TOUR OF OMAN 2024, LA GREEN MOUNTAIN E NON SOLO. ADAM YATES SFIDA LA SOUDAL

PROFESSIONISTI | 09/02/2024 | 14:30
di Carlo Malvestio

Febbraio è il mese delle corse in Medio Oriente e domani, archiviata la Muscat Classic, parte ufficialmente il Tour of Oman 2024. Nato nel 2010, è diventato con gli anni appuntamento ideale per preparare le prime grandi gare della stagione, e non a caso nel suo albo d’oro figurano atleti come Fabian Cancellara, Chris Froome e Vincenzo Nibali (unico italiano a vincerlo). L’anno scorso è stata lotta tra due grandi talenti, Matteo Jorgenson e Mauri Vansevenant, con l’americano che si aggiudicò la corsa per un solo secondo.


La grande pecca di questa corsa è che, da sempre, non gode di una diretta TV. Alcuni canali locali omaniti, comunque, dovrebbero trasmetterla in streaming su YouTube. 


PERCORSO

Rispetto alla scorso anno cambiano le sedi di partenza, ma gli arrivi rimangono gli stessi. Il che vuol dire che ci sono poche tappe veramente piatte, tipiche delle corse orientali - anzi, mappa alla mano, sono 4 arrivi in salita - e corridori esplosivi e scalatori avranno più di una chance per lasciare il segno. Si parte dall’Oman Across Ages Museum di Manah, aperto qualche mese fa, e si arriva all’Oman Convetion-Exhibition Centre dopo 181 km, in quella che è l’unica vera tappa adatta ai velocisti visto che non ci sono difficoltà altimetriche. L’anno scorso, qui, si impose Tim Merlier.

I primi segnali li avremo già il giorno seguente, nella As Sifah-Qurayyat di 170 km. La prima parte di percorso ricalca alcune strade già solcate dalla Muscat Classic, con le salite di Al Jissah (1,3 km all’8,2%) e quella di Wadi Al Kabir (2,2 km al 6,3%) che serviranno però più che altro a far partire la fuga di giornata. La tappa si infiammerà probabilmente solo nel finale, con l’arrivo in salita a Qurayyat (2,7 km all’8,7%) che sorride soprattutto a quei corridori che tengono in salita e hanno un notevole cambio di ritmo, come ad esempio Jesus Herrada, che si impose l’anno scorso.

Le difficoltà aumentano ancora il terzo giorno, con la Bid Bid-Eastern Mountain di 169 km. Rispetto all’anno scorso cambia la denominazione ufficiale, ma la salita finale è la stessa, ovvero quella di Jabel Hatt che incoronò Matteo Jorgenson. Siamo nel cuore della catena montuosa dei monti Hajar e la salita finale è di quelle che fanno male, visto che misura 4,6 km con una pendenza media dell’8,5%. L’anno scorso questa asperità diede chiari segnali su chi potesse essere il vincitore del Tour of Oman e, quest’anno, con tutta probabilità, farà lo stesso.

La giornata più difficile da interpretare è sicuramente la quarta, la Al Rustaq Fort-Yitti Hills, non solo perché è la più lunga coi suoi 207 km, ma anche perché il finale è pieno di insidie. A poco più di 50 km dall’arrivo c’è la salita di Jabal Road (3,4 km all’8.9%) e poi, negli ultimi 16 km, gli atleti affronteranno in rapida successione Wadi Al Kabir (1,1 km al 5,8%), Al Jissah (2,7 km al 6,7%) e Yitti Hills (1,7 km al 5,9%), che porta direttamente all’arrivo. Nel 2023 non mancarono gli attacchi, ma alla fine si arrivò a una volata ristretta a 40 corridori vinta da un grande Diego Ulissi.

Poteva poi mancare la Green Mountain? Certo che no, anche quest’anno il Tour of Oman si concluderà con la salita ormai celebre di Jabal Al Akhdar, che negli anni ha visto esaltarsi Nibali, Froome e Joaquim Rodriguez, solo per citarne alcuni. Sono 5,7 km al 10,5% di pendenza media, che faranno esplodere il gruppo in mille pezzi e metteranno il punto esclamativo su questa 13ª edizione della corsa araba. 

(altimetrie in copertina)

FAVORITI

Non c’è il vincitore dell’anno scorso Jorgenson, ma c’è il vice-campione Mauri Vansevenant (Soudal-QuickStep), che l’anno scorso in Oman ha probabilmente portato a casa il risultato più importante per lui fino a questo momento in una corsa a tappe. Con lui ci saranno due corridori che conoscono bene questa corsa, Jan Hirt, vincitore dell’edizione 2022, e Fausto Masnada, che quello stesso anno chiuse secondo, e saranno molto di più che due valide alternative. La UAE Team Emirates, però, si presenta con un tridente importante, composto da Adam Yates che, pur essendo per la prima volta in Oman, è sicuramente il favorito numero 1 per pedigree e peso specifico, Finn Fisher-Black, che si è visto sfuggire la vittoria dell’AlUla Tour all’ultima volata, e Diego Ulissi, come detto vincitore di una frazione nel 2023.

Rispetto all’anno scorso il livello è generalmente più alto, ci saranno anche Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe), Louis Meintjes (Intermarché-Wnaty), Warren Barguil (DSM-Firmenich PostNL) e due ossi duri come Harm Vanhoucke e il giovane Henri Vandenabeele (Lotto Dstny). In ottica classifica generale occhio poi a Anthon Charmig (Astana Qazaqstan), Jesus Herrada (Cofidis), Ben Zwiehoff (Bora-hansgrohe), Elie Gesbert, Cristian Rodriguez (Arkéa-B&B Hotels), Giovanni Carboni (JCL Team Ukyo) e il giovanissimo classe 2004 Alexy Faure-Prost (Intermarché-Wanty), 5° l’anno scorso al Giro Next Gen e 2° al Giro della Valle d’Aosta.

Ci sarà una sola tappa per velocisti, ma la concorrenza è ampia, c’è Fabio Jakosben, all’esordio con la DSM-firmenich PostNL, c’è Caleb Ewan (Jayco AlUla), c’è Alexander Kristoff (Uno-X), recordman di vittorie in Oman con 9 successi parziali, c’è Bryan Coquard (Cofidis), e poi i giovani rampanti Luke Lamperti e Paul Magnier (Soudal-QuickStep), Gleb Syritsa (Astana Qazaqstan), Matteo Malucelli (JCL Team Ukyo), Lucas Carstensen (Roojai Insurance) e Lionel Taminiaux (Lotto Dsnty).

Lato Italia, da tenere d’occhio anche Davide De Pretto (Jayco AlUla), Francesco Busatto e Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty) per i successi parziali, che troveranno tante tappe adatte alle loro caratteristiche.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
“Pogacar il Re Sole” (Gazzetta dello Sport), con 35’27” di tempo d’ascesa all’Alpe d’Huez, ha inscenato lo spettacolo. Il record nella scalata, adesso è suo, ma soprattutto il trionfo dello sloveno rappresenta “una pietra miliare nella carriera prodigio”( Ciro Scognamiglio). Lui,...


Se Tadej Pogacar ha monopolizzato la scena con una straordinaria vittoria e il nuovo record di scalata dell'Alpe d'Huez, alle sue spalle c'è un altro corridore che può ritenersi soddisfatto dopo la diciannovesima tappa del Tour de France. È Remco...


Non era mai successo, nel ciclsmo moderno, che le montagne fossero così vicine a Parigi. Non era mai successo che la penultima tappa proponesse in successione quattro salite mitiche, non era mai successo che a poche ore dall'arrivo sui Campi...


Oggi intorno alle alle 14, quando il Tour affronterà la salita del Col du Telegraphe, sarà impossibile non ricordare quella meravigliosa domenica del 6 luglio del 1952. Erano le 12, 30 quando, dopo la Croix de Fer, la testa del...


L'inferno arancione dell'Alpe d'Huez ha un altro vincitore oltra a Tadej Pogacar. Ma se lo sloveno è stato il più veloce, la Curva degli Olandesi vince ancora la gara dei decibel. Ogni volta cambia il vincitore della tappa, ogni anno...


Non ha mai partecipato a gare su strada e in compenso vola su pista. Filippo Cusumano, 18 anni, di Bergamo, ai recenti Campionati  Europei  pista di Cottbus ha percorso i 200 metri lanciati (qualificazioni al torneo di velocità ) in...


Quinta e penultima serata di gare ai Gran Premi Internazionali di Fiorenzuola – 6 Giorni delle Rose Bianche, caratterizzata da sfide spettacolari e da un'ottima prova degli azzurri. Il campione europeo dello Scratch Alex Vogel ha conquistato il G.P. Arduini,...


Nel novero delle pretendenti alla vittoria del Tour de France Femmes è impossibile non inserire Kasia Niewiadoma-Phinney: la polacca ha vinto la corsa francese nel 2024 e lo scorso anno è salita sul terzo gradino del podio come già successo...


La festa dell'Alpe d'Huez si è trasformata in un incubo per Einer Rubio. Il colombiano della Movistar è stato costretto ad abbandonare il Tour de France dopo un violento incidente avvenuto durante la diciannovesima tappa, quando ormai la corsa stava...


Domenica in Veneto per la formazione Continental del Team Biesse Carrera Premac, di scena nella 83esima edizione della Bassano-Monte Grappa, gara per Elite e Under 23. La line-up della squadra bresciana diretta da Dario Nicoletti sarà composta dall'Elite Giacomo Villa...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra