L'ORA DEL PASTO. MI SONO INNAMORATO DI ZANDEGU' (E ADESSO GLI FACCIO DA GREGARIO IN TOURNÉE)

NEWS | 22/01/2024 | 08:23
di Marco Pastonesi

Quando è soddisfatto, dice che il risultato è stato “lusinghiero”. Quando è orgoglioso, dice che “allora non sono proprio l’ultima ruota del carro”. Quando è sincero, dice che quello che racconta è “molto veritiero”. Infatti: vero al novanta per cento.


Mi sono innamorato di Dino Zandegù. Anzi, a essere sincero, dunque “veritiero”, rinnamorato. La prima volta mi è successo da ragazzino, Giro d’Italia, tv bianco e nero, prima DeZan con la tappa poi Zavoli con il processo alla tappa, Adorni Pambianco Taccone… e Zandegù, Zandegù e le sue sette sorelle, Zandegù e il suo capitano Felice Gimondi, Zandegù e il suo rivale Marino Basso. La seconda volta adesso, Zandegù e le sue cento storie, le prime venti estorte, le altre ottanta scivolate precipitate piombate, a un certo punto abbiamo serrato la saracinesca, “verranno buone per il prossimo libro”, gli ho detto, “non ci sarà”, ha tuonato, non voleva fare il primo, “non vorrei che la gente pensasse che mi sono montato la testa”, figurarsi il secondo.


Adesso ci aspettano quattro giorni in tour, a presentare “Se cadono tutti vinco io” (Ediciclo), che non sono presentazioni ma feste, sagre, rimpatriate, soprattutto racconti, finora lusinghieri e veritieri, anche affettuosi e divertenti, c’è sempre da divertirsi in compagnia di Zandegù. Ed è così che mi ha conquistato: con la sua leggerezza, che non è frivolezza, ma considerare la vita dall’alto, in fondo si tratta di piccolezze, ma guardare la vita anche dal basso, con umiltà modestia buonsenso terra-terra. E con allegria, perché se un sorriso regala la fiducia, una risata spalanca la felicità.

Il primo appuntamento è domani, martedì 23 alle 21 nella Biblioteca di Verano Brianza, una roccaforte cicloletteraria, gente che se dici Anquetil si genuflette, se dici Venturelli stappa una bottiglia di vino e taglia pane e salame; mercoledì 24 alle 19.30 da Rossignoli a Milano, un tempio a due ruote, che sa di famiglia e quartiere, di officina e salotto; giovedì 25 a Mortegliano (Udine), cassaforte di appassionati, tanto da ospitare tappe e corse (quest’anno il Giro d’Italia); e venerdì 26 a Levada di Ponte di Piave (Treviso), nel Borgo della Birra, cena e libro, ed è tutto chiaro.

Io sarò il gregario e Zandegù il velocista. Ma lui era abituato ad arrangiarsi da solo allora, lottando contro Basso, Van Looy, Sels, Reybrouck, Durante, Planckaert, Marcoli, Dancelli…, non c’è mica bisogno di tirargli la volata.

 

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COMMENTI
Fantastiche emozioni,
22 gennaio 2024 10:36 noel
Zandegu + Pastonesi 👌

Libro Zandegù
22 gennaio 2024 10:56 CP12
Buongiorno, belli i racconti! Vorrei segnalare un errore: nella foto Salvarani 1971, il primo corridore da sinistra, non è Tony Houbrechts, ma Guido Reybrouck. Houbrechts si trova sulla Fiat 125, fra Tommaso De Pra e Roberto Poggiali. Cordiali Saluti

Quel GRAND Champion !
22 gennaio 2024 15:09 Merlin1
Oui, Zandegu reste pour moi une brillante figure du Cyclisme italien et international. Il était célèbre également en France. Il m' a alors, dans ma jeunesse, motivé à faire du cyclisme en le voyant à la télé sprinter avec un immense talent. La classe absolue. Merci de votre part de lui rendre aujourd'hui encore hommage ! Bravo Zandegu, on ne peut pas vous oublier !

CP12 a raison
22 gennaio 2024 15:18 Merlin1
Oui, CP12, vous avez raison et je vous en félicite. C' est bien Guido Reybrouck. Je vois qu'il y a de bons connaisseurs du cyclisme de cette époque. C' est très bien. Cela signifie que des tifoso ont été marques comme moi par ces champions au point de s' en souvenir encore...40 ans plus tard.( cela ne nous rajeunit pas!).

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