Tempo di Tour, già partiti i controlli antidoping

| 25/06/2008 | 15:08
Il Tour è già cominciato, almeno per chi si occupa dei controlli antidoping. Trenta i corridori già controllati, altrettanti lo saranno prima dell'inizio del Tour de France: è quello che prevede la prima parte del programma di test a sorpresa che l'agenzia antidoping francese sta realizzando in vista della prossima Grande Boucle. A gestire i controlli sarà soltanto l'autorità francese, dopo che l'Uci è stata estromessa dall'organizzazione dell'evento: dopo gli scandali degli ultimi anni, il direttore dell'agenzia antidoping francese Pierre Bordry auspica un'edizione 2008 tranquilla. «Possiamo accompagnare il rinnovamento del ciclismo, possiamo riuscire ad essere dissuasivi attraverso controlli durante gli allenamenti e agendo in maniera non prevista in corsa - ha spiegato Bordry -. Per ora sono stati controllati trenta corridori, arriveremo a 50-60 in tutta Europa. Non abbiamo ancora i risultati, ma li sapremo prima del Tour. Alcuni sono stati controllati più volte, altri hanno subito prelievi sanguigni». Si punta quindi sui test a sorpresa oltre, ovviamente, a quelli in competizione:«La strategia è ormai in evoluzione - ha spiegato il resposnabile dei controlli, Jean Pierre Verdy -: dopo la corsa verranno sistematicamente controllati i primi tre classificati e la maglia gialla. Oltre a questi ci saranno nuovamente test a sorpresa. Saranno anche possibili controlli la mattina e la sera negli alberghi, e nei giorni di riposo. I corridori dovranno sapere di essere controllati soltanto dopo la corsa». A quel punto gli atleti saranno prelevati da una squadra speciale di otto persone, una task-force munita di distintivo, che non li perderà di vista nemmeno per un momento nel tragitto fino alla postazione medica. A Brest, nell'immediata vigilia del via, tutti i corridori saranno sottoposti a un test sul sangue, per smascherare eventuali pratiche proibite come l'emotrasfusione. «Firmerò una convenzione col laboratorio di Losanna - ha detto Bordry - perché i controlli sanguigni vengano fatti con i criteri del passaporto biologico e tutti i risultati vengano trasmessi all'Uci, che è in possesso dei profili ematici dei corridori. Non si tratta di un regalo all'Uci, ma di un regalo al ciclismo. Il passaporto biologico è ancora in fase sperimentale ma è un'arma estremamente importante nella lotta al doping». Bordry ha anche fatto sapere di essersi incontrato recentemente col presidente dell'Uci Pat McQuaid e che da parte sua «non c'è alcun problema» con l'organismo con sede a Losanna. Problemi e spaccature che esistono invece con l'Amaury Sports Organisation (Aso), la società che organizza il Tour, ormai in aperto conflitto con l'Uci, tanto da escluderla in toto dalla gestione dell'evento dopo una lunga querelle sul calendario internazionale e il diritto di stabilire le squadre partecipanti. Bordry, che ha anche espresso «pieno sostegno» al presidente dell'agenzia mondiale antidoping (Wada) John Fahey, ha voluto sottolineare che l'elenco delle sostanze proibite al Tour è identico a quello stabilito dalla Wada. Le analisi sui prelievi realizzati durante la Grande Boucle saranno effettuate dai laboratori di Chatenay-Malabry o Losanna (per l'ormone della crescita). I risultati dovrebbero arrivare entro 48 ore. «L'Epo sarà controllata regolarmente», ha aggiunto il responsabile dei controlli.
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