiche del ciclismo mondiale - sono orgogliosi di annunciare una prestigiosa partnership a lungo termine. Un accordo strategico che punta a creare un percorso chiaro...


Altro finale tiratissimo al Giro Next Gen 2026 e altra gioia al millimetro per i fuggitivi. Stavolta vince Jasper Schoofs (Soudal Quick-Step Devo), che batte in volata i compagni di avventura Simone Zanini (XDS Astana Development) e Matteo Vanhuffel (Development...


Il ciclismo conquista il palcoscenico della diplomazia internazionale. In occasione del vertice del G7 ospitato a Évian-les-Bains, il presidente francese Emmanuel Macron ha scelto un regalo originale e simbolico per i capi di Stato e di governo presenti: una bicicletta...


Se la vostra filosofia prevede di credere nell’utilizzo di una sola bicicletta per ogni tipologia di percorso, da oggi in poi dovrete prendere in considerazione la nuova Bianchi Specialissima, una all-rounder di ultima generazione. In questo modello il Reparto Corse, storica divisione...


Gli ultimi giorni di scuola ci hanno visti impegnati a La Villa con i ragazzi dei Licei e dell’Istituto Tecnico dell’Alta Badia. Siamo qui grazie agli amici della Maratona dles Dolomites, che l’anno scorso hanno sostenuto il progetto scuola della...


Nell’anno in cui l’A.S. Aurora, società organizzatrice che festeggia gli 80 anni essendo stata fondata nel 1946, la 79^ Firenze-Viareggio classica nazionale per élite e under 23 in programma il prossimo 15 agosto cambia percorso per tre quarti del suo...


Per Tiesj Benoot l’imminente Tour de Suisse non sarà una corsa come le altre. Assente dalle competizioni dallo scorso Lombardia, nella gara a tappe che prenderà il via domani da Sondrio il belga farà infatti il proprio debutto in...


Non solo Giro di Svizzera, in vista del Tour de France c’è anche chi ha scelto il Giro di Slovenia 2026 (17-21 giugno). Corsa giovane, nata nel 1993, ma con una sua identità ben precisa, può contare su un albo...


Tom Pidcock non sarà alla partenza del Giro di Svizzera 2026, la conferma è arrivata dalle convocazioni diramate dal team Pinarello Q36.5 che vedono il britannico depennato dall'elenco. La motivazione è presto detta: il bicampione olimpico della MTB è reduce dai...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024