DAI DIRETTORI DI CORSA DELL'EMILIA ROMAGNA UN FORTE RICHIAMO ALL'ETICA DELLA RESPONSABILITA'

NEWS | 16/12/2023 | 08:01

Soddisfazione per la buona riuscita del corso di aggiornamento dei direttori di corsa dell’Emilia-Romagna in scena il 10 dicembre a Bologna presso la sede regionale del Coni. Presenti 53 direttori di cui una parte provenienti dal Veneto, Marche e Umbria, oltre a 25 rappresentanti, a vario titolo, del comparto sicurezza.


Un appuntamento preparato con scrupolo, con la distribuzione di una cartella personalizzata con il logo del CRER contenente dati relativi alla consistenza della categoria e allo stato organizzativo regionale, i numeri forniti dal Ministero dell’Interno su scorte tecniche e ASA, il tesseramento federale di queste categorie, il profilo del regolatore da poco approvato, una indagine regionale sul rilascio delle autorizzazioni e delle ordinanze, i report sulla qualità e i risultati del convegno di Riccione. Una sorta di aggiornamento aggiunto, costato non poco impegno.


I lavori della giornata entrano subito nel vivo con i saluti del presidente del CRER Alessandro Spada, del componente la CNDCS Marino Casini e con la relazione di Raffele Babini, presidente della CRDCS, che pur dichiarandosi soddisfatto per come complessivamente in Emilia-Romagna si organizzano e si dirigono le corse, utilizza quasi tutto il tempo a sua disposizione per un elenco dettagliato delle cose che durante la stagione non hanno funzionato bene, invitando tutti alla giusta responsabilità e coerenza. Direttori di corsa punto alto di supporto agli organizzatori e non figure compiacenti per chi organizza in carenza di propostiti, metodi e professionalità.

Un modo severo ed autocritico che fa ritenere del tutto inutile proseguire con la compilazione della scheda-gara, che mai porterà alla luce le vere criticità, così come modesti, per contenuti e modalità, gli esiti del recente e poco partecipato convegno di Riccione, valutato da Babini lo specchio di una categoria in difficoltà per l’assenza di vere strategie di sostegno e a rappresentarsi nelle sue effettive potenzialità.

Compito del Commissario Nazionale Gabriele Dainelli l’aggiornamento più tecnico, quello delle Norme Attuative 2024, svolto con la precisione e il metodo che solitamente propongono i giudici di gara in queste occasioni.

Centrale e assai delicata la questione delle ordinanze affidata a Silvano Antonelli, con una comunicazione contenente all’interno una ineludibile domanda: quali responsabilità per quei direttori di corsa che fanno partire le gare senza avere tutte le ordinanze di sospensione della circolazione per l’attraversamento dei centri abitati, accertato che, dopo la Circolare Gabrielli del 29.9.20, molti comuni ancora non le rilasciano, procurando ogni più intuibile disagio.

Domanda da affrontarsi con cognizione di causa, quale quella espressa negli interventi degli avvocati Celestino Salami, Cinzia Simonelli, e il comandante delle Polizia Locale dell’Unione della Romagna Faentina, Vasco Talenti.

Contributi di esperti di legge e compiti di polizia, che pur con osservazioni diverse, giungono ad una unica essenziale risposta: la corsa deve partire solo se il direttore di corsa è certo di possedere tutte le ordinanze, nessuna esclusa. Farlo in carenza di questi atti, quando capitassero fatti gravi, le responsabilità civili e penali del direttore di corsa sarebbero certe, con il rischio che l’organizzatore addirittura si rivalga su di lui in quanto “responsabile del servizio di scorta”, a cui il Disciplinare assegna precise ed ineludibili competenze e compiti.

Questione piuttosto seria visto che, da una indagine svolta in ambito nazionale, risulta che molte corse, specie quelle a tappe o che attraversano più province, partano senza avere tutte le ordinanze necessarie.

Con il coinvolgimento dell’Unione dei Comuni e la collaborazione delle prefetture, certamente la situazione potrebbe ricomporsi a maggiori certezze, ma non v’è dubbio che, come detto a Bologna, resta fondamentale, che la FCI si faccia promotrice di una modifica al codice della strada approfittando dell’attuale discussione alla Camera, cambiando l’art. 9 secondo una proposta da tempo presente e condivisa dallo stesso Ministero dell’Interno.

Tra gli argomenti della giornata, giusto spazio alla innovativa figura del Safety Manager, ben illustrata da chi già si è abilitato in questo ruolo, l’avvocato e DCI Cinzia Simonelli, facente parte degli attuali 89 riconosciuti dall’UCI, di cui 11 italiani.

Una figura ad oggi prevista solo per le gare WorldTour e ProSeries, certamente utile per la sicurezza, ma che in Italia solleva perplessità sulla sua effettiva necessità, dato che i compiti di questa figura sono già parte integrante di quella dei direttori di corsa, facendola apparire come una sorta di doppione.

In Emilia-Romagna non piacciono gli aggiornamenti fatti a cliché, dove non sia posto anche l’obbiettivo di momenti di crescita professionale vera e propria attraverso il contributo di chi (formatori o meno che siano) il mestiere lo conosce veramente, lo interpreta con autorevolezza aggiunta a modestia e che lo sa trasmettere con passione, nota necessaria per appassionare e dare soddisfazione a chi ascolta.

Obiettivo che la CRDCS dell’Emilia-Romagna ha saputo realizzarlo grazie alla pressoché esclusiva presenza del Commissario Internazionale Rosella Bonfanti, che per circa un’ora, con coinvolgente eloquenza, ha illustrato le varie sfaccettature della sicurezza comparando ciò che vien fatto all’estero con quello che vien fatto in Italia, nonché le modalità di rapporto tra direzione dell’organizzazione e collegio dei commissari. Mostrando le cose positive quanto gli errori più sorprendenti, senza l’aria di chi si sente “imparato”, ma che ha piena coscienza di quanto sia difficile tanto organizzare quanto gestire l’evento. Una lezione di vero mestiere, che da sola è valsa l’iscrizione al corso, svolta con l’ausilio di slide e filmati a volte impressionanti, preparati con cura ed esclusivamente per l’occasione. Con un invito pressante: ogni organizzatore non rinunci mai ad inventare e attuare qualcosa di innovativo, di maggiore efficacia, perché l’UCI, nella sua missione, sempre ha fatto diventare regola le soluzioni copiate dagli organizzatori migliori, per poi estenderle nell’interesse più generale del movimento. Ed ancora: dalle grandi corse si può capire come fare meglio anche in quelle più piccole.

Ultima parte della mattina, quella dedicata ai temi più complessivi del comparto sicurezza, esposti da Silvano Antonelli e riguardanti le scorte tecniche, gli ASA, i rapporti con la Polizia Stradale, le soluzioni offerte dal Ministero dell’Interno con le varie circolari emesse nel coso dell’anno, in alcuni casi di vero aiuto agli organizzatori in altri ancora di perfezionamento delle modalità operative della Polizia Stradale.

Con un particolare richiamo agli incontri di formazione congiunta che in Emilia-Romagna sono fortemente condivisi e per i quali, il CRER e la CRDCS, in previsione di quello che si terrà ad inizio febbraio, sollecitano la più alta partecipazione da parte delle varie figure della FCI,

Aspetti sui quali è potuto intervenire Nicola Pederzoli, presidente del Team Scorta, portando un significativo contributo su come si possano impostare e gestire meglio le gare, elencandone le criticità spesso ricorrenti.

 

A concludere di nuovo le parole di Raffaele Babini, per complimentarsi con i relatori, ringraziare i partecipanti, sollecitare impegno ed orgoglio per i direttori di corsa. E, giusto per non smentirsi, il dono di una rosa a tutte le donne presenti.

 

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